Galleria Carla Sozzani
Milano
corso Como, 10
02 653531 FAX 02 29004080
WEB
Mary Ellen Mark
dal 4/11/2003 al 7/12/2003
02 653531 FAX 02 6592015
WEB
Segnalato da

Galleria Carla Sozzani



approfondimenti

Mary Ellen Mark



 
calendario eventi  :: 




4/11/2003

Mary Ellen Mark

Galleria Carla Sozzani, Milano

American Odissey. Questa grande retrospettiva vede raccolte oltre 140 immagini scattate negli ultimi 35 anni, prima mostra della celebre fotografa esclusivamente dedicata al lavoro sull'America. Insieme ad alcuni inediti sono presenti fotografie tratte dai maggiori lavori realizzati nel corso degli anni, da 'Streetwise' a 'Beauty Pageants', da 'Rural Poverty' a 'Texas Rodeos', da 'The Damm Family' a 'Christian Bykers'.


comunicato stampa

'American Odissey'

a cura di Grazia Neri

Questa grande retrospettiva vede raccolte oltre 140 immagini scattate negli ultimi 35 anni, prima mostra della celebre fotografa esclusivamente dedicata al lavoro sull'America. Insieme ad alcuni inediti sono presenti fotografie tratte dai maggiori lavori realizzati nel corso degli anni, da 'Streetwise' a 'Beauty Pageants', da 'Rural Poverty' a 'Texas Rodeos', da 'The Damm Family' a 'Christian Bykers'.

Inimitabile nella sua capacità di fare dei suoi soggetti delle icone viventi, Mary Ellen Mark è stata recentemente indicata dai lettori di American Photo Magazine come la donna fotografa più influente di tutti i tempi.

La sua visione penetrante e capace di grande empatia si rivela in fotografie che vanno dai ritratti presi nel corso del tempo di una famiglia 'senzatetto' che alloggia nella propria automobile o le esistenze devastate di donne che vivono in ospedale psichiatrico, ai gigolò che girano per Miami, ai travestiti, alle feste di Halloween o di primavera, i ritrovi a tema, i ricevimenti di fine anno scolastico. Un'estesa visione della situazione sociale negli USA.

BIOGRAFIA
Mary Ellen Mark è nata a Philadelphia da una famiglia della middle class. Dopo una laurea in Storia dell'Arte, frequenta un corso di fotogiornalismo alla Annenberg School of Communications. Grazie a una borsa di studio viaggia per due anni in Turchia, Grecia, Spagna, Italia. Tornata a New York passa al professionismo e in breve tempo apre un proprio studio a New York.

È il cinema ad offrirle, in qualità di fotografo di scena e ritrattista, i primi incarichi. La vora sui set di diversi film tra cui 'Satyricon' di Federico Fellini. Dall'incontro con Milos Forman e dalla collaborazione sul set di 'Qualcuno volò sul nido del cuculo' nasce nel 1979 Ward 81, viaggio drammatico all'interno della sezione femminile di un manicomio americano.

Sensibile al richiamo degli emarginati, Mark approfondisce i temi più diversi; tra i titoli: Falkland Road (Knopf 1981), documento sulla prostituzione a Bombay, Mother Teresa's Mission of Charity in Calcutta (1985), omaggio alla presenza della missionaria nei quartieri poveri della città indiana, Streetwise (1988), reportage sui bambini di strada di Seattle, il volume antologico Mary Ellen Mark: 25 Years (Bulfinch 1991), Indian Circus (Chronicle 1993), sguardo appassionato sulla vita circense e si suoi protagonisti, American Odissey (Aperture 1999), sguardo critico e ironico sugli Stati Uniti negli ultimi 35 anni, e Mary Ellen Mark 55 (Phaidon 2001). L'ultimo libro a cui si è dedicata è Twins, ampio lavoro su coppie gemellari, la cui uscita è prevista per l'ottobre 2003.

Dalla frequentazione delle celebrità del cinema e della cultura internazionale e dall'amore sincero per gli individui più deboli nasce il volume Portraits, pubblicato in Italia dalla Federico Motta editore (1995).

I suoi reportage sono regolarmente pubblicati su Life, The New York Magazine, The New Yorker, Harpers Bazar, Rolling Stones, The Sunday Times Magazine, Vogue. Attualmente Mary Ellen Mark lavora cone staff photographer per la rivista The New Yorker.

Mary Ellen Mark è una delle fotografe della sua generazione maggiormente premiate e riconosciute a livello internazionale. Ha ricevuto numerosi premi tra cui due volte il Robert Kennedy Award, la Leica Medal of Exellence, il Canon Photo Essayist Award, il World Press Photo Award, l'Infinity Award for journalism, il Victor Hasselblad Cover Award, il Creative Arts Award, il Cornell Capa Award, assegnato dall'ICP (International Center of Photography), l'Erna&Victor Hasselblad Foundation Grant, e il Walter Annenberg Grant per il suo progetto libro-mostra itinerante American Odissey, che ha debuttato al Philadelphia Museum of Art nella primavera del 2000 e sta girando il mondo.
________

Testo di Mary Ellen Mark tratto dalla postfazione del libro AMERICAN ODISSEY
'Guardandomi indietro, il mio lavoro in America si rivela oggi essere stato un lungo viaggio benedetto - un viaggio che mi ha portato ripetute volte da una parte all'altra del paese e che mi ha permesso di entrare nelle vite di innumerevoli persone. Dai poverissimi ai molto ricchi, sono stata testimone di alcune delle cose che rendono questo paese così straordinario. Ho fotografato persone ai concorsi di bellezza per bambini e nei locali per single; alle convention per gemelli e ai raduni del Ku Klux Klan. Ho incontrato persone meravigliose e persone terrificanti. Una cosa è sicura, con tutti i suoi alti e bassi, è sempre stata un'incredibile avventura. Puoi trovare ogni cosa in questo paese, qualcosa se ne va e qualcosa accade nuovamente. I miei viaggi attraverso l'America hanno definito la mia visione di fotografa.

Ho cominciato a fotografare nei primi anni sessanta quando ero una studentessa alla Annenberg School for Communication. Dai miei primi giorni sulla strada armata di macchina fotografica, sapevo che sarebbe stato così: sarei diventata fotografa. Questo infantile senso di eccitamento non mi ha mai abbandonato, come anche il piacere che il contatto con le persone che fotografo riesce a darmi. Fare fotografie può essere una contraddizione perché se la macchina fotografica da un alto facilita il contatto con il soggetto, dall'altro fornisce una necessaria distanza. A volte il mio lavoro si focalizza su aspetti di vita che sono molto difficili. Quando la macchina fotografica è tra me e il soggetto essa spesso mi protegge da una situazione spiacevole ma al tempo stesso mi permette di introdurmi in mondi altrimenti impenetrabili.

Cerco di impegnare il maggior tempo possibile nello sviluppo di un progetto per costruire un rapporto con i miei soggetti. L'intimità è molto importante nelle mie fotografie. Essere donna è spesso un vantaggio nel permettermi di acquisire questa intimità poiché le persone, soprattutto gli estranei, si sentono meno minacciati da una donna. In Ward 81, le donne dovevano conoscermi e fidarsi di me prima di permettermi di introdurmi nelle loro penose esistenze. Essendo donna sono riuscita a fotografare le pazienti mentre facevano il bagno e a testimoniare i dettagli più personali delle loro vite. Tiny, da Streetwise, è riuscita a relazionarsi con me in parte proprio perché ero una donna. Gli uomini nella sua vita erano prevalentemente clienti e lei aveva una relazione diversa con loro.

Le prostitute a Bombay erano molto più aperte verso di me per la stessa ragione. E l'estremamente macho Dean Damm si sarebbe certamente entito minacciato da un uomo che avesse voluto fotografare la sua famiglia.
Ho fotografato la famiglia Damm due volte, la prima nel 1987 e poi ancora nel 1994. come a volte accade, entrambe le occasioni erano momenti cruciali nelle loro vite. Nel 1987 Linda, Dean Jesse e Crissy erano stati appena sbattuti fuori da un istituto di accoglienza. A volte stavano in un motel durante i week-end, se i servizi sociali riuscivano ad organizzarlo, ma prevalentemente vivevano tutti nella loro macchina. Sette anni dopo erano ancora disperati e occupavano abusivamente un ranch abbandonato. Jesse e Crissy avevano dodici e tredici anni e non frequentavano la scuola. C'erano altri due bambini: Ashley, sei anni e Summer, quattro. Linda e Dean erano pesantemente coinvolti nella droga e consumati dalla crescente pressione sulle loro vite. Riuscii a localizzare i Damms per la seconda volta perché, come anche Tintyu, diedi loro il mio numero di telefono dicendogli che avrebbero potuto chiamarmi a spese mie in qualsiasi momento per dirmi cosa era accaduto delle loro vite. Fotografare le stesse persone nell'arco di molti anni può essere un'esperienza davvero intensa.

Tiny (da Streetwise) aveva dodici anni quando ci siamo incontrate ed era completamente candida e aperta di fronte all'obiettivo - a parte la primissima volta in cui l'ho vista e fotografata in un parcheggio (pensava che fossi della polizia, urlò e scappò via). Una volta superata questa prima diffidenza, Tiny fu totalmente se stessa. Ora, diciotto anni dopo, ama ancora essere fotografata. Ci siamo incontrate ancora recentemente - è stato circa cinque anni fa quando ci siamo viste l'ultima volta. Lei ora è una madre nubile con cinque bambini, tutti di padri diversi. È ancora bella. Dalla prima volta che l'ho conosciuta ci siamo relazionate l'un l'altra come adulti e persone alla pari. I suoi figli sono fantastici. Io ho legato soprattutto com il dodicenne Shawnee ( La Shawdrea), ero profondamente toccata dal suo poema autobiografico che ho incluso in questo libro. La vita di Tiny è molto difficile. Cerca strenuamente di farla funzionare, ma sopravvive ancora essenzialmente grazie ai sussidi sociali. Tiny ha ancora molti sogni. Non sono più così grandiosi come quando aveva dodici anni; 'Voglio essere molto ricca...e vivere in una fattoria con un branco di cavalli, i miei animali preferiti...e avere tre yacht o forse più... e diamanti e gioielli e tante altre cose belle'. A tredici anni desiderava un uomo che la trattasse bene e che si prendesse cura di lei e, come ogni madre, desiderava una vita migliore per i suoi figli (certamente desiderava ancora diventare ricca, un giorno).

Osservare la sua crescita e i cambiamenti nel corso degli anni, conoscere i suoi figli, continua a rappresentare un grande privilegio per me, un'esperienza unica di fiducia e di comprensione che nel tempo è solo aumentata.

Dai miei primi giorni di fotografa, molti dei miei soggetti sono state persone al margine o al di fuori della tradizione della nostra cultura. Alcuni di loro erano stati spinti al margine da circostanze penose e, tra loro, alcuni hanno cercato di sopravvivere nonostante indicibili ed ingiusti ostacoli posti nel mezzo delle loro vite. Io ho sempre cercato di fare delle mie fotografie una voce per le persone che avevano meno opportunità di parlare per se stesse.

Mi piace pensare che le mie fotografie esistono di per se stesse, come singole immagini. In questo senso, non sono veramente una photo essayist. Io cerco sempre di fare delle fotografie che parlino da sole. Una grande foto deve andare oltre il significato letterale della materia trattata. Così come la poesia è bella ed emoziona nella sua astrazione, le fotografie devono essere anch'esse un po' astratte. In definitiva, desidero che le mie fotografie suscitino un sentimento nelle persone.

Guardando indietro a questo viaggio attraverso l'America non ne cambierei niente. Senza la fotografia la mia vita sarebbe stata diversa in modo inimmaginabile. Per nulla al mondo avrei voluto perdere l'incontro con queste persone straordinarie che hanno dato forma alla mia vita. Sono davvero grata a loro e spero in molti altri anni di fotografie; l'odissea non è ancora finita.

Mary Ellen Mark è rappresentata in esclusiva per l'Italia da Grazia Neri
An exhibition from the Hasselblad Center, Göteborg, Sweden

Mary Ellen Mark sarà presente all'inaugurazione della mostra

Incontro per la stampa con Mary Ellen Mark
mercoledì 5 novembre dalle ore 18.00 alle ore 19.00

Inaugurazione mercoledì 5 novembre 2003
dalle ore 19.00 alle ore 21.00

in mostra dal 6 novembre al 7 dicembre 2003
martedì - venerdì - sabato - domenica, ore 10.30 - 19.30
mercoledì - giovedì, ore 10.30 - 21.00
lunedì, ore 15.30 - 19.30

Agenzia Grazia Neri tel. 02 625271

Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10, Milano
tel. 02 653531 fax 02 29004080

IN ARCHIVIO [119]
Massimo Giacon e Barbara Radice
dal 1/12/2015 al 1/12/2015

Attiva la tua LINEA DIRETTA con questa sede