Otto Gallery
Bologna
via D'Azeglio, 55
051 6449845 FAX 051 3393794
WEB
Luca Caccioni
dal 18/1/2003 al 10/3/2003
051 6449845 FAX 051 3393794
WEB
Segnalato da

Otto Gallery




 
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18/1/2003

Luca Caccioni

Otto Gallery, Bologna

Scritti: mostra personale. Per questa occasione Caccioni ha prodotto esclusivamente opere pittoriche utilizzando il PVC, in cui agendo per dispersione ed esclusivamente con le mani, l'artista va alla ricerca di immagini poetiche, visioni, possibilita' evocative nell'intento di ristabilire un contatto con la memoria. Anche in questo caso l'artista usa la scrittura come elemento narrativo. Catalogo a cura di Luca Beatrice. Inaugurazione del nuovo spazio espositivo della galleria.


comunicato stampa

Sabato 19 Gennaio 2002 alle ore 18.30 si inaugura presso la nuova sede della Otto Gallery Arte Contemporanea, Via D'Azeglio 55, Bologna, la mostra personale di Luca Caccioni. L'artista presenterà una nuova serie di opere che sarranno tutte pubblicate in un catalogo a cura di Luca Beatrice. Questa mostra inaugura anche il nuovo spazio espositivo ubicato in Via D'Azeglio 55 (complesso San Luigi) in un prestigioso palazzo storico rinascimentale.

Per questa occasione Caccioni ha prodotto esclusivamente opere pittoriche utilizzando il PVC, in cui agendo per dispersione ed esclusivamente con le mani, l'artista va alla ricerca di immagini poetiche, visioni, possibilità evocative nell'intento di ristabilire un contatto con la memoria. Dal titolo della mostra, "Scritti", si evince che, anche in questo caso, come nel passato, Caccioni usa la scrittura come elemento narrativo, una scrittura che però diventa anche segno, immagine, come se avesse un'identità propria, collocata lì per urgenza. Il significato è l'uso che distoglie l'attenzione dall'insieme, per poi diventare armonia, luce, passione e lucidità. Il tentativo di nominare il mondo, naturale e animale, attraverso "emozioni visive" è ciò che rende particolare quest'ultima serie di opere prodotte per questa mostra che risulta nel suo insieme particolarmente intima e profonda. Così come l'artista riflette con i suoi strumenti pittorici su un possibile catalogo di sensazioni, anche Luca Beatrice nel testo che accompagna il catalogo della mostra coglie l'occasione attraverso eufemismi di catalogare il mondo nominandolo, classificandolo, nel tentativo di affermare che si ha la necessità di farlo con precisione, ma quest'ultima è contraddittoria, per quanto si ha la necessità di censire tutto e di classificare tutto, dando un nome e una collocazione alle cose, nello stesso tempo ci si dimentica comunque qualcosa.

Catalogo a cura di Luca Beatrice

INAUGURAZIONE: Sabato 19 Gennaio 2002 ore 18.30

Nella sezione Design prosegue fino al 28 gennaio 2002

Sistemi analogici
Marco di Giovanni - Jorge Peris - Nicola Toffolin

mostra a cura di Alberto Zanchetta

Diversamente dal ''modulo digitale" della critica, l'arte e comunicazione analogica (spesso e volentieri oggetto di confronti con modelli del reale le cui condizioni vanno riferite alle caratteristiche contingenti - capacità di essere o non essere - e che risultano simili alla sua forma). Questo avviene perché l'opera è situata nella realtà ove si applica la condizione di ciò che è ed esiste; il manufatto artistico tende tuttavia ad astrarsi dalla realtà negandosi a principi assoluti di interpretazione nelle molteplici visioni del reale, in ogni dove, in ogni quando, come postulato dai tre artisti in mostra e nell'esempio di Peris la cui ricerca si snoda per decentramenti percettivi. In esposizione un'amibigua apparecchiatura, solo vagamente affine al design di un tavolo, accentrerà su di sé l'interesse e la curiosità dei visitatori annichiliti dalla sua abbacinante emissione luminosa. La fruizione apparentemente attiva dell'osservatore sarà quindi convertita in passività laddove nella sala una video-proiezione trasmuterà lo spettatore nello spettacolo del guardare, del guardarsi addosso e dell'essere guardato finché unmoto sussultorio, del tutto arbitrario e coincidente con un improvviso fragore, assesteràaltrove l'inquadratura da ''reality show" (in un dislocamento inarrestabile, snervante, accecante). Riconfigurando lo spazio deputato, Di Giovanni attua invece uno sprofondamento percettivo nell'impiego di particolari lenti ottiche sulla superficie di voluminose tubature che, color della ruggine, fuoriescono dalle pareti come facenti parti di un cablaggio planetario. Frontali l'uno all'altro, un tozzo involucro accoglierà il corpo dormiente dell'artista nei modi di un tubo criogenico atto a preservarne le funzioni vitali dacché sua - presunta - meta è da ricercarsi a parete, in un enorme tondo metallico il cui spioncino condurrà lo sguardo attraverso uno stretto cunicolo nel riverbero di luminescenti interferenze (tele)visive. Attraverso la dilatazione spazio-temporale dell'ipotetico viaggio desunto dall'immaginario sci-fi, l'artista potrà così mettere in rapporto le usurate nonché desuete condutture con un imprecisato, futuribile, obiettivo.. Coltura in vitro infine per Toffolini: il macro contratto ad un micro-ecosistema. E’ il caso di "Un metro quadro di chiassose cicale nella sezione verticale di un campo di grano", non una semplice contaminazione ma una efficace ibridazione tra natura e tecnologia! Si tratta di una teca dalla sofisticata strumentazione che esige precipue condizioni ambientali da imputarsi alla profusione, sistematicità e incidenza della luce artificiale in galleria; tali condizioni determineranno infatti lo sviluppo biologico della graminacea mentre ciclico risuonerà il frinire degli insetti. Due cilindri in acciaio inossidabile saranno altresì il basamento per provette in pari numero contenenti piccole steli di gesso al cui interno una componente organica - il seme di una pianta - germinerà dando origine a quello che l'artista definisce ''il silenzioso sbrecciare delle sculture che spuntano''. Dell'artista sono anche una serie di fotografie che rivisitano le medesime opere in una chiave rarefatta e lirica offrendone uno spaccato/una rifrazione assolutamente anomala rispetto alle stesse.

OTTO Gallery Arte Contemporanea, Via D'Azeglio 55, Bologna
ORARlO DI GALLERIA: martedì-sabato 10.30/13.00-16.00/20.00 - dom./lun. su appuntamento

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