Ex Chiesa di San Mattia
Bologna
via Sant'Isaia, 14/a

Architettura Bologna 2000: Luigi Ghirri
dal 20/4/2000 al 28/5/2000

Segnalato da

Francesca Puglisi - Ufficio Stampa Bologna 2000



approfondimenti

Luigi Ghirri



 
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20/4/2000

Architettura Bologna 2000: Luigi Ghirri

Ex Chiesa di San Mattia, Bologna

Luigi Ghirri. Castelli Valdostani. Alfredo D'Andrade e Alfonso Rubbiani. La Reinvenzione dell'immagine castellana tra Valle D'Aosta ed Emilia alla fine dell'Ottocento.


comunicato stampa

Venerdì 21 Aprile alle ore 18, nella Ex Chiesa di San Mattia (Via Sant'Isaia, 14/a) la Rassegna Architettura Bologna 2000 prosegue con l'inaugurazione della mostra

Luigi Ghirri. Castelli Valdostani. Alfredo D'Andrade e Alfonso Rubbiani.
La Reinvenzione dell'immagine castellana tra Valle D'Aosta ed Emilia alla fine dell'Ottocento. Fotografie e restauri.


La mostra, realizzata dalla Regione Autonoma Valle D'Aosta nell'estate 1999, presenta cinquantatré fotografie scattate nel 1991 da Luigi Ghirri ai castelli di Fénis, Verrès e Issogne. Dei tre castelli, da sempre fra i soggetti più trattati da noti fotografi, Luigi Ghirri, riconosciuto maestro della fotografia italiana, ha sorprendentemente saputo offrire una visione nuova, soprattutto degli spazi interni, attraverso un uso sapiente della luce naturale e dell'inquadratura. Nel portare a Bologna la mostra, si sono volute sottolineare le analogie tra i castelli valdostani e alcuni castelli del bolognese. Il raffronto si basa sugli interventi di restauro stilistico diretti in Valle D'Aosta, alla fine dell'Ottocento, da Alfredo D'Andrade, massimo esponente della cultura neomedievalista a Torino, e sui contemporanei interventi di trasformazione di alcuni castelli della provincia di Bologna operati da Alfonso Rubbiani, promotore del neomedievalismo bolognese. La possibilità di scoprire attraverso la mediazione di un'immagine ciò che non si era colto nell'osservazione diretta di un monumento, individuata per la prima volta da Viollet-Le-Duc e Ruskin intorno alla metà del XIX secolo, è uno degli elementi che dà forma e sostanza alle trame che connettono lo sguardo portato da D'Andrade, Rubbiani e Ghirri sul patrimonio architettonico medievale, non solo valdostano ed emiliano. Il punto nodale, il punto di vista prospettico che questa mostra suggerisce è legato allora alla coscienza del nostro rapporto complesso con la storia delle culture e di quanto questo determini le ragioni e le forme del comprendere e del narrare, specialmente quando ci si trovi di fronte ai problemi posti dalla "ricerca di quell'originale (necessariamente) perduto" che non possiamo che riscoprire nella contemporaneità della nostra percezione critica.
La mostra, curata da Pierangelo Cavanna e Paola Monari con Diego Tabanelli, è stata concessa alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici dell'Emilia dalla Regione Autonoma Valle D'Aosta e realizzata con la collaborazione della Galleria d'Arte Moderna di Torino, della Soprintendenza per i Beni Librari e Documentari della Regione Emilia-Romagna e del Comitato per Bologna Storico-Artistica.


La mostra resterà aperta fino al 28 Maggio con il seguente orario: dal martedì al sabato, dalle ore 15.00 alle ore 19.30 (chiuso 25 Aprile).

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