Whitelabs
Milano
via G. Tiraboschi, 2
346 4711759
WEB
Jerome Borel
dal 12/12/2013 al 27/2/2014
mar-ven 15-19

Segnalato da

Whitelabs




 
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12/12/2013

Jerome Borel

Whitelabs, Milano

Cinema ameniC. Questa esposizione consiste in una serie di "visioni" fantomatiche, nelle quali la luce diventa protagonista in grandi tele che ritraggono una realta' fatta di pochi oggetti o personaggi immersi in ampie campiture di colore.


comunicato stampa

“Jérôme Borel sviluppa plasticamente una riflessione sui nostri attuali modelli di visione e su come le moderne tecnologie continuino a colpirli”.

Philippe Dagen docente, romanziere e critico d’arte di Le Monde.

whitelabs è lieta di annunciare la prima mostra personale italiana dell’artista francese Jérôme Borel (nato nel 1958 in Francia, vive e lavora a Parigi). Essa vede esposti lavori che coprono gli ultimi anni di produzione, tratti da differenti cicli di opere.

Come dice il curatore della mostra, Nicola Davide Angerame: “questa esposizione riflette l’interesse di Borel per i mondi narrativi che pertengono ad altre discipline artistiche, usando come viatico il cinema inteso secondo l’analisi genealogista che ne ha fatto Jean-Luc Godard nella sua opera capitale “Histoire (s) du cinéma”, dalla quale Borel trae immagini e concetti, avviando un dialogo tra cinema, critica cinematografica d’autore e pittura. Il risultato consiste in una serie di “visioni” fantomatiche, nelle quali la luce diventa protagonista in grandi tele che ritraggono una realtà fatta di pochi oggetti o personaggi immersi in ampie campiture di colore. La pittura di Borel si muove sul limite che separa l’arte astratta da quella figurativa. La sua tecnica pittorica è originale e prevede la consumazione del colore dopo la stesura su tela. Borel ritrae delle scene che sembrano appartenere ad un unico lungo racconto, aprendo così una dimensione nella quale il modo di vedere è predominante sul soggetto visto”.

“Historie(s) du Cinéma” è un’opera video che Godard ha iniziato nel 1988 e concluso dieci anni più tardi. Rappresenta l’apice della riflessione del cineasta sul ruolo e sull’importanza del cinema e comprende la letteratura, la pittura e le scienze. Godard stende una storia del cinema usando immagini tratte dai film, di cui però modifica il senso, manipolandolo al fine di tracciare una genealogia delle immagini in relazione ai contesti dentro cui nascono e appaiono. Godard non vuole giungere ad una oggettività scientifica ma crea una genealogia scoprendo relazioni inedite tra suoni, immagini e testi per dimostrare come il cinema sia parte integrante di una Storia della civiltà umana che comprende molte altre storie, legate ad altre discipline e all’evoluzione del pensiero e della storia del mondo.

In alcune occasioni, Borel introduce nei suoi dipinti brevi frasi o parole, che divengono evocativi di un mondo che va oltre la pittura. L’artista, che lavora saltuariamente anche con il video oltre che con le tecniche più classiche dell’incisione, del disegno e dell’acquerello, crea anche delle colonne sonore per i suoi dipinti, usando brevi inserti presi da composizioni dei Sonic Youth, dei Ramones, di Gavin Bryars o dei Joy Division piuttosto che da opere di Godard o dall’eterodosso storico dell’arte Daniel Arasse. Ne nascono miscele che offrono alla pittura un’apertura nel mondo del suono, giocando sul limitare dei linguaggi e portando la visione oltre il dato oggettivo.

“La pittura di Jérôme Borel – scrive Angerame – si dipana in queste e altre questioni che coinvolgono la posizione esistenziale del fruitore e la percezione dell’arte. L’artista francese utilizza una pittura spesso non ortodossa. La manomette con diluizioni e trattamenti originali che è lui stesso ad inventare, per realizzare tele dove astrazione e figurazione trovano una sintesi sfociando in immagini oniriche, in visioni che richiamano la pittura di Bacon e di Richter e che dialogano con un simbolismo creato a partire da un rapporto e una riflessione serrata con l’immagine al tempo delle sua riproducibilità tecnica. La pittura di Borel è una pittura che ha memoria, ma non netta ed evidente: è piuttosto un effetto di tracce mnestiche che però hanno il ruolo di sintetizzare le questioni care all’artista sgombrando il campo da dati accessori. Nell’ultima serie dedicata alla Storia del cinema di Jean-Luc Godard, Borel dialoga con le immagini filmiche prodotte dal vate della Nouvelle vague per giungere ad una pittura capace di distillare ulteriormente i messaggi visivo-filosofici dell’opera filmica”.

Inaugurazione 13 dicembre 2013 ore 18 – 22 - ore 19.00 dialogo tra Jacopo Chessa e Jérôme Borel

Whitelabs
via G. Tiraboschi 2/76 – Milano
Orario: da martedì a venerdì, ore 15 – 19, sabato su appuntamento
Ingresso libero

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