Centro Culturale Man Ray
Cagliari
Via Gianquinto Degioannis, 25
070 344138 FAX 070 344138
WEB
Limen
dal 2/5/2003 al 14/5/2003
070 283811
WEB
Segnalato da

Man Ray



 
calendario eventi  :: 




2/5/2003

Limen

Centro Culturale Man Ray, Cagliari

Mostra di Alessandro Biggio e Simone Dulcis. Tracciano mappe di un territorio indefinito, inseguono voragini, esplorano labili confini. Ci abitano dentro, in questa zona al limite. In bilico tra adesione e rifiuto, tra esserci e sparire, tra clangori contemporanei ed echi di culture lontane. Sciabola il nero bitume Simone Dulcis, e affonda nel bruno scuro della terra, mentre Alessandro Biggio stende sui suoi quadri una patina biancastra che si apre ogni tanto su limpidi azzurri.


comunicato stampa

mostra di Alessandro Biggio e Simone Dulcis

Tracciano mappe di un territorio indefinito, inseguono voragini, esplorano labili confini. Ci abitano dentro, in questa zona al limite. In bilico tra adesione e rifiuto, tra esserci e sparire, tra clangori contemporanei ed echi di culture lontane.

Sciabola il nero bitume Simone Dulcis, e affonda nel bruno scuro della terra, mentre Alessandro Biggio stende sui suoi quadri una patina biancastra che si apre ogni tanto su limpidi azzurri.
Cacciatori urbani, entrambi.
Accomunati da uno stesso ardore, da un'urgenza espressiva che incide e corrode e scarnifica. Alla ricerca, questa volta insieme, del 'LIMEN', quella soglia in cui vorrebbero restare, la zona ondivaga e fluttuante dove niente è netto e tutto possibile.

Serbando nel cuore un'Africa lontana - che gli è entrata dentro anni fa come un seme o una spina - Simone Dulcis porta i solchi dei tatuaggi tribali in quadri coperti di cedevole bitume, trasferendo nella realtà urbana segni rituali ed iniziatici. Segnali di riconoscimento, incisioni dolorose e necessarie su cui lui passa pennelli intinti di bianco e che poi finisce a colpi di spatola, per meglio ferire la materia catramosa.
Le barriere che corrono sui quadri come cicatrici, separano due terre uguali, due identiche facce che la linea di demarcazione illude di sicurezze geografiche, di differenze inesistenti. Se c'è uno squarcio di colore, Dulcis lo riempie di sabbia, l'ottunde con lo stucco, lo rende aspro e poroso. Così confonde le tracce, per poter continuare a combattere con acrilici, smalti e vecchie assi, con tutto quello che gli viene a tiro, una battaglia senza fine.

Alessandro Biggio nasconde le tele sotto colori ad acqua da imbianchino, più e più mani di pittura scolata e graffiata per costruire intonaci screpolati e lisi. Sui muri assenti graffia un numero, sempre lo stesso, un 1 che significa solitudine e somiglia a uno sparuto gancetto. Smentendo le leggi matematiche, Biggio trova che la somma di tanti uno dia sempre 1 e se le cifre sono chiuse all'interno di una linea continua (somigliante ad una gabbia) il risultato non cambia.
Si accampa, nei suoi paesaggi metropolitani e disabitati, la sagoma di un elmo che riaffiora dal mondo classico, un elmo da guerriero o da eroe venuto fuori del nero e ocra dei vasi micenei, da un'armonia antica evocata dal nome d'Exekias, sommo ceramografo attico. Non è l'unico simbolo ad apparire nella terra di nessuno di Alessandro Biggio, quella desolata waste land che dà il titolo ad uno dei quadri e ad un'opera di T.S.Eliot.
Emerge dalle profondità del mito il toro, disegnato o inciso come in una parete rupestre, animale sacro e idolo pagano. Fecondità, forza, sacrificio, vacche sacre, il vitello d'oro, Giove e i suoi travestimenti. Il bianco polveroso ingoia uomini e dei, simulacri e cimieri.
Alessandra Menesini

Inaugurazione Sabato 3 maggio ore 19,00

Presentazione ­ Alessandra Menesini, Allestimento ­ Wanda Nazzari

Dal 3 al 14 maggio, tutti i giorni, esclusi i festivi, ore 18:30/20:30

Nell'immagine un lavoro di Simone Dulcis

CENTRO CULTURALE MAN RAY
SPAZIO POLIVALENTE DEDICATO ALLE SPERIMENTAZIONI ARTISTICHE CONTEMPORANEE
via Lamarmora, 140 ­ 09124 CAGLIARI ­ Tel. e fax 070/283811

IN ARCHIVIO [20]
Carta e...carte
dal 10/5/2007 al 18/5/2007

Attiva la tua LINEA DIRETTA con questa sede