Museo Archeologico Nazionale
Firenze
via della Colonna, 36
055 294883 FAX 055 264406
WEB
Roberto Barni
dal 6/9/2007 al 29/11/2007
lunedi' 14-19; martedi' e giovedi' 8.30-19; mercoledi', venerdi', sabato e domenica 8.30-14
055 6802066

Segnalato da

Davis & Franceschini



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Roberto Barni



 
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6/9/2007

Roberto Barni

Museo Archeologico Nazionale, Firenze

Gambe in spalla. La personale presenta una selezione di sculture e dipinti. L'opera dell'artista s'impegna ad affrontare la questione di dare un'espressione plastica alla figura dell'uomo contemporaneo.


comunicato stampa

Gambe in spalla

con il Patrocinio Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Polo Museale Fiorentino, Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato, Soprintendenza Archeologica per la Toscana, Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze

Si apre venerdì 7 settembre al Museo Archeologico di Firenze la seconda parte della mostra Gambe in spalla dell¹artista Roberto Barni. Già il 25 giugno scorso si era inaugurata una prima sezione con una serie di grandi sculture in bronzo, collocate in Piazza della Repubblica, nel Piazzale della Galleria degli Uffizi, in Piazza Pitti e nel Giardino di Boboli. L¹evento si concluderà sabato 29 settembre con l'esposizione di sculture e dipinti di grande formato a Le Pagliere dove sarà presentato anche il volume, edito da Cambi Editore, con testi di Alberto Boatto, Lóránd Hegyi e Maurizio Vanni che documenta le opere installate nei vari luoghi scelti per l'esposizione.

³Gambe in spalla² si avvale del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Polo Museale Fiorentino, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Firenze, Pistoia e Prato, della Soprintendenza Archeologica per la Toscana, della Regione Toscana, della Provincia di Firenze e del Comune di Firenze.

Roberto Barni è uno tra i protagonisti indiscussi dell¹arte italiana dagli anni Sessanta ad oggi. La sua scultura si inserisce, rinnovandola, in quella linea impegnata - come sottolinea il critico Alberto Boatto ­ ad affrontare l¹ardua questione di dare un¹espressione plastica alla figura dell¹uomo, non già dell¹uomo eterno ma dell¹uomo contemporaneo. Colpisce, oltre alle qualità formali e il peculiare uso della patina, la spiccata originalità dell¹iconografia delle figure di Barni, figure umane che l¹artista indaga nelle sue diverse e molteplici sfaccettature. L¹uomo perde qui il privilegio dell¹individualità per diventare uomo comune, anonimo, che si perde nella folla delle grandi metropoli: raddoppia, prolifica, si moltiplica in altrettanti cloni che creano concatenazioni, sovrapposizioni e sequenze.

Le figure di Barni si presentano quasi sempre in cammino. Come dice l¹artista, l¹unico movimento che la scultura può visualizzare nell¹universo è quello della figura umana, l'unica di cui si riesce a rendere il dinamismo. Le creature di Barni si trovano spesso in situazioni di equilibrio precario. Qui la scultura sfida il senso di staticità, il vuoto, la vertigine, con i suoi personaggi apparentemente impegnati in azioni contrastanti, animati da una grande tensione. "Gambe in spalla", titolo della mostra che riprende quello di una delle sculture esposte, è un monito ad andare avanti: la strada da percorrere è ancora lunga. E' un titolo che rispecchia quel tocco d'ironia che contraddistingue le opere dell'artista.

Roberto Barni ha scelto di collocare nelle piazze della città e nel Giardino di Boboli alcune sculture di grandi dimensioni, gruppi di figure umane, essenziali quanto basta per essere riconosciute come uomini, spesso caratterizzate dal rosso dell¹abito e dall¹oro dei volti. Queste si mescolano con la gente scendendo dal piedistallo dove in genere la scultura è posta per vestirsi di una dimensione più domestica e quotidiana. Al Museo Archeologico invece la scultura si ridimensiona, la scelta cade essenzialmente su una serie di piccoli bronzi, realizzati appositamente. Le opere entrano silenziosamente nelle sale del museo, a volte si inseriscono all¹interno delle teche, confondendosi con i preziosi reperti della ricca collezione, quasi un invito per il visitatore a scoprirle durante il percorso. Nella sala d'ingresso Faccia a faccia, due volti di profilo che si affrontano separati da una piccola figurina, accoglie e introduce al museo. E così sala dopo sala ecco, tra le altre: Scherzo, che affianca i canopi di Chiusi del VII sec a.C.; Adagio, piccola figura distesa tra alcune anfore decorate del VI secolo a.C. nella Sala di Pescia romana; Progenie con le sue tre figure in scala insieme ai buccheri della prima metà del VI sec. a.C.; Colonna bisbetica che si erge in mezzo a un pathos e un braciere, raffinati esempi di produzione ceretana della fine del VII sec. ­ secondo quarto del VI sec. a.C..

Nella sala dedicata all¹ellenismo troviamo Meteora e Impresa a fianco a oggetti di uso quotidiano come fruttiere, situle o anfore mentre Divergenze, Continuo, Rimorsi, Atto Muto interagiscono con le ceramiche di Età Geometrica dei ceramisti ateniesi. Sadovasomaso, dove due figure si aggrappano in contrapposizione a un vaso cilindrico, si distende quasi in atto ossequioso di fronte ad uno dei più illustri pezzi del museo, il Vaso François, firmato dal vasaio Ergotimos e dal pittore Kleitias, databile al 570 a.C. Gambe in spalle, qui in un formato ridotto rispetto all¹omonima scultura monumentale nel Giardino di Boboli, è posta tra due capolavori: due marmi greci di grande raffinatezza quali l'Apollo e l'Apollino Milani. Gli uomini di Barni in fondo appartengono a quell¹esigenza antica di rappresentare la figura umana che dal paleolitico va al kouros greco fino ai giorni nostri, e si pongono in un dialogo di assoluto rispetto con le opere del Museo Archeologico. In questo itinerario, interno a quello del museo, trovano spazio anche dodici disegni circa, esposti nel corridoio tra il primo e il secondo piano, a testimoniare l'importanza della pratica del disegno nel lavoro di Barni. Solo tre, le sculture di grande formato: Motus, nella suggestiva Sala delle Urne, e Passione dove la figura umana si accompagna a quella animale, un cervo, un piccolo uccellino e un cane, e infine Remar contro, al piano terra, posta davanti al sarcofago policromo etrusco di Larthia Seianti.

Ufficio stampa: Davis & Franceschini
Lea Codognato ­ Caterina Briganti
Tel. 055 2347273 ­ fax. 055 2347361
e-mail: davis.franceschini@dada.it

Inaugurazione: 7 settembre, ore 19

Museo Archeologico Nazionale
via della Colonna, 38 - Firenze
Orari: lunedì 14-19; martedì e giovedì 8.30-19; mercoledì, venerdì, sabato e domenica 8.30-14.00

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