Dream Factory
Milano
corso Giuseppe Garibaldi, 117
02 65560509 FAX 02 65560509
WEB
Gabriele Corni
dal 7/3/2011 al 29/4/2011
lunedi - sabato 14-20
346 0297724

Segnalato da

Olivia Spatola




 
calendario eventi  :: 




7/3/2011

Gabriele Corni

Dream Factory, Milano

Nelle fotografie della mostra 'Adoperabili' l'artista da' vita ad una ''mise-en-scene'' di bambole per adulti, manichini iperrealistici che divengono icone in cui il processo di mimesi e' assoluto.


comunicato stampa

a cura di Olivia Spatola

Geisha, simulacro, involucro, corpo, donna, intrattenitrice, artista, bambola, oggetto inerme di cui disporre.
Gabriele Corni con “Adoperabili” dà vita ad una "mise-en-scène" di bambole per adulti, manichini iperrealistici che divengono icone in cui il processo di mimesi è assoluto nella perfezione formale ed estetica. La trasmutazione, che l'artista compie tramite l'artificio artistico, è un processo alchemico dai risultati destabilizzanti.

Corpi dalla carnagione bianchissima, in pose studiate, dai lineamenti ideali ed inespressivi, sono il teorema di un inganno perfetto.
Il concetto di mimesi in arte è stato alla base della classicità ed a più riprese sembra riaffiorare nell’epoca moderna e contemporanea. Il desiderio dell’uomo di imitare la natura, con gli strumenti della pittura, della scultura ed oggi tramite le tecnologie offerte dai new media, è fondamento di molte tendenze artistiche.

Fotografare una bambola, di per sé già mimesis, significa creare una reiterazione processuale, una sorta di doppio livello espressivo dalle valenze complesse. L’indeterminazione nell’analisi del soggetto e l’impossibilità di comprendere appieno il confine tra reale ed irreale è alla base di questo lavoro.

Opere sulle bambole e sui manichini sono già state fatte, ovviamente, ma in questo caso il ciclo è particolarmente complesso e raffinato, soprattutto per la scelta di contestualizzare il soggetto in un preciso ambito sociale e culturale. L’artista indaga la cultura giapponese in un’epoca compresa tra il XVII ed il XIX secolo in cui la donna, e soprattutto la geisha, ebbe un ruolo particolare nella società: artista con abilità in vari ambiti tra cui la musica, il canto e la danza. Intrattenitrice di nobili, presente in tutte le epoche sotto vari nomi, la geisha è una donna sottomessa obbligata a lavori degradanti fin da giovane età ma di grande eleganza e sobrietà.

Quando tra il 1866 e il 1869 in Giappone ebbe fine l’isolamento, iniziarono a diffondersi in occidente, ed in Europa in particolare, le stampe ukiyo-e; opere realizzate sulla falsariga della pittura tradizionale con il particolarissimo uso di un segno netto e di campiture cromatiche a tinta piatta dai colori chiari e sgargianti. Le stampe ukiyo-e ebbero grande successo ed influenzarono l’immaginario di molti artisti del movimento impressionista come Manet, Van Gogh e Klimt. Il primo ritrasse la moglie in kimono, mentre Van Gogh nel 1887 dipinse “La cortigiana", il ritratto di una donna vestita in tipici abiti giapponesi.

Nel panorama internazionale dell'arte contemporanea vi è stata a più riprese una rinascita orientalista con interscambi tra oriente ed occidente di idee e suggestioni a vari livelli. La realtà ri-creata di Gabriele Corni, ottenuta attraverso la sovrapposizione di layers trasparenti, causa un’indeterminazione percettiva, nell’impossibilità di una definizione univoca dell’immagine. La perfezione formale, quasi asettica, della realtà digitale contrasta con il gusto orientale del dettaglio delle vesti ricamate in seta rosso porpora e stagliate sul bianco porcellana di queste creature diafane emerse dallo spazio-nulla di un set immaginario. Una realtà spettrale, asettica, pervasa da un silenzio metallico, urlante, di una donna post-umana in cui l'organico si fonde all'inorganico. Una donna post-human, creata dai laboratori di Tokyo in rapid prototyping con le più avanzate leghe al nylon e carbonio, ci racconta della decadenza in un immaginario futuristico-futuribile in cui le categorie ed i vincoli dell'ordine delle cose terrene sono stati abbattuti. L'uomo diventa creatore di sé stesso, scoprendo ed alterando i limiti della genetica e la fantascienza irrompe sulla realtà con l'inquietudine di un sogno disatteso.

inaugurazione martedì 8 marzo 2011 ore 18.30

Dream Factory
corso Garibaldi, 117 - Milano
Apetura al pubblico dal lunedì al sabato ore 14.00/20.00

IN ARCHIVIO [19]
Carlo Borlenghi
dal 25/2/2015 al 28/3/2015

Attiva la tua LINEA DIRETTA con questa sede