Officine Fotografiche
Roma
via G. Libetta, 1
06 5125019 FAX
WEB
Lucia Baldini
dal 23/2/2007 al 8/3/2007
Lun - ven 16.30 - 19.30

Segnalato da

Emilio D'Itri



approfondimenti

Lucia Baldini



 
calendario eventi  :: 




23/2/2007

Lucia Baldini

Officine Fotografiche, Roma

Tangomalia. Fototografie in bianco e nero. Uno sguardo femminile sulla realta' per scoprire gli aspetti piu' sensuali e spesso passionali nei gesti e nelle 'cose' della vita.


comunicato stampa

Tangomalia

Lucia Baldini una fotografa, o meglio uno sguardo femminile sulla realtà. Si, esiste uno sguardo femminile, uno sguardo in genere più sensuale e spesso passionale sui gesti e sulle “cose “ della vita. Scoprire in una piega di una gonna la sensualità del tango, il movimento nei corpi di due persone che si incontrano in un attimo dilatato intriso di musica e di danza, un sapore di vissuto nell’attesa di tavolini in penombra di un antico caffè’.

La vita è un dramma, e il dramma come insegna il teatro è un rapporto, due sentimenti che si scontrano, un uomo e una donna, il bianco e nero, l’eleganza del bianco e la durezza del nero. Il bianco e nero nelle immagini di Lucia, promette qualcosa che sta fuori dalla cornice, qualcosa che ci è dato immaginare, un movimento o un particolare che incomincia lì e porta oltre. Ho scelto il tango come strumento, il tango che ha ormai troppi discorsi, come pretesto per raccontare un mondo, neanche quello Argentino, per raccontare il nostro mondo, quello contemporaneo, neanche quello del passato, quello delle nostre periferie e delle nostre nobiltà.

Un libro, “Giorni di tango” mi ha portato fortuna, si sono accorti di me nell’ambito fotografico ma anche la gente in libreria e da lì, ballerine, attori, musicisti e gente di moda ha cominciato a chiamarmi, sapendo che non avrebbero avuto una foto classica, che rischiavano di venir sfuocati, nebulosi o in movimento sulle foto, che avrei raccontato le loro opere d’arte con un’altra opera, con me rischiano di non essere più i protagonisti assoluti della foto, e la curiosità è che sono in molti a voler foto così.

Nel ’96 l’incontro con Carla Fracci e stato un altro importante momento che ha determinato la mia strada di fotografa, ha infatti messo in moto una collaborazione che va avanti da oltre 10 anni, che si è arricchita di pubblicazioni e di mostre a lei dedicate. Adesso faccio progetti, detto così sembra ovvio, ma non lo è, il fotografo è un po’ un artista su commissione, c’è un servizio da fare e si va, io sto elaborando progetti miei, programmo foto che farò tra qualche anno, qualcosa che nessuno mi ha commissionato, mi si scoprirà di nuovo, magari tra un po’. Una foto come un gesto, come un film, come un racconto, come un regalo.

Lucia Baldini - biografia

La prima immagine dell’eleganza – e della bellezza – in movimento mi ha raggiunta da ragazzina. Ed è un ricordo che si lega anche ai miei primissimi passi nel mondo della fotografia. Quando ci ripenso, è come andare a rispolverare un segreto: in sala avevamo il televisore, e una sera lo schermo fu tutto per lui, in bianco e nero. Guardare Fred Astaire muoversi fu essere presi da una specie di ipnosi: era qualcosa, insieme, di entusiasmante e di struggente. E io desideravo essere in quel ballo. Così, ho cominciato a far parte delle coreografie fotografandole. Qualcuno deve avermi detto che da un artista non si possono pretendere più di due o tre ossessioni in una vita: le mie, da quella sera, furono subito chiare. Il movimento, la musica, il corpo che crea – con la danza, ma anche con la parola, e il suono.

E quindi eccomi: tra concerti, musicisti, teatri e ballerini. Da una parte la Materiali Sonori, l’etichetta indipendente di cui ho condiviso le sorti per oltre venti anni, e da l’altra la voglia di far parlare il mio sguardo. Ho incominciato a macinare chilometri: il tango aveva quella capacità singolare di parlarmi di me, senza che io domandassi. 3 anni di scatti, e poi, nel 1995, Giorni di tango; la mostra inizia a girare per l’Italia. Il libro la segue a ruota.

E’ un anno speciale: fotografa di scena in Omaggio a Nijinsky con Carla Fracci, inizio con lei un nuovo viaggio, che porta prima ad un calendario (nel 2000) e poi getta le basi per un nuovo libro, che mi accompagna proprio in questi giorni verso il racconto di dieci intensi anni di collaborazione: “Carla Fracci immagini 1996-2005”. Nel frattempo, il tango chiama di nuovo: a Lisbona, nel teatro Trindade, la mostra viene ospitata dall’Istituto Italiano di Cultura e dall’Ambasciata Argentina.

Dai palcoscenici ben strutturati, mi infilo nei luoghi delle milonghe: è il tempo di Anime Altrove, dove di nuovo il tango è un pretesto per raccontare intimità e percorsi emotivi. Ma presto è anche il tempo di seguire un’altra storia, fatta di musica e di poesia: nelle piazze, nei paesi, La Banda improvvisa trasforma un sogno popolare nel racconto dei destini e delle generazioni che si incrociano dietro spartiti, leggii e trasferte. Le immagini del libo raccontano gli sguardi, la musica, la forza e la gioia dei “cinquanta angeli musicanti sospesi su un cielo di note”. E Tangomalia, l’altro lavoro che esplora il mondo dell’ “abbraccio” tra immagini e scritti, sta muovendo i suoi primi passi proprio in questi giorni.

Ma saranno ancora altri volti, altra musica, a condurmi verso nuovi luoghi dell’eleganza e della bellezza.

Inaugurazione: ore 18, sarà presente l'artista

Officine Fotografiche
via Casale de Merode, 17a - Roma
Orario: lun - ven 16.30 - 19.30
Ingresso liberp

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