SpazioA
Pistoia
via Amati, 9
0573 977354
WEB
Caroline Mesquita
dal 21/5/2015 al 23/7/2015
mar - sab 11-14 e 15-19, o su appuntamento

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Caroline Mesquita



 
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21/5/2015

Caroline Mesquita

SpazioA, Pistoia

Bal. I suoi corpi dipinti partecipano a una sorta di cerimonia fantasmatica, sono come marchiati dai simboli dei pittori di corte, in una messa in scena teatrale e drammatica.


comunicato stampa

SpazioA ha il piacere di presentare sabato 23 maggio, 2015, alle ore 18, Bal, prima mostra personale in Italia dell’artista francese Caroline Mesquita.

Caroline mi ha dato appuntamento al Louvre per mettermi a parte delle opere che avrebbe presentato al Ballo organizzato a Pistoia. Ci siamo incontrate sotto Lo scambio delle due principesse di Francia e di Spagna di Rubens. Ed è proprio qui che, inondate di luce divina, sotto una cornucopia che riversa gocce d’oro, perle e rose, mimeremo il gesto di accordo delle due principesse e giungeremo alla conclusione della scrittura di questo testo.

Il Ballo mette in scena una sorta di cerimonia fantasmatica.
I “corpi” di Caroline, ultimamente raffigurati nudi, in estasi o euforici, ritagliati in assenza di gravità nel metallo, o incisi al bulino come un messaggio d’amore o un insulto anonimo su una panchina pubblica, sono stati rivestiti per l’occasione di costumi molto più solenni.
Questi corpi, forse stanchi per le ore passate a ballare nel locale notturno di Camping , sembrano essere venuti a raccogliersi. Sono usciti dalla forma dei “pigri” animali che strisciano al suolo, per mettersi in piedi e drizzarsi verso il cielo. L’ottone ricoperto di foglia d’oro non imita più il corpo delle scimmie ma quello degli uomini.
Le donne non portano minigonne né tacchi alti per questa strana messa, ma vesti con corsetto e maniche a sbuffo ispirate allo stile del XVI secolo.
I capelli arruffati sono stati pettinati e acconciati con gioielli. I colli, cinti di gorgiere e nastri.
La figura maschile è accessoriata di elementi che evocano l’uomo di chiesa: mitra, ferula, casula e altri attributi religiosi. Sulle vesti e gli abiti di ottone sono impressi, come marchiati da un ferro al calor bianco, i simboli della nobiltà e del potere: gigli, medaglie e altri segni riconoscibili di ricchezza presi a prestito per il Ballo dai pittori di corte, da Tiziano a Velazquez.

È in questa messa in scena teatrale e drammatica che interviene il barocco. Poiché a me sembra che, camuffata sotto i simboli dell’etica sociale, non sia l’incoronazione di una regina o di un re che viene celebrata, ma piuttosto la consacrazione di un amore. Grandioso e doloroso.
Immersi nel chiaroscuro, “spolverati” di una colonna sonora degna dei cartoni animati di Disney, i personaggi potrebbero essere sul punto di fare una riverenza, di allacciarsi e di danzare il valzer fino all’ultimo rintocco di mezzanotte, poiché la magia è là, sublimata.
Tuttavia, questi corpi vestiti a festa non hanno più braccia, e non si toccano che inavvertitamente. I preti, specie di simboli della buona coscienza, hanno corone che si staccano, pronte a frantumarsi a terra. I visi di ottone sono arrossiti di turbamento o di collera.
I loro cosmetici sembrano essere colati e aver sgocciolato sui loro abiti sontuosi, come in Morte a Venezia.
Respingono tutti quei marchi simboleggianti un ascendente che traduce il desiderio e le vestigia della passione. Li indossano, tatuati come una maledizione.
Lacrime di ossido macchiano le vesti “color di sole” delle belle principesse.
I motivi multicolori intervengono a involgarire, rendere isterico, umiliare. E se si sollevano quelle vesti, non mi sembra che le principesse di Caroline siano calzate di scarpette di vaio, e credo perfino di sentirle mormorare: «Amore, Amore non è affatto saggio! Amore, Amore mi ha reso folle!».
Lucile Littot

Caroline Mesquita
(*1989, Brest, FR). Ha conseguito il Master of Fine Arts all’École des beaux-arts di Parigi e ha poi frequentato la Mountain School of Art di Los Angeles. Tra le mostre personali recenti segnaliamo: Sloths , Pavillon du Centre d’art du Parc Saint Léger, Pougues-les-Eaux, FR (2015); Windsurfers , Carlier Gebauer, Berlin DE (2015); Camping , Union Pacific, London, UK (2015); Les Bains-Douches , Les Bains-Douches, Alençon, FR (2014) Le ultime mostre collettive a cui ha preso parte sono: Explore , FRAC Ile-de-France, Le Château de Rentilly, Bussy-Saint-Martin, FR (2014); Europe, Europe , a cura di Hans Ulrich Obrist, Gunnar B. Kvaran e Thomas Boutoux, The Astrup Fearnley Museet, Oslo, NO (2014); Possibles d’un Monde Fragmenté , a cura di Enrico Lunghi, Palais des Beaux-Arts, Paris, FR (2014); The Space Between Us , Flax Fondation, Fahrenheit, Los Angeles, US (2014); La Vie Matérielle , a cura di Yann Chateigné, 15ème Prix Fondation Ricard, Paris, FR (2013). L’artista vive e lavora a Parigi.

Opening sabato 23 maggio ore 18

SpazioA
via Amati, 13 Pistoia 51100
Orari: mar - sab 11 - 14 / 15 - 19
o su appuntamento

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