Galleria Bel Vedere
Milano
via Santa Maria Valle, 5
02 6590879
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Maurizio Montagna
dal 21/9/2005 al 6/11/2005
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Maurizio Montagna



 
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21/9/2005

Maurizio Montagna

Galleria Bel Vedere, Milano

Albedo. La luce e' protagonista assoluta negli scatti del'artista, essa rischiara scenari perlopiu' caratterizzati da una totale assenza di animazione, ma disseminati delle tracce di avvenimenti indefinitamente lontani nel tempo.


comunicato stampa

Albedo

«E’ un’epifania quella che inevitabilmente avviene di fronte a queste immagini, nelle quali gli oggetti del quotidiano, generalmente trascurati, assumono improvvisamente un aspetto del tutto inedito, affascinante come una rivelazione», scrive Francesco Zanot, curatore della mostra, riferendosi alle fotografie di Maurizio Montagna raccolte nel volume Albedo, di recente pubblicazione. E’ una selezione di queste, ampliata da alcuni inediti, a costituire il nucleo centrale della mostra che la Galleria Bel Vedere è lieta di ospitare negli spazi di Via Santa Maria Valle.

In Albedo Maurizio Montagna indaga il modo attraverso cui la luce intensa e bianchissima delle sue opere trasfigura gli oggetti e i luoghi del nostro vedere, e lo fa sfruttando in maniera autoreferenziale un’arte che letteralmente si definisce “scrittura della luce”. E’ proprio questa insostenibile luminosità che principalmente ingenera l’”epifania” di cui parla Zanot nel brano citato, stendendo su ogni cosa un velo «rassicurante e spaventoso, certamente enigmatico». Protagonista assoluta, essa rischiara scenari perlopiù caratterizzati da una totale assenza di animazione, ma disseminati delle tracce di avvenimenti indefinitamente lontani nel tempo: segni di pneumatici sull’asfalto attestano un viaggio ormai trascorso, l’ombra portata di un uomo racconta di un recentissimo attraversamento. Perché Albedo, come ogni documento fotografico, è altresì un lavoro sul passato, sulla memoria, non tanto quella universale, bensì quella intima e privata degli abitanti di questi luoghi misteriosi.

Alle immagini a colori presenti in catalogo, si aggiungono in mostra una serie di scatti in bianco e nero uniti ai precedenti dal permanere della medesima qualità luminosa. La loro presenza, oltreché una finestra sulla ricerca più recente di Montagna, costituisce una netta spaccatura nel percorso lineare dell’esposizione. Come l’assenza dei titoli delle opere a parete porta paradossalmente a riflettere sull’importanza che nella fruizione dello spettatore hanno le informazioni che essi generalmente portano con sé (data, luogo di esecuzione...), così il brusco mutamento di alcuni degli elementi fondamentali della grammatica fotografica conduce a interrogarsi sul loro specifico contenuto semantico. Affermano Montagna e Zanot in un’intervista rilasciata al periodico cinematografico duellanti: «disattendere le aspettative del mercato dell’arte, che pretende la titolazione per soddisfare le proprie esigenze di catalogazione, e quelle di un pubblico avvezzo a una fruizione affrettata e superficiale, è un modo per prolungare l’investigazione delle opere. Serve a stimolare l’atto di guardare».

Maurizio Montagna (Milano, 1964), figura emergente nel panorama della giovane fotografia italiana, ha esposto in numerose mostre collettive in Italia e in Europa, fra cui Rencontres Internationales de la Photographie, Galerie d’Essai, Arles 2000, Esposizione Internazionale di Fotografia, Museum of Modern Art of Zilina, Bratislava 2001, Le città invisibili, La Triennale di Milano, 2003, Fotosintesi, Chiesa di S. Agostino, Piacenza 2004.
Esposizioni personali si sono tenute presso il Teatro Comunale di Casale Monferrato (1999) e la Galleria San Fedele di Milano (2003)

Galleria Bel Vedere
via Santa Maria Valle 5 - Milano

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