Diverse sedi
Bologna

Antonello Paladino
dal 26/3/2009 al 4/4/2009
WEB
Segnalato da

Alice Zannoni



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Antonello Paladino



 
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26/3/2009

Antonello Paladino

Diverse sedi, Bologna

Lo scultore partecipa al festival Human Rights Nights con un inedito linguaggio di marcata impostazione concettuale, esponendo due installazioni 'N'diata' nel cortile del municipio di Bologna (Palazzo d'Accursio) ed 'Essere senza' cuore visibile in Cineteca.


comunicato stampa

Il Film Festival Human Rights Nights che anima Bologna e Forlì tra il 27 marzo e il 5 aprile, non esime ad aprire la partecipazione anche al linguaggio non specificatamente cinematografico facendo dei luoghi della manifestazione lo scenario ideale per accogliere opere d’arte e installazioni che, nella propria ontologia, coinvolgono la città sollecitando una più ampia e profonda riflessione sul tema dei diritti umani.

All’edizione del 2009 partecipa lo scultore Antonello Paladino con un inedito linguaggio di marcata impostazione concettuale, esponendo due installazioni N’diata nel cortile del municipio di Bologna (Palazzo d’Accursio) ed Essere senza cuore visibile in Cineteca.

Seppur giovane artista, il linguaggio di Antonello Paladino si imposta su una solida prolazione scultorea che, generata da un’interpretazione “meta-fisica” del presente, ne caratterizza il lavoro marcando con forza l’identità propria dell’artista. Nonostante ciò, e senza pretesa neoterica da parte di Paladino, è possibile vedere un inedito ruolo dello stesso che partecipa al Film Festival “Human Rights Nights” con due installazioni e si affida alla più pura elucubrazione intelleggibile giocando su una tropologia in cui lo scarto tra reale e “mimesi straniata” crea l’effetto Riflessione.

Dalla facciata della Cineteca di Bologna un cuore di piombo dalle dimensioni pletoriche sospende il battito vitale in attesa di tornare carne pulsante e dunque “Humana”: con Essere senza cuore, palesemente l’artista afferma il proprio disappunto di fronte alla incapacità collettiva di rispettare i diritti umani e affida la chiave di lettura alla fosca materia plumbea che dà forma ma non sostanza al cuore. Come non citare, a questo punto, il boscaiolo di latta, protagonista del famoso film fantasy “The Wizard Of Oz” e il suo affanno per essere senza cuore? Se il desiderio di possedere un anima spinge metaforicamente ad una palingenesi affidata alle virtù magiche di Oz, Antonello Paladino lascia aperto uno spiraglio di vita che si genera dal suono di una goccia d’acqua e dal suo sordo tonfo come segno d’origine primordiale.

Con altrettanta “facondia concettuale” l’opera esposta nel cortile di Palazzo d’Accursio N’diata costituisce, nella sua essenza, il paradigma di una problematica di civilizzazione in cui è la categoria dell’Accoglienza ad essere il bersaglio a favore di
una riconsiderazione del valore minimo di dignità “Humana”. Il mito del nido, carico della simbologia tanto cara a Pascoli di intimo rifugio, viene sviscerato dalla sua ontologia protettiva per divenire l’emblema di un “anti-nido” che espelle ma anche di un luogo che, dal principio, non è disposto ad accogliere l’altro violando lo spirito etico e comunitario alla base di ogni diritto umano in questo vernacolo globale chiamato terra diviso, purtroppo, in una classificazione in cui è il benessere a dichiarare l’appartenenza al primo o terzo mondo; un nido irto, giaciglio di filo spinato che, sia dal punto di vista materico che delle dimensioni titaniche, si riallaccia ad Essere senza cuore con un cortocircuito poetico che coinvolge la città verso un’introspezione .

Così, con il macro-effetto delle installazioni e con l’ossimoro fondante (piombo-cuore; filo spinato-nido) Paladino “edifica” la propria interpretazione di “Humano”, tema del Film Festival, senza dimenticare che alla base della poiesi resta sempre quel principio evolutivo che prima di rendere Artista fa Uomo, Homo etimologicamente da humus, terra fertile principio dell’esistenza e dunque, oggi, del futuro; in attesa di una umanità coscientemente più fertile mi affido, per concludere, alle parole di Joseph Beuys che ben si adattano, in questo frangente di ricerca, all’opera di Antonello Paladino: “Sono arrivato alla conclusione che per far qualcosa per l’umanità non ci sia altra via che arte”. Alice Zannoni.

SEDI

N’diata: Chiostro di Palazzo d’Accursio
Piazza Maggiore (Bo)

Cuore di piombo
Cineteca di Bologna, via Riva di Reno n°69

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