Corpo 6 galerie
Berlin
Herzbergstrasse, 55 (cortile, ingresso C, primo piano)
017 46598464
WEB
Corpicrudi
dal 24/10/2013 al 21/11/2013
tue-fri 16-19

Segnalato da

Giovanni Viceconte


approfondimenti

Corpicrudi
Fabio Campagna



 
calendario eventi  :: 




24/10/2013

Corpicrudi

Corpo 6 galerie, Berlin

The video installation and site specific project Posthumous retraces itself in the archetypical figure of the cycle, continuous, infinite, of the eternity of being. It presents six black and white films.


comunicato stampa

---english below

a cura e con testo di Fabio Campagna  
 
“Elpino - Come è possibile che l'universo sia infinito?
Filoteo - Come è possibile che l'universo sia finito?
Elpino - Volete voi che si possa dimostrar questa infinitudine?
Filoteo - Volete voi che si possa dimostrar questa finitudine?
Elpino - Che dilatazione è questa?
Filoteo - Che margine è questa?”
Giordano Bruno (De l’infinito universo et Mondi, 1584)

Il progetto video-installativo e site specific Posthumous di Corpicrudi disegna un’articolata narrazione simbolica. Il cui segno unitario si rintraccia nella figura archetipica del ciclo, continuo, infinito, proprio dell’eternità dell’essere. Dove la floridità, inarrestabile, della natura scandisce, ritmicamente, il tempo nel suo doppio negativo. La morte.

Posthumous (dal latino, postumus, postumo) presenta sei filmati in bianco e nero. Opere che tracciano un apparato simbolico di rappresentazione, coerente e stratificato. Le prime tre, intitolate studio numero uno, due e tre, provengono dal ciclo progettuale Le Vergini, e aprono la sequenza narrativa affrontando il tema della soglia e del limite. Quindi, seguono due video tratti dalla Sinfonia in Bianco minore. Ed, infine, un lavoro inedito, L’ascesa (post.). Opere, queste ultime, che ritualizzano l’idea del ripartire, del viaggio e della risalita. Figure che, intese in senso puramente simbolico, riaffermano il senso della continuità ciclica, come eterno ritorno.

La presentazione di queste tre blocchi filmici, si svolge sincronicamente, adottando tre punti di proiezione, e, di conseguenza, tre diverse superfici schermiche. Individuate dalla precisa conformazione architettonica dello spazio espositivo.

Prende corpo un organismo unitario di significazione. Un racconto, continuo, circolare, di trasfigurazione e di rinascita.

Nello specifico, la prima unità, divisa in tre frammenti video, intitolata Le Vergini, dipinge tre ritratti distinti. Tre corpi, giovani, di donna. Isolati, evanescenti, fissi, che, distesi su un manto erboso in aperta campagna, si lasciano riprendere in una sequenza frammentata, spasmodica. Emerge, lentamente, l’erotismo duro della terra, intesa come genitrice. Madre. La cui convulsa, ed eterea sensualità si pone come limen, segno sacrale, da oltrepassare.

Questi primi tre lavori costituiscono la prima stazione di un percorso iniziatico, che continua nel ciclo dei video tratti da Sinfonia in Bianco Minore. In cui, si staglia, perentorio, il simbolo circolare. Il cerchio infinito, senza limite, della danza. Le tre figure, come le tre grazie dell’iconografia classica, si muovono, dolcemente, lungo i contorni morbidi. Danzano in tondo. Descrivendo un movimento intorno ad un punto unico, uguale, sempre, a se stesso. Vortice che, poi, trasla la propria tensione in un spostamento lineare, rettilineo, nel video L’Ascesa(post.). Qui, le tre giovani donne sono in marcia, per risalire lungo il crinale di un declivio erboso. Salgono la montagna. La gnosi si consuma nella salita. Ritualisticamente.

L’opera alchemica si conclude nell’ultimo video, che risolve la negritudine della terra, propria dell’avviarsi del percorso misterico, iniziato nel primo ciclo di video, nella fissità diafana dei tre volti. E’ il cielo mattutino che abbacina lo sguardo. Vivificandolo e rendendolo lucido.

Immobilità, magica, che prelude, inevitabilmente alla successiva, ennesima, inevitabile ripartenza dal luogo materno. La terra umida sui cui sono riversi i corpi nei video iniziali.

Posthumous descrive, così, un ciclo simbolico, di concatenazioni, di slittamenti e di rimandi.
Un Ouroboros, chiuso su se stesso, che traccia un percorso misterico per immagini.

Per aprirsi alla ricerca di una pietra filosofale, incorruttibile.
Nuovo simbolo della bellezza e della vita, nel suo eterno ripetersi.



Oltre
tutto.

Fabio Campagna

Opere
Le Vergini studio no. 1, video loop, b/n, CORPICRUDI, 2011 - courtesy Guidi&Schoen
Le Vergini studio no. 2, video loop, b/n, CORPICRUDI, 2011 - courtesy Guidi&Schoen
Le Vergini studio no. 3, video loop, b/n, CORPICRUDI, 2011 - courtesy Guidi&Schoen
Sinfonia in Bianco Minore I, video loop, b/n, CORPICRUDI, 2012 - courtesy Traffic Gallery
Sinfonia in Bianco Minore II, video loop, b/n CORPICRUDI, 2012 - courtesy Traffic Gallery
L’Ascesa (post.), video loop, b/n, CORPICRUDI, 2013

Le Vergini è un progetto di ampio respiro concepito da Corpicrudi che include una serie fotografica e video presentata nella personale del 2011 presso la galleria Guidi&Schoen di Genova, un libro d’arte con testi di Claudia Attimonelli (un estratto pubblicato su Les Cahiers Européens de l'Imaginaire 2012 del Ceaq-Sorbonne di Parigi), e uno spettacolo in collaborazione con il coreografo Matteo Levaggi prodotto dal Balletto Teatro di Torino con debutti internazionali a Miami, Milano e Biarritz.
Una riflessione sul valore della bellezza e sulla sua possibile condanna a morte, tematica ispirata visivamente a due pellicole di culto, Picnic at Hanging Rock di Peter Weir (1975) e The Virgin Suicides di Sofia Coppola (1999), nelle quali giovani protagoniste spariscono o scelgono il suicidio. Utilizzata nella sua accezione più simbolica ed onirica, la morte diventa metafora del passaggio dalla vita nella sua stagione più in fiore, la pre-adolescenza, connotata da bellezza e giovinezza, all’età della maturità e della consapevolezza.

Sinfonia in Bianco minore è un progetto speciale concepito con l’artista Daniele Giunta, a cura di Claudia Attimonelli, presentato nel 2012-13 presso la galleria Traffic Gallery e la Basilica di S. Maria Maggiore di Bergamo. Nato dall’incontro delle visioni espresse nei precedenti lavori, Le Vergini per Corpicrudi e Sternbild per Giunta, offre una riflessione sul sentimento dell’eterno e si struttura in un’installazione eteromaterica con foto e video di Corpicrudi, disegni e un dipinto di Giunta, e due pièces per piano composte ed eseguite una da Daniele Giunta e una da Samantha Stella per Corpicrudi.

CORPICRUDI è un progetto artistico per visioni firmato dagli artisti Samantha Stella e Sergio Frazzingaro (Genova, vivono e lavorano a Milano).
Presenti presso gallerie d’arte contemporanea, musei e teatri internazionali, collaborano con scrittori, poeti, coreografi, stilisti, artisti visivi, compositori, riviste e networks culturali. La ricerca artistica cresciuta negli anni attraverso i differenti linguaggi direttamente utilizzati - fotografia, video, installazioni con elementi strutturali e corporei - ne ha messo in luce le riflessioni sul corpo, la morte, la bellezza, l’armonia e l’eternità.
Oltre a personali e collettive in gallerie d’arte, tra cui Sinfonia in Bianco minore con l’artista Daniele Giunta nella Basilica di S. Maria Maggiore e Traffic Gallery a Bergamo (2012), Le Vergini nella galleria Guidi&Schoen a Genova (2011), ed Aeternitas presso il Duomo di Molfetta (2012), le antiche carceri della Cittadella di Alessandria (2011) e il Castello Aragonese di Taranto, sede della Marina Militare Italiana, con direzione scientifica di Achille Bonito Oliva (2010), progetti presentati presso Galleria Civica di Trento, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, Musei di Strada Nuova di Genova, Auditorium Parco della Musica di Roma, Auditorium Mart di Rovereto. Hanno partecipato a debutti internazionali con il coreografo Matteo Levaggi e il Balletto Teatro di Torino con le creazioni Primo Toccare e Le Vergini nei teatri di New York, Lione, Belgrado e Miami, oltre a prestigiosi teatri italiani tra cui il Teatro Comunale di Bologna. Recensioni su Financial Times e The Brooklyn Rail di New York; un documentario dedicato da Sky Classica TV nel 2011 e una pubblicazione per Les Cahiers Européens de l'Imaginaire 2012 del Ceaq-Sorbonne di Parigi.
www.corpicrudi.com

---english

curated by and Text by Fabio Campagna

“Elpino - How is it possible than the universe can be infinite?
Philotheo - How is it possible than the universe can be finite?
Elpino - Do you claim that you can demonstrate this infinitude?
Philotheo - Do you claim that you can demonstrate this finitude?
Elpino - What is this spreading forth?
Philotheo - What is this limit?
Giordano Bruno (On the Infinite Universe and Worlds, 1584)

The video installation and site specific project Posthumous by Corpicrudi designs an articulated symbolic narrative. Its unitary sign retraces itself in the archetypical figure of the cycle, continuous, infinite, of the eternity of being. Where the flourishing, unarrestability of the pronouncement of nature, rhythmical, is time in its double negative. Death.

Posthumous (from Latin, postumus) presents six black and white films. Works which trace a symbolic apparatus of representation, coherent and stratified. The first three, entitled studio number one, two, and three, originate from the project cycle The Virgins, and open a sequenced narrative addressing the theme of threshold and of limits. Then, two videos pieces follow of the Symphony in White minor. And, finally, an unpublished work, The Ascent (post.). Works, these last, that ritualize the idea of departure, of the voyage and raising. Figures that, intended in a purely symbolic sense, reaffirm the sense of cyclical continuity, as in eterno ritorno.

The presentation of these three filmed blocks, takes place synchronically, adopting three points of projection, and, consequently, three diverse screening surfaces. Identified by the precise architectural conformation of the exposition space.

A unitary organism of significance takes form. A story, continuos, circular, of transfiguration and of rebirth.

Specifically, the first unit, divided into three video fragments entitle The Virgins, paints three distinct portraits.Three bodies, young, of woman. Isolated, evanescent, fixed, that, lying on a grassy mantle in the open countryside, allow themselves to be filmed in a fragmented sequence, spasmodically. Here emerges, slowly, the hard eroticism of the land, intended as parent. Mother. Which convulses, and eternal sensuality arises as limen, sacral symbol, to exceed.

These first three works construct the first station of a path of initiation, that continues in the cycle of the video pieces of the Symphony in White Minor. In which, stands, preemptory, the circular symbol. The infinite circle, without limits, of the classic iconography – the circle of the three Gracies - moving, sweetly, along soft contours. Dancing in a round. That, then, moves its own tension in a rectilinear movement, in the video The Ascent (post.). Here, the three young women march, ascending along the ridge of a grassy slope. They climb the mountain. The gnosis is consumed as they rise. Ritualistically.

The alchemical work concludes in the last video, which resolves the negritude of the earth, property of the initial mystical path, begun in the first of the video cycle, in the diaphanous fixity of the three faces. It is the morning sky that dazzles the gaze. Enlivening and rendering it bright.

Immobility, magic, that prelude, inevitably to the next, yet another, inevitable departure from the motherland. The humid ground upon which the bodies in the initial video are poured.

Posthumous describes, in this way, a symbolic cycle, of concatenations, of postponement and of delays.
An Ouroboros, closed on itself, that traces a mystic path of images.

To then open itself to the research of a philosophical stone, incorruptible.
New symbol of beauty and of life, in its eternal repetition .



Above
all.

Fabio Campagna

Works
Le Vergini studio no. 1, video loop, b/n, CORPICRUDI, 2011 - courtesy Guidi&Schoen
Le Vergini studio no. 2, video loop, b/n, CORPICRUDI, 2011 - courtesy Guidi&Schoen
Le Vergini studio no. 3, video loop, b/n, CORPICRUDI, 2011 - courtesy Guidi&Schoen
Sinfonia in Bianco Minore I, video loop, b/n, CORPICRUDI, 2012 - courtesy Traffic Gallery
Sinfonia in Bianco Minore II, video loop, b/n CORPICRUDI, 2012 - courtesy Traffic Gallery
L’Ascesa (post.), video loop, b/n, CORPICRUDI, 2013

Le Vergini (The Virgins) is a project conceived by Corpicrudi that includes a series of photographs and videos exhibited in their 2011 solo show at Guidi&Schoen gallery in Genova, an art book with texts by Claudia Attimonelli (an extract was published in the 2012 review Les Cahiers Européens de l’Imaginaire by Ceaq – Sorbonne, Paris), and a transposition into dance in collaboration with choreographer Matteo Levaggi produced by Balletto Teatro di Torino with international premières in Miami, Milan and Biarritz.
A reflection on the value of beauty and its potential death sentence, the theme is visually inspired by two cult films, Peter Weir’s Picnic at Hanging Rock (1975) and Sofia Coppola’s The Virgin Suicides (1999), in which the young heroines disappear or kill themselves. In its most symbolic, oneiric sense, death becomes a metaphor for the transition from life in the most blooming form, pre-adolescence, a time of youth and beauty, to the age of maturity and awareness.

Sinfonia in Bianco minore (Symphony in White minor) is a special project conceived with artist Daniele Giunta, curated by Claudia Attimonelli, exhibited in 2012-13 at Traffic Gallery and at Basilica di Santa Maria Maggiore in Bergamo. Born from the visions expressed in their previous works, Le Vergini by Corpicrudi and Sternbild by Giunta, it offers a reflection on the sentiment of eternity and includes an hetero-material installation with photos and videos by Corpicrudi, drawings and a painting by Giunta, and two piano pièces composed and performed by Daniele Giunta and Samantha Stella for Corpicrudi.

CORPICRUDI is a visionary artistic project by Italian artists Samantha Stella and Sergio Frazzingaro (Genoa, they live and work in Milan, Italy).
The artists’ work has been shown in international contemporary art galleries, museums and theatres; they work with writers, poets, choreographers, stylists, visual artists, composers and cultural magazines and networks.Their artistic careers have evolved over the years through the different idioms they use directly - photography, video, installations containing structural and bodily elements – revealing their reflections on the body, death, beauty, harmony and eternity.
In addition to solo and group exhibitions in art galleries, including Sinfonia in Bianco minore with artist Daniele Giunta at the Basilica di Santa Maria Maggiore and Traffic Gallery in Bergamo (2012), Le Vergini in Guidi&Schoen gallery in Genoa (2011) and Aeternitas at the Cathedral in Molfetta (2012), the ancient prisons of the Cittadella in Alessandria (2011) and Castello Aragonese in Taranto, home of the Italian Navy, with scientific direction by Achille Bonito Oliva (2010), projects presented at Galleria Civica in Trento, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci in Prato, Musei di Strada Nuova in Genoa, Auditorium Parco della Musica in Rome and Auditorium Mart in Rovereto. They have participated in international premieres with choreographer Matteo Levaggi and Balletto Teatro di Torino with Primo Toccare and Le Vergini in the theatres of New York, Lyons, Belgrade and Miami as well as prestigious Italian theatres such as Teatro Comunale in Bologna. Reviews of their work have been published in the Financial Times and The Brooklyn Rail in New York; they have been the subject of a documentary which aired on Sky Classica TV in 2011 and a publication for Les Cahiers Européens de l'Imaginaire 2012 at the Ceaq-Sorbonne in Paris.
www.corpicrudi.com

25.10.13_ opening from h 18:00

CORPO 6 GALERIE
HERZBERGSTRASSE 55 - LICHTENBERG - BERLIN
tuesday > friday_ h 16:00 > h 19:00
by appointment: + 49 (0) 174 659 8464
tram M8 from
Landsberger allee station
Ring S42/S41
Entrance C_first floor

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