Istituto Svizzero di Roma - ISR
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Francoise e Daniel Cartier
dal 29/5/2007 al 9/6/2007
lunedì - sabato 11-13 / 15-19

Segnalato da

Silvia Barbarotta




 
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29/5/2007

Francoise e Daniel Cartier

Istituto Svizzero di Roma - ISR, Roma

Roses. L'esposizione presenta, in alcune serie di fotogrammi, immagini realizzate senza la fotocamera e create attraverso la luce solare che si iscrive sui fogli di carta sensibile su cui vengono posati gli oggetti. A cura di Domenico Lucchini e Piero Pala.


comunicato stampa

Roses

a cura di Domenico Lucchini e Piero Pala

L'Istituto Svizzero di Roma organizza dal 30 maggio al 10 luglio 2007, presso i propri spazi espositivi, la mostra Roses, la prima personale in Italia dei coniugi Françoise e Daniel Cartier. L'esposizione presenta, in alcune serie di fotogrammi, immagini realizzate senza la fotocamera e create attraverso la luce solare che si iscrive sui fogli di carta sensibile su cui vengono posati gli oggetti. Realizzati sin dal 1998, questi lavori sono da ricondurre alla sfera intima dei due artisti che selezionano i materiali e gli oggetti registrati a partire dalla loro quotidianità. Il fotogramma è il tipo di fotografia più semplice e diretto, una rappresentazione quasi oggettiva della realtà in un mondo dove le immagini sono sempre più evanescenti e si smaterializzano virtualmente sotto i nostri occhi in migliaia di pixel e bytes. La scelta del colore rosa non è casuale ma frutto di un procedimento voluto che include un carattere di aleatorietà.

Françoise Cartier ha iniziato la sua carriera d'artista come scultrice e pittrice, mentre Daniel Cartier come fotografo. Quest'ultimo esce dalla Kunstgewerbeschule di Zurigo nel 1975, con un diploma di fotografia. Non considera però la fotografia di reportage un modo di espressione soddisfacente. È la sfera dell'arte quella che più lo attrae: non l'istante decisivo, ma il lavoro concettuale. L'intervento del fotografo è minimo, quasi rimane nascosto nell'opera stessa. Scatti presi ad intervalli regolari, giornalieri o settimanali, in cui lo sguardo dell'autore è radicato nel cogliere il deflusso del tempo, specie attraverso la deperibilità della materia.

Mentre rigore e calma assoluta sono i caratteri distintivi di Daniel, Françoise Cartier è sedotta dall'aspetto sensuale, da un'inclinazione verso il colore e l'eterogeneità dei materiali. Il senso delle forme è la sua guida, passa con disinvoltura dai volumi alle superfici bidimensionali, procede più con l'istinto che per concetto. Pittura, scultura, assemblaggio di oggetti rimandano al corpo umano e animale, dotandoli di un nuovo significato. L'attrazione è verso un'opera-ibrido, intima costante del suo lavoro.

Verso la metà degli Anni Novanta, i due artisti sentono l'esigenza di creare uno sguardo congiunto. Oggetti e fotografie, come cloni l'uno dell'altra. In sodalizio come " f&d cartier" dal 1997, vivono e lavorano a Berna. Inizia una forte riflessione sull'epoca attuale che la società sta attraversando, in cui il media fotografico si è destrutturato, dai pixel alla manipolazione, e le frontiere tra mondo reale e virtuale si sono abbattute. Reagire a queste inquietanti evoluzioni è l'intento di Françoise e Daniel Cartier. Quasi un fondamentalismo fotografico, un ritorno alle tecniche di base. Dopo l'esposizione ed il fissaggio, i colori odierni, frutto di un'industrializzazione, si presentano come sottili sfumature del colore rosa. L'oggetto viene appoggiato sulla carta fotosensibile e si lascia agire la luce del giorno. Niente intercessione della macchina, niente filtro che focalizza la luce. Un ritorno dunque alla luce, alla carta, al fotogramma. Gli oggetti sui quali la luce firma la propria impronta sono un elemento allusivo al significato che c'è oltre ogni cosa.

Un'aura rosa, talvolta tenue, a volte quasi trasparente, emula la percezione che abbiamo di noi stessi e del rapporto con i modelli imposti dal consumo e dalla moda. Un'allusione al quotidiano, in cui temi come il corpo e l'erotismo si mostrano come presenza, assenza, vita e morte, attraverso lo sguardo ironico di un fotogramma rosa.

Ufficio stampa :
Silvia Barbarotta per Intesa & C.P. S.r.l.
Via dei Banchi Vecchi 58, Roma
Tel. 06.6832740 - Fax 06.6832770
http://www.intesacp.it
s.barbarotta@intesacp.it

Inaugurazione 30 maggio 2007

Istituto Svizzero di Roma - ISR
Via Liguria, 20 - Roma
Orari apertura : lunedì - sabato 11-13 / 15-19
Ingresso libero

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