Spazio A2
Vicenza
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Tino Stefanoni
dal 18/1/2006 al 18/2/2006

Segnalato da

Alberto Zanchetta



 
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18/1/2006

Tino Stefanoni

Spazio A2, Vicenza

''Niente e' mai ovvio. La neve che si adagia sul paesaggio disperde il senso del colore, pochi toni di rosso, qualche verde, solo grandi campiture di bianco sotto la volta di un cielo ora plumbeo, ora serotino, mentre albeggia oppure tramonta'' Alberto Zanchetta


comunicato stampa

In caso di neve

Niente e' mai ovvio. La neve che si adagia sul paesaggio disperde il senso del colore, pochi toni di rosso, qualche verde, solo grandi campiture di bianco sotto la volta di un cielo ora plumbeo, ora serotino, mentre albeggia oppure tramonta.

E' una sensazione alquanto strana; di solito quando si guarda il mondo fuori da una finestra e' il grigio a coprire le cose, grigio e' il cemento, la pietra, l’acciaio di cui sono fatte le case, grigie come la routine o la sporcizia. Molte, troppe cose si tingono di grigio ma per una volta e' il bianco a trascolorarle. La neve adempie al ruolo del prisma newtoniano: anche se non si vedono, i blu, i gialli, i viola, gli arancio non se ne sono andati, sono tutti li', nel bianco-nulla che assorbe ogni colore. In un candore che mistifica la banalita' perche', come recita un paradosso, anche all’inferno puo' nevicare! Poche tracce, pochi elementi e' quanto serve ai rarefatti e silenti paesaggi di Tino Stefanoni.

Sono luoghi slavati, assoluti, ineffabili, simboli che [si] nascondono e [si] rivelano nel teatro del mondo. In essi concorre tanto la logica quanto l’immaginazione dacche' ci appaiono “relativamente conosciuti" (l’etimologia della parola conoscenza si rifa' all’espressione “nascere con/nascere insieme", ed e' cio' che accade a questi quadri, concepiti in simultanea con l’orasis e la noesis, cosi' lontani dall’uomo, cosi' diversi dalla natura, eppur cosi' affini a loro). Paesaggi inabitati se non dal pittore stesso che non ha bisogno di farne parte, mantengono una distanza rispetto al piano frontale, retrocedono senza fuggire dalla realta' che ben conosciamo.

La specificita' dei soggetti si fa memore degli inventari e degli elenchi di cose dipinti da Stefanoni con esemplare perizia negli anni Settanta-Ottanta, rappresentazioni corali, perentorie, che cedono il passo alla souplesse di un’architettura solitaria. Ma all’economia dell’immagine corrisponde il dispendio della pittura, nient’affatto ovvia, impossibilitata d’esserlo. E nel tutto che non e' mai banale ritroviamo sia lo screziato sia il murmure della vita che credevamo nascosti chissa' dove.
Alberto Zanchetta

AndreA Arte ContemporaneA inaugua giovedi' 19 gennaio alle ore 18 una mostra personale di Tino Stefanoni nello spazio A2 in Via dell'Edilizia 56 a Vicenza. Tino Stefanoni e' nato a Lecco nel 1937 dove attualmente vive e lavora. La mostra sara' composta di otto piccole tele imperniate sul paesaggio innevato. Per l'occasione viene pubblicato un piccolo catalogo/oggetto con testo di Alberto Zanchetta. Sara' presente l'artista.

Inaugurazione: 19 gennaio 2006, ore 18

Spazio A2
Via dell'Edilizia 56 - Vicenza.

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