Kyo Art Gallery
Viterbo
via San Pellegrino, 55
0761 340378 FAX 0761 340378
WEB
Nel tempo del sogno
dal 30/6/2010 al 16/7/2010
giov-sab 16-19 e su appuntamento

Segnalato da

Ufficio Stampa Kyo



approfondimenti

Massimo De Giovanni



 
calendario eventi  :: 




30/6/2010

Nel tempo del sogno

Kyo Art Gallery, Viterbo

In occasione di Caffeina Cultura 2010 sono esposte alcune opere dei maggiori esponenti dell'arte aborigena contemporanea australiana e un'installazione di Massimo De Giovanni intitolata Super G-Milk.


comunicato stampa

Nel tempo del sogno - Mostra d’'contemporanea aborigena

In occasione di Caffeina Cultura 2010 la Kyo Art Gallery presenta la mostra d’arte contemporanea aborigena australiana “Nel tempo del sogno”, dove saranno esposte alcune opere dei maggiori esponenti dell’arte aborigena contemporanea australiana.

Secondo alcuni studi geologici su pitture rupestri e rilevazioni al carbonio -14, si fa risalire la presenza degli aborigeni sul territorio australiano a oltre 40.000 anni, la più antica cultura vivente al mondo cominciò nel tempo del sogno (dreamtime) dando luogo alla creazione della terra e alla vita su di essa. Forme ibride e mutanti cominciarono ad emergere dalla terra, animali, umani e vegetali subirono metamorfosi fino a raggiungere le attuali forme viventi attraverso un’evoluzione che ricorda formalmente da vicino le teorie darwiniane.

La cultura aborigena non avendo alcuna forma di scrittura viene tramandata attraverso l’oralità e la pittura, i sogni grandi ispiratori dell’arte aborigena raccontano di antichi miti, riti e simboli sacri che permangono nell’inconscio collettivo degli aborigeni, i luoghi sacri possono essere semplici rocce o luoghi desertici dove si racconta che gli spiriti di antenati illuminati si trasformarono in roccia o cespuglio. La terra è un elemento divino dove vi è una mitizzazione di tutto ciò che ha a che fare con essa, riti di iniziazioni, cerimonie, musica e canti sacri costituiscono la mitologia sostanziale che rimanda al tempo del sogno.

La pittura aborigena contemporanea, ad un primo colpo d'occhio, appare come la semplice ripetizione geometrica di elementi uguali, in realtà essa nasconde un vero e proprio testo che ha una sua grammatica caratteristica: (pozzi d'acqua, piste del sogno, aree puntiformi…). Nelle diverse espressioni dei diversi movimenti pittorici aborigeni contemporanei rappresenta uno dei modi di mantenere saldi i legami con l'identità tradizionale.

I dipinti possono essere interpretati iconograficamente, come mappe o testi, oppure senza preclusioni, come il prodotto di un movimento pittorico contemporaneo. Attraverso la pittura gli artisti hanno traslitterato i luoghi, la loro cosmogonia con una creatività straordinariamente viva ed ancora più sicura di sé, pienamente consapevole dei propri mezzi espressivi.

Tradizionalmente tramandata da oltre 40.000 anni attraverso la dot art (arte dei puntini) la pittura aborigena è straordinariamente pioniera dell’arte contemporanea, oggi le tele di Emily Kame Kngwarreye o di Gloria Petyarre sono classificate come opere d'arte contemporanea, e non più solo come narrazioni cerimoniali. La trasposizione figurata su tela del sogno genera una concezione espressionista astratta di grande interesse artistico e culturale.

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Super G-Milk - Massimo De Giovanni

In occasione di Caffeina Cultura 2010 Antonella Pisilli in collaborazione con la Kyo Art Gallery presenta l’installazione Super G-Milk di Massimo De Giovanni. Il lavoro artistico di Massimo De Giovanni si sviluppa da anni nella rielaborazione e riuso di oggetti trovati, l’artista utilizza cose, utensili, arnesi, prodotti vari e li rimaneggia, riedita, rinnova, ricostruisce, nella sua inesauribile immaginazione ogni oggetto, può trasformarsi in opera d’arte.

In Super G-Milk un semplice cartone di latte da un litro ingigantito a dismisura, appare in tutto e per tutto identico a quello che ogni mattina milioni di americani ritrovano sulle loro tavole, sullo sfondo bianco la scritta blu con la parola MISSING, usanza tipicamente americana di stampare sulla busta del latte la foto di una persona scomparsa, soprattutto di bambini. Questa volta la foto non è quella di un bimbo, ma è la raffigurazione, ripresa da Raffaello Sanzio, di un personaggio anziano con la barba lunga, sotto alla figura la scritta: “Not found . God could no be fetched from the server”. Nel l’altro lato del cartone una lunga lista rievoca i fatti di guerra e le sue vittime.

La guerra è l’immagine cruciale della soppressione programmata e ordinata, del fare per sopprimere, di una collettività che si definisce dei consumi. Super G-Milk nella sua apparente tranquilla semplicità, diventa elemento di denuncia di una società che distrugge ciò che ha creato, come un cibo che si mangia, e il latte primo nutrimento dei neonati che evoca la famiglia, la pace, la tranquillità diventa con Super G-Milk da semplice oggetto di uso comune a monumento rievocativo del male più terribile del mondo, la guerra. “Dio è morto” annunciava Nietzsche e “Dio è scomparso” annuncia De Giovanni, l’umanità sta cercando di ritrovare Dio e lui sparisce in un mondo dominato da guerre.

Inaugurazione 1 luglio ore 18.30

Kyo Art Gallery
Via San Pellegrino 55 – Viterbo
Dal giovedì al sabato 16 - 19
ingresso libero

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