Silbernagl Undergallery (vecchia sede)
Milano
via Borgospesso, 4
02 76014944
WEB
Leonardo Pivi
dal 6/5/2003 al 15/6/2003
02 76014944 FAX 02 781792

Segnalato da

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Leonardo Pivi
Luca Beatrice



 
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6/5/2003

Leonardo Pivi

Silbernagl Undergallery (vecchia sede), Milano

XX d'oro e d'argento. Mostra di sculture gioiello a cura di Luca Beatrice. L'esperienza nell'utilizzo di linguaggi e tecniche eterogenee hanno consentito all'artista di ideare questa mostra, che intende rappresentare la dimensione naturale dell'umano attraverso il mondo 'prezioso' dell'oreficeria, sovvertendone pero' le regole e i codici in una sorta di ossimoro tra caducita' da reliquiario ed eternita' di materiali.


comunicato stampa

XX d'oro e d'argento
A cura di Luca Beatrice

La SILBERNAGL UNDERGALLERY ospita dal 7 maggio al 15 giugno 2003 Leonardo Pivi con una mostra di sculture gioiello dal titolo XX d'oro e d'argento, a cura di Luca Beatrice.

Leonardo Pivi, nato a Cesena nel 1965, dal 1982 partecipa a numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero.
Artista poliedrico e maturo, Pivi si muove con efficace disinvoltura fra la pittura, la fotografia, i video e soprattutto fra la scultura e il mosaico, cercando di costruire fra questi generi una proficua interrelazione.

L'esperienza nell'utilizzo di linguaggi e tecniche eterogenee hanno consentito all'artista di ideare questa mostra, che intende rappresentare la dimensione naturale dell' umano attraverso il mondo 'prezioso' dell'oreficeria, sovvertendone però le regole e i codici in una sorta di ossimoro tra caducità da reliquiario ed eternità di materiali.
La ri-costruzione di organi umani nei gioielli, come il cuore, l'intestino, i denti o il cuoio capelluto viene effettuata attraverso l'accostamento di materiali diversi: l'oro giallo o bianco si unisce alla pietra o all'osso, che appartiene a qualcosa di ex vivente, al corallo, che rappresenta il sangue, al marmo rosa che rimanda all'incarnato, alla madreperla che è la saliva.

I gioielli, 20, tra collane, pendenti, anelli e oggetti formano così una raccolta di piccole sculture preziose, di 'sculture indossabili', che oltre ad avere una valenza estetica originale contengono anche un chiaro messaggio artistico che offre al visitatore la visione di una serie di reperti, di frammenti di natura preziosa.

Ognuna di queste sculture indossabili porta anche un titolo, che in alcuni casi è inciso direttamente sul materiale dell'oggetto stesso, come 'Cuoricino mio bello non fermarti mai', pendente in osso, madreperla e oro bianco.
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Questi sono i miei gioielli
Luca Beatrice

Nella vecchia scuola di stampo cattolico degli anni sessanta i maestri erano soliti utilizzare un famoso episodio della storia romana che serviva da parabola per dimostrare come la virtù morale fosse più importante dell'oro. La signora Cornelia 'madre dei Gracchi' (i due giovanotti Caio e Tiberio tornarono, con alterne fortune, alle cronache dei loro tempi per servigi politici e militari) esponeva i figli come i suoi gioielli di fronte alle amiche vanitose impegnate a sfoggiare monili e quant'altro necessario ad abbellire i loro corpi matronali.
Che la bontà possa appagare il desiderio quanto il lusso è concetto piuttosto fragile e discutibile. Marilyn Monroe diceva che i diamanti sono i migliori amici delle ragazze, lasciando chiaramente intendere che qualsiasi donna è disposta a fare dei 'sacrifici' commisurati all'importanza e alla preziosità del gioiello propostole, insomma dono contro dono.
Se il gioiello è un lusso, quanto più esclusivo e ricercato, anche l'arte risponde a questo bisogno di staccarsi dalla normalità proponendo il possesso di oggetti non condivisibili con la maggior parte del genere umano. 'L'arte è uno shopping esclusivo', diceva Jeffrey Deitch perchè si sottrae alla produzione in serie della moda e degli accessori, e si propone come il più raffinato indicatore di prestigio sociale, almeno quanto un collier di pietre preziose disegnate da un orafo di fama mondiale.
L'unione di questi due universi così voluttuosi, da una parte ipoteticamente può raddoppiare il valore dell'oggetto in questione (bello, ricco, prezioso e soprattutto unico), ma per altro verso insinua un ragionevole dubbio: che cosa distingue, infine, un'opera d'arte con tutto il suo portato di sacralità e aura, da quell'altro genere di creazione che, per quanto prestigiosa, non puè non essere inscritto alla categoria delle arti applicate (o arti minori)?
Nella storia dell'arte il cimentarsi con il gioiello (a meno che non si citi il genio di Benvenuto Cellini) è, per tradizione, un'esperienza laterale, la cessione di un proprio segno che l'orafo o l'artigiano avrebbero eseguito in quanto esperti di materiali di cui l'artista forse non è neppure a conoscenza. Questo non è il caso di Leonardo Pivi, scultore di perizia assoluta 'con le mani', il quale non si limita a tradurre la propria esperienza di conoscitore della materia in dimensione ridotta, ma che ha ideato, progettato e realizzato interamente da solo questa serie di gioielli unici e irripetibili non definibili in altro modo che opere d'arte. Il valore aggiunto, il quid, l'anima che riempie le cose e le trascende in un'altra dimensione, sta nell'approccio di Pivi all'opera gioiello: ogni materiale ha un suo significato storico da integrare nel rispetto di un equilibrio microcosmogonico; l'oro è prezioso in sè, lo sanno tutti, ma qui acquisisce eternità ulteriore se accostato all'elemento organico e caduco, se perchè inserito in un ciclo vitale da cui l'artista filosofo trae ispirazione. Cosè come la pietra, indissolubile dalla terra.
Siano amuleti, segni apotropaici, talismani, feticci, queste creazioni di Leonardo Pivi sono opere d'arte e non solo gioielli perchè uniscono il valore del materiale al significato dell'immagine. Queste cose vogliono dire qualcosa, non basta osservare che sono belle. Questi sono i miei gioielli, torniamo a Cornelia, perchè posseggono la virtus e non solo la lux.

VISIONI D'ARTISTA - Eventi e comunicazioni per la cultura
Milano Via Washinghton, 15. Tel. 02-43980178

Inaugurazione: giovedè 7 maggio 2003, ore 18.

Vi aspettiamo da mart. a sab. 10.45-13 e 14.30-19, lun. 15-19. L'ingresso è libero.

Silbernagl Undergallery
via Borgosesso 4, Milano
tel 0276014944

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