Nosadella.due
Bologna
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WEB
Numero Uno
dal 11/12/2009 al 11/12/2009
15-19

Segnalato da

Rita Correddu




 
calendario eventi  :: 




11/12/2009

Numero Uno

Nosadella.due, Bologna

Incontro intorno ai rapporti con la gestione pubblica nella produzione dell'arte. La riunione si somma a quelle che si stanno organizzando in diverse citta' italiane con l'intento di arrivare ad un incontro nazionale nel 2010. L'iniziativa scaturisce dalla risposta ricevuta dalla Presidenza della Repubblica all'Appello firmato da un insieme indipendente di esponenti del mondo dell'arte visiva e della cultura.


comunicato stampa

Clinica aperta sulle politiche di produzione dell’arte italiana da parte della pubblica amministrazione.

LA GESTIONE PUBBLICA GIOVA O NUOCE ALLO SVILUPPO DELLA CULTURA CONTEMPORANEA?
E’ POSSIBILE RICOSTRUIRE UN DIALOGO PROFICUO TRA AMMINISTRATORI ED ESPERTI? COME?

A partire da queste domande il gruppo di lavoro Numero Uno di Bologna (che si riunisce sabato 12 dicembre dalle ore 15 presso Nosadella.due, Via Nosadella 2) si riunisce nell’intenzione di interrogarsi su quale sia il cambiamento necessario nel nostro paese per far sì che la cultura sia rispettata, pensata, sviluppata e prodotta con responsabilità.

La riunione si somma a quella di altri gruppi di discussione che sono avvenuti (Torino, 5 dicembre) e avverranno (Venezia, 16 dicembre) in diverse città italiane con l'intento di arrivare ad un incontro nazionale nel 2010 in cui si siano raccolte questioni ed eventuali proposte concrete di cambiamento. La serie di incontri scaturisce dalla risposta ricevuta dalla Presidenza della Repubblica all'Appello firmato da un insieme indipendente di esponenti del mondo dell'arte visiva e della cultura ad ottobre: si veda http://www.undo.net/Pressrelease/edit/1258125834 dove, grazie al supporto di UnDo.net verranno anche raccolti tutti i materiali prodotti.

La pubblica amministrazione propone sempre più spesso progetti culturali che di culturale hanno poco.
Si assiste sempre di più ad eventi di intrattenimento, a manifestazioni di bella facciata ma di scarso apporto culturale, a progetti che non hanno niente a che fare col contesto culturale che si sta in realtà sviluppando, destinati ad esaurirsi al loro termine, senza alcuna processualità e incapaci di radicarsi in un territorio. La maggior parte dei progetti pubblici accadono senza che se ne possa intuire il processo, mancano di trasparenza e di una progettualità culturale realmente pubblica.
Si tratta spesso di strategie di comunicazione e non di progetti, di opere o di azioni volte allo sviluppo di saperi. E ciò accade per mancanza di competenza e dialogo, perché la pubblica amministrazione non si appoggia a chi la cultura la fa, né dialoga con gli esperti.
Ciò nuoce non solo al nostro contesto ma anche ad un confronto paritario a livello internazionale che conduce l’Italia ad un sempre più forte isolamento e ad uno stato di sprovvedutezza che impedisce al Paese di relazionarsi alla pari con il contesto internazionale.

Lo spazio pubblico non parla più culturalmente.
Per fare cultura noi esperti ci troviamo sempre più comodi in altri contesti, autonomi, ritirati, autistici: la cultura fugge i luoghi deputati alla cultura, i musei, i teatri, i cinema, gli spazi pubblici, per rintanarsi nelle case, nelle soffitte, nei capannoni abbandonati in campagna, nelle imprese private diventando sempre più nascosta, elitaria, schiva e debole ai fini di uno sviluppo culturale del Paese.
In questo modo viene a mancare un dialogo con l’interlocutore primo della cultura che è il pubblico cittadino.
Occorre ricostruire questo dialogo: occorre poter parlare con gli amministratori, restringere il divario tra chi la cultura la fa e chi la "promuove", far sì che la pubblica amministrazione conosca opere e numeri, occorre riattivare un linguaggio comprensibile, confrontarsi sulle progettualità a lungo termine, far sì che venga riconosciuto il patrimonio che la nostra categoria professionale è per il Paese.

Affinché la cultura ritorni ad essere davvero pubblica occorre condividere un dialogo costante.

Sabato 12 dicembre a Nosadella.due col gruppo Numero Uno di Bologna si intende far emergere opinioni rispetto a questa urgenza e domandarsene il senso, rimettendo al centro della discussione le parole chiave:

1.cultura pubblica
2.opera
3.comunicazione
4.critica
5.professionalità

Sabato 12 dicembre ore 15-19
Nosadella.due
via Nosadella, 2 Bologna

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