Galleria Rettori Tribbio 2
Trieste
Piazza Vecchia, 6
040 370365 FAX
WEB
Ferruccio Bernini e Livio Zoppolato
dal 15/6/2012 al 28/6/2012
feriali 10 - 12.30 e 17 - 19.30, festivi 10 - 12, lunedi chiuso
335 6750946
WEB
Segnalato da

Marianna Accerboni




 
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15/6/2012

Ferruccio Bernini e Livio Zoppolato

Galleria Rettori Tribbio 2, Trieste

Due linguaggi, uno stile. La rassegna, curata da Marianna Accerboni, vede protagonisti i due artisti triestini con una decina di dipinti ciascuno.


comunicato stampa

a cura di Marianna Accerboni

Sabato 16 giugno 2012 alle ore 18.00 a Trieste alla Galleria Rettori Tribbio (Piazza Vecchia 6) avrà luogo l’inaugurazione della mostra “Ferruccio Bernini - Livio Zoppolato: due linguaggi, uno stile”, che vedrà protagonisti i due artisti triestini con una decina di dipinti ciascuno e sarà presentata dall’architetto Marianna Accerboni. La rassegna, che propone l’incontro tra il linguaggio magico e surreale di Bernini e la nuova maniera materico-informale di Zoppolato, rimarrà visitabile fino al 29 giugno (orario: mar - mer - gio - sab 10 - 12.30 e 17 - 19.30 / ven: 10 - 12.30 / festivi: 10 - 12.00 / lunedì chiuso / domenica 17 per il mercatino dell’antiquariato: 10.00 - 13.00 e 16.00 - 18.00 / info 3356750946).

Due pittori dal linguaggio diverso - scrive Marianna Accerboni - ma complementare e sintonico per capacità fantastica e inclinazione alla sperimentazione, testimoniano alla Galleria Rettori, da sempre attenta all’evoluzione delle espressioni artistiche non solo locali e regionali, la maturità del loro percorso.

Zoppolato, autodidatta (salvo che per gli studi con Vittorio Cossutta e alla Scuola dell’Acquaforte Carlo Sbisà) e fortemente fantasioso, sceglie di esporre l’ultima fase del proprio itinerario linguistico: dopo aver dimostrato una forte duttilità nell’espressione artistica figurativa, in cui con seducente narrazione o centrato simbolismo, ha saputo interpretare morbidamente e con colori caldi il paesaggio, soprattutto quello istriano delle sue origini, ora sgretola e sintetizza il dato naturale. E ne conserva la luce, accentrando la propria attenzione sui vecchi e sofferti muri - una parte per il tutto - delle antiche case, che prima era solito effigiare con inclinazione figurativa, riuscendo ora a esprimerne il fascino e la trasognata realtà attraverso un linguaggio informale di forte valenza materica, in cui il colore fa da contrappunto alla vetustà dei brandelli di muro e - simbolicamente - al grigiore della vita.

Il gioco rappresenta per molti artisti anche famosi, quali per esempio Marcel Duchamp e Marc Chagall, uno dei motivi principi del dipingere. Così è anche per Ferruccio Bernini, il quale, forte della sua esperienza nell’ambiente scenografico del Teatro “G. Verdi” di Trieste, dopo la formazione artistica con i pittori Gianni Roma e Michele Loberto, il gioco ha saputo, con la sua arte, inseguire e raccontare.
In mostra il quadro principale è dedicato al duello che condusse alla morte il poeta, scrittore e drammaturgo russo Aleksandr Sergevic Puskin, da lui stesso preannunciata nel romanzo in versi Eugene Oneghin, poi musicato da Tchaicovsky: nel sintetizzare il senso dell’azione, Bernini vi fa prevalere un simbolismo coraggioso e d’avanguardia, il quale sviluppa quasi nella terza dimensione l’amata tecnica del collage, che l’artista sa eseguire con molta raffinatezza, liberando la propria fantasia in modo irrefrenabile, ma nel contempo armonioso e cromaticamente suadente. Ancora il teatro è spunto - conclude Accerboni - ed ecco, fra gli altri, l’”L’olandese volante” e “Una notte al Teatro San Carlo”, con uno splendido Pulcinella materico, che siede imperturbabile, abbigliato con due scarpe di colore diverso ma assonante.

Inaugurazione 16 giugno ore 18

Galleria Rettori Tribbio
Piazza Vecchia 6
feriali 10.00 - 12.30 e 17.00 - 19.30 / festivi 10.00 - 12.00 / lunedì e venerdì pomeriggio chiuso
Ingresso libero

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