Convento dei Domenicani
Altomonte (CS)
piazza Tommaso Campanella
0981 948216
WEB
SacralitArte
dal 31/7/2007 al 30/8/2007
tutti i giorni 10-13 e 15-20

Segnalato da

Francesca di Nardo




 
calendario eventi  :: 




31/7/2007

SacralitArte

Convento dei Domenicani, Altomonte (CS)

Giulio De Mitri, Caterina Arcuri e Francesca Micciulli. Gli artisti, appartenenti a generazioni diverse e provenienti da situazioni culturali differenti, portano avanti una ricerca pervasa da un senso di sacralita' tempo/spazio/natura che li accomuna e raccontano le loro idee e storie.


comunicato stampa

a cura di Giovanni Viceconte

"SacralitArte" nasce dall’esigenza di inserire uno spazio, nell’ambito del "Festival EUROMEDITERRANEO"di Altomonte, finalizzato alla valorizzazione dell’Arte Contemporanea, alla diffusione e divulgazione delle espressioni artistiche del nostro territorio. "SacralitArte" è mirato soprattutto a creare uno spazio di relazione diretta tra l’arte e il pubblico, il quale non è abituato, ad eccezione di un ristretto numero di specialisti e appassionati, ai nuovi linguaggi visivi. La gente comune rimane distante e dubbiosa, spesso perplessa, di fronte a proposte di cui non possiede chiavi interpretative.

"SacralitArte" è dare origine ad una connessione fra "TERRA" e "CIELO", fra materiale e immateriale, fra microcosmo e macrocosmo. L’invito è quello di cogliere il messaggio e vivere un’esperienza concreta e intima, che conduce il visitatore attraverso l’opera a riflettere sul ruolo dei nuovi linguaggi artistici d’oggi e sul compito profondo e intimo che l’artista svolge nella costruzione di un nuovo alfabeto comunicativo.

Gli artisti invitati, Giulio De Mitri (Taranto 1952) e Caterina Arcuri (Catanzaro 1963), ormai affermati a livello internazionale, sono tra le figure più interessanti della ricerca artistica degli ultimi anni. E’, inoltre, presente, tra la giovane arte contemporanea calabrese, Francesca Micciulli (Cosenza 1979). Gli artisti, appartenenti a generazioni diverse e provenienti da situazioni culturali differenti, portano avanti una ricerca pervasa da un senso di sacralità tempo/spazio/natura che li accomuna e raccontano le loro idee e storie, non soltanto attraverso codici puramente tradizionali ma con strumenti nuovi e pronti a piegarsi ad un linguaggio personale e proprio della natura umana, offrendoci la possibilità di immergerci, rispecchiarci nell’opera e avvicinandoci a realtà altrimenti lontane e sconosciute.

"Come posso, ma vi spiego quello che sento dentro di me… E’ così che inizia l’ultimo video dal titolo: ’nciotata", di Caterina Arcuri, così come Frida Kahlo , ci porta attraverso un percorso nell’animo femminile delineando la condizione della donna da più punti di vista: discriminazione, sessualità e "schiava" per amore "’nciotata" appunto, (frase che l’artista ripete più volte nel video). Rende omaggio a Frida, anche nel suo duplice autoritratto nella prima foto, la presenza del cuore, diventa simbolo umano-sacro e connessione tra interno ed esterno; nella seconda, il volo della colomba, animale mitico-divino, diventa la strada per affermare la propria rinascita e libertà.

Nel video "In – Out" Caterina Arcuri mostra l’inesorabile viaggio che ogni uomo deve compiere, che destabilizza l’orientamento, che fa perdere le coordinate spaziali per risucchiarci nei meandri del mistero della vita. Le immagini, nel loro succedersi, creano un dinamismo emotivo dove si alternano momenti di silenziosa intensità ad altri soffusi d’incantata atmosfera ed alienante disperazione e soffocamento. Il suo lavoro procede secondo un percorso linguistico in cui si compenetrano immagini e memoria, il cui scopo è trasformare la nozione del reale, porre il fruitore in una situazione in cui si trovi fisicamente avvolto e isolato dall’esterno , costringendolo così a concentrarsi su se stesso e sulle sue sensazioni. L’impianto iconografico del video" IN - OUT" è contaminato da immagini di citazione caravaggesca dove l’artista si sostituisce, alle figure in similitudine ad atteggiamenti e stati d’animo. La sostituzione con la figura di Maria presente nel noto dipinto "La morte e il transito della Vergine" di Caravaggio, diventa simbolo universale sull’ultimo grande dubbio dell’uomo fra passaggio terreno a quello ultraterreno.

Nel lavoro di Giulio De Mitri, il mare occupa un ruolo privilegiato e archetipico, pervaso da un simbolismo allusivo di caratura "mitica-religiosa"; basti pensare alle conchiglie, che nel video "Azzurra", sono un chiaro riferimento a Venere dea dell’amore, e alle divinità del mare quali Nettuno, Galatea e i tritoni; esse nella cultura cristiana ,venivano attribuite al Sepolcro vuoto di Cristo e alla fonte di "Vita Divina" . L’opera diventa una finestra aperta, tra sacro e profano, attraverso la quale, De Mitri, va oltre il concetto di spazio naturale e come Fontana, ci porta attraverso un’apertura a compiere un "viaggio guidato", in un paesaggio "altro", con continui rimandi alla natura del mare, ai suoi segreti, agli organismi che lo popolano, che riaffiorano e svaniscono come tracce di memoria gloriosa dalle sue profondità. Viaggio inteso, anche come trapasso fra terra e cielo, come permanenza dell’uomo sulla superficie terrestre. La ricerca di De Mitri come un’opera alchemica si sviluppa su più livelli: il lavoro fisico sulla materia , l’esperienza , la manipolazione e il lavoro sull’anima . L’opera immersa in una dimensione amniotica, fluttuante ed immateriale, esalta la qualità dello sfumato dando al colore una vaporosità spaziale che rimanda alla grande lezione di Rothko, nutrendosi e compenetrandosi a vicenda in una "luminescenza divina" di forte intensità.

Francesca Micciulli presenta il video: "un’Ultima Cena riVelata"- 2006, realizzato in collaborazione con Andrea Grosso Ciponte. Il lavoro, prende spunto dall’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci e dalla recente rilettura storico-critica fatta da Dan Brown . "Sembra che l’artista non si pone più il problema su cosa realizzare di nuovo, ma piuttosto cosa fare di quello che si ritrova, programmandolo e manipolandolo per reinserirlo in nuovi contesti"(Nicolas Bourriaud). Micciulli dopo aver immobilizzato i vari personaggi, nelle precise pose di quelli leonardiani, li fissa con una sorta di "fermo-immagine". L’artista come Luis Buňuel in "Viridiana", procede secondo il principio dello sconvolgimento spazio-temporale. Cambia la figura di Cristo e degli apostoli, con i suoi amici artisti, ad eccezione di Giovanni che è sostituito dall'artista stessa, segno di contaminazione e di riconoscimento del suo ruolo di artista e di donna. Ricordiamo che il lavoro della Micciulli, oltre ad essere un fenomeno che si rintraccia nel panorama attuale sulla dissacrazione dei simboli della tradizione cristiana, è un omaggio ad un grande maestro che dedicò il suo capolavoro all’equilibrio tra uomo e donna. Riflette sull’influenza e sulla distorsione del pensiero collettivo e allo stesso tempo stimola, per mezzo dell’incanto estetico dell’arte, la curiosità e la voglia di conoscere e ritrovare l’itinerario spirituale. Per Francesca Micciulli, il video diventa il modo più diretto per autorappresentarsi , per instaurare un rapporto immediato con il reale e aprire spazi di libertà creativa, " Video" come specchio di quella particolare esperienza individuale diversa da tutte le altre, con più identità all’interno dello stesso soggetto e con nuove articolazioni dell’Io.

Inaugurazione: 1 agosto 2007 , ore 19:30

Convento Domenicano
P.zza Tommaso Campanella – Altomonte
Orari: tutti i giorni 10-13 e 15-20
Ingresso libero

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