Galleria PoliArt
Milano
viale Gran Sasso, 35
02 70636109 FAX
WEB
Giovanni Lombardini
dal 14/10/2008 al 21/11/2008
mercoledi', giovedi', venerdi' 16-20, sabato 10,30-13 e 16-20

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Galleria PoliArt




 
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14/10/2008

Giovanni Lombardini

Galleria PoliArt, Milano

Inventaria. L'artista coglie il momento di passaggio che trasfigura la pittura in fotografia e viceversa; le sue opere occupano questa cerniera visibile. L'effetto e' ottenuto attraverso un particolare uso del colore e un trattamento con poliestere. In mostra circa 20 opere, anche di grandi dimensioni, concentrate sui due cicli dialoganti di Rime ed Inventari.


comunicato stampa

A cura di Leonardo Conti ed Elisabetta Gennasi

Lombardini, come ha rilevato la critica più aggiornata, può essere considerato come l’artista che coglie il momento di passaggio, che trasfigura la pittura in fotografia e viceversa. Le sue opere occupano questa cerniera visibile, nella quale il potere dell’ambiguità folgora l’osservatore, colto da un insopprimibile desiderio di toccare per capire. Fermo restando che l’artista riminese è un pittore e le sue opere sono opere dipinte, l’effetto che l’artista ottiene attraverso un particolare uso del colore e di un efficace trattamento con poliestere è proprio questo impatto di ambiguità coinvolgente. Nella mostra alla Galleria PoliArt, intitolata Inventaria dal nome dell’ultimo ciclo dell’artista, saranno esposte circa venti opere, anche di grandi dimensioni, concentrate sui due cicli dialoganti di Rime ed Inventari.
Nelle Rime, dal fortissimo impatto cromatico, assoluto protagonista è il colore che, come sgorgante dalla verticale mediana del quadro, conquista tutto lo spazio della superficie e degli spessissimi bordi laterali, fino quasi a rimbalzare sulla parete. Questa forza cromatica, tuttavia, resa polita, dal trattamento resinoso superficiale, dopo qualche attimo mostra come la realtà circostante, compresi noi che lo guardiamo, venga riflessa tra le righe. È questa una componente dell’ambiguità, giocata a metà strada tra potenza cromatica che invade lo spazio circostante e il potere riflettente che ingloba quello stesso spazio. Negli Inventari, poi, questa propensione ad entrare in contatto con l’ambiente è ancora più esplicito, dal momento che le campiture geometriche di queste opere, già di un colore vibrante, come di superficie marina in bonaccia, sembrano inventariare ed ordinare le cose che le circondano.

Come scrive Elisabetta Gennasi, co-curatrice della mostra: “…Il colore in Lombardini entra in scena e recita da protagonista un monologo sulla durata. Senza temere di scomodare una tra le menti più geniali del Novecento, intendo il concetto di durata, come Bergson l’ha chiarito per noi: una misura temporale immanente all’oggetto o al fenomeno, e colta dall’osservatore come accrescimento conoscitivo, frutto dell’incontro tra intuizione e misurazione. L’opera dell’artista riminese attua metodicamente il processo connaturato ad una particolare capacità dell’umana percezione, ovvero cogliere il fenomeno cromatico nella sua essenza: l’esperienza naturalistica del visibile e quella intellettuale della costruzione armonica dei rapporti tra i colori. Il colore nella sua durata si compie sulla superficie preparata dall’artista.”.

Immagine: Rime, 2008, 60x40, mista su tavola

Inaugurazione 15 ottobre ore 19.00

Galleria PoliArt
viale Gran Sasso, 35 Milano
Orario: mercoledì - giovedì e venerdì ore 16 - 20
sabato ore 10,30 - 13 e 16 - 20

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