Galleria 18
Bologna
via San Felice, 18
051 4070368 FAX 051 4070369
WEB
Guy Lydster
dal 13/5/2005 al 2/6/2005
051 5872656 FAX 051 2918433
WEB
Segnalato da

Franchino Falsetti



approfondimenti

Guy Lydster



 
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13/5/2005

Guy Lydster

Galleria 18, Bologna

Sculture recenti. Le sue opere propongono un mondo di forme disegnate e costruite dalla combinazione e dal contrasto di flussi di forze che modellano, scavano e costruiscono il soggetto. Interessato da sempre alla rappresentazione del movimento, Guy mostra l'eterno stato di trasformazione


comunicato stampa

Opere recenti.

Compito dell’opera d’arte è creare una diversa, inedita percezione del mondo che ci circonda. In questo passaggio fra una realtà ed un’altra la scultura svolge un ruolo di fondamentale importanza. La sua presenza favorisce − nel suo contemporaneo operare e collocarsi nello spazio − la modificazione, la trasformazione ed il cambiamento. Il modo con il quale si configura le permette di essere il veicolo di questa trasformazione e ne costituisce, allo stesso tempo, il suo carattere essenziale. Il suo accadere e collocarsi genera scenari alternativi di costruzione di luoghi e riferimenti altri, creando nuove relazioni fra forme e spazio.

È partendo da questa indagine − sui coinvolgimenti fra spazio e scultura e sul conseguente concetto di modificazione intesa sia come espressione di una stato altro della realtà che ci circonda, sia delle implicazioni che genera nello spettatore − che si concentra, il lavoro di Guy Lydster. Come accade nell’opera di alcuni musicisti e poeti contemporanei, volti ad esplorare nuove metodi compositivi, le sue opere ci propongono un mondo di forme disegnate e costruite dalla combinazione e dal contrasto di flussi di forze che modellano, scavano e costruiscono il soggetto. Guy, interessato da sempre alla rappresentazione del movimento, trans-figura i suoi soggetti mostrandoci l’eterno stato di trasformazione presente nei pensieri della mente e nelle movenze dei corpi. Essi vengono attentamente analizzati e descritti nella serie delle «Farfalle» o dei «Pesci» o nello studio della materializzazione e smaterializzazione dei percorsi della psiche evidenti nella serie delle «Teste». L’espressione di queste forme “cristallizzate” di un attimo di volo, di una pinneggiata o di una articolata struttura del pensiero o di una emozione, origina un nuovo vocabolario di forme che conferiscono ad ogni singola opera un linguaggio del tutto personale che, a sua volta, accresce il già ampio spettro espressivo della scultura come arte.

Primo risultato di questo personale campo d’osservazione, è la costruzione di una nuova interfaccia con l’opera osservata, che apre ai processi di analisi psicologica tipici di altre espressioni d’arte e che si pone come obiettivo la costruzione di una diversa struttura della percezione. Grazie alle linee di forza, l’osservatore è allo stesso tempo testimone e protagonista di quel processo di trans-figurazione che è la rivelazione di un altro mondo, quello dell’inconscio. La rivelazione dell’aspetto più privato dei modi attraverso i quali si costruisce il percorso interiore che avvicina l’artista allo spettatore e lo spettatore all’artista. La cristallizzazione dell’attimo, la manifestazione di un transitorio metafisico, porta la scultura a manifestarsi come stratigrafica testimonianza delle osservazioni personali e private registrando le nostre esperienze presenti come (pre)visioni del futuro. La forza scaturita dalle evoluzioni delle forme generate dai flussi presenti nel dinamismo del movimento fisico o nella “staticità” del pensiero, trasforma l’osservatore da “semplice” spettatore passivo, ad attore protagonista coinvolto direttamente nei processi espressivi. L’oggetto scolpito diventa così per Guy, un medium capace − allo stesso modo di una capsula spaziale − di fare dell’osservatore un viaggiatore nello spazio, destinato a muoversi dal mondo della luce a quello dell’ombra, da quello della fisicità materica a quello etereo della psiche. La scelta della materia conclude organicamente questa ricerca; sia essa pietra o creta, ci mostra nelle sue articolate tecniche di lavorazione come il pieno ed il vuoto si cerchino traendo l’uno dall’altro la forza di esprimere la loro presenza/assenza.
Luca Rivalta

Nell'immagine: 'Pesce 2', 2005.

Vernissage: Sabato 14 Maggio dalle ore 19.00

Galleria d'arte 18
via S.Felice, 18 - Bologna - presenta dal 14 Maggio al 2
Gli orari della Galleria sono dalle 15,30 alle 19,30 dal Lunedì al Sabato.

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