Galleria Zaion
Biella
Salita di Riva 3 (Lanificio Pria)
015 27776
WEB
Mario Bottinelli Montandon
dal 26/9/2003 al 15/11/2003
380 5140212

Segnalato da

Galleria Zaion




 
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26/9/2003

Mario Bottinelli Montandon

Galleria Zaion, Biella

Family. L'artista prosegue la sua complessa ricerca concettuale entrando ora nel cuore del nucleo familiare, attraverso fotografie, disegni e fotomontaggi ne costruisce un'inedita e sorprendente iconografia.


comunicato stampa

Family

Nella ricerca di Mario Bottinelli Montandon il tema non e' incidentale. E' sufficiente leggere i titoli delle sue opere per rendersene conto: aspirano sempre a una sintesi del complesso percorso concettuale e iconografico che le ha generate – spesso in bilico fra storico e religioso – e che talvolta lascia all'osservatore un senso di curiosita' inappagata. Il nuovo ciclo di lavori fotografici presentato nello spazio di Zaion non fa eccezione, anche se il titolo scelto dall'artista per l'esposizione – Family – informa che in questo caso l'istanza tematica sia tutta in una semplice, comunissima parola: famiglia. Anzi, family, secondo la versione inglese, assecondando solo in apparenza un uso del termine ricorrente oggi in taluni ambiti, dove assume l'accezione di "comunita'". La realta' che presenta Mario Bottinelli Montandon e' invece la famiglia propriamente detta. Osservando le sue opere fotografiche in bianco e nero, si scoprono infatti dei veri "ritratti di famiglia"; i tre figli dell'artista diventano così i protagonisti di altrettante opere – 2 Virgins, Remote control e Kreuzgang –, mentre nel dittico Fatherland i tre bambini sono ritratti in una classica posa d'insieme.

Da anni Mario Bottinelli Montandon si affida al sistema lambda (stampa fotografica originata da elaborazione digitale), eppure i suoi lavori possono essere definiti fotografici solo in senso lato. Cio' che li distingue, anche a un primo sguardo, e' la presenza di figure disegnate. Secondo un suo codice espressivo del tutto originale, l'artista realizza manualmente disegni in negativo, che poi inserisce sullo sfondo fotografico grazie al computer. e' un po' come se Bottinelli Montandon, nel disegnare i ritratti destinati ai successivi fotomontaggi, simulasse mentalmente l'inversione "positivo – negativo", ovvero la base della fotografia classica. I disegni dell'artista, anch'essi in mostra, sono pertanto delle vere e proprie "negative su carta".

Cio' che da sempre attira l'attenzione di Mario Bottinelli Montandon, per sua stessa ammissione, e' il rapporto fra "visibile" e "invisibile". Di piu': crede e vuole dimostrare come sia l'invisibile a determinare il visibile. Non dobbiamo stupirci allora del suo costante riferimento – sul piano spirituale piu' che estetico – ai valori "tradizionali" dell'arte. La sua ricerca non tende all'autonomia, ma all'integrazione artistica; se si preoccupa di stabilire connessioni spazio-temporali con la storia e la religione, toccando campi così diversi fra loro come il simbolismo sacro e la pubblicita', e' perché ritiene che l'isolamento culturale sia piu' dannoso di una dipendenza disciplinare. Quando l'artista ricorre a temi iconografici del passato – penso alla Giovanna d'Arco di 2 Virgins o all'improbabile ufficiale austro-ungarico di Sunset Blvd. – non e' tanto per trasportarci in un viaggio nostalgico apparentemente rassicurante, ma al contrario ci mette in guardia dalla troppo facile attitudine a "demitizzare" che certa modernita' produce, talvolta in modo indiscriminato, e che finirebbe per privare di organicita' e "senso" il patrimonio etico ed estetico comune a tutta una civilta'.

Bettina Della Casa

ZAION
Via Salita di Riva, 3
Biella

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