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Lecce
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Collettivo - Costruttivo: Luce e materia
dal 31/10/2009 al 19/11/2009
lun-sab 11-13, 16-19

Segnalato da

Primo Piano Livingallery




 
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31/10/2009

Collettivo - Costruttivo: Luce e materia

Primo Piano LivinGallery, Lecce

In mostra le sculture dei pugliesi Giovanni Alfonsetti e Giorgio Carluccio e i pannelli plastici del romano Antonio Longo. Tutti e tre gli autori hanno una storia trentennale alle spalle, ma in questa occasione sono esposte alcune delle loro opere piu' recenti.


comunicato stampa

a cura di Dores Sacquegna

Si inaugura domenica 01 novembre alle ore 20,00 la mostra d’arte contemporanea “Collettivo-Costruttivo: Luce e materia”, curata da Dores Sacquegna. In mostra, le sculture dei pugliesi Giovanni Alfonsetti (Mesagne, 1939) e Giorgio Carluccio (Tuturano, 1948) e i pannelli plastici del romano Antonio Longo (Roma, 1939). Tutti e tre gli autori, hanno una storia trentennale alle spalle. In questa occasione, si è scelto di esporre le opere più recenti degli anni del 2008/2009.

Giovanni Alfonsetti, è un artista dal carattere schivo e meditativo, sperimentatore di forme e materiali: dal bronzo all’acciaio, dalle resine ai gessi, le sue sculture sono un connubio tra rigore e visionarietà, tra norma e allucinazione. La serie in bronzo, possiede qualcosa di alchemico, di magmatico, di granitico. Ricorda un paesaggio post atomico ed apocalittico, una struttura liquefatta dall’azione del fuoco.
Ordine e disordine…fuoco che brucia e rigenera, personaggi per metà uomini e per metà dèi vengono evocati nel magma della materia che egli modella e scioglie all’infinito.

Le “strutture figurali” di Alfonsetti, esprimono un immaginario mondo archetipo, caratterizzato da un segno che diventa performance, rito di passaggio, ossessione interpretativa che ci collega con le nostre antiche origini di indoeuropei. Oltre alle sculture in bronzo, Alfonsetti, presenta le resine e le sculture in acciaio, un gioco tridimensionale tra pieni e vuoti, tra luce e materia, tra centro dell’opera e spazio circostante, con uno sguardo che si libra verso verso l’infinito. L’opera diviene così il luogo architettonico in cui rappresentare un determinato concetto spaziale, lo spettatore non riceve un messaggio ma è chiamato ad entrare nell’opera, rigenerando la forza creativa che è in ciascuno di noi.

Anche Giorgio Carluccio, viene dalla sperimentazione di tecniche e materiali: al bronzo e all’ottone degli anni’70, ha aggiunto la terracotta, il ferro, la pietra, il pigmento. Una serie di opere innovative, rispetto alla scultura tradizionale del passato, opere –mondo realizzate con un materialismo visionario, da set cinematografico, dove ogni volta ci pone di fronte ad una nuova rappresentazione, che ingloba dentro di sé, l’architettura circostante, stuzzicando la nostra attenzione e ci invita ad un osservazione più attenta, ad un dialogo aperto che svela la narrazione.

Carluccio appartiene a quei visionari che sanno usare la materia senza togliere la memoria e l’identità d’origine. Il suo neo-concettualismo è ricco di una cosmologia che si libra in ogni segno, in ogni linea, in ogni frammento e che segna svuotamenti e tensioni alle forme da lui pensate e realizzate. Materia e luce, equilibrio e senso estetico, gravità e levità, dimensione surreale e fisicità, si alternano in un gioco espressivo sempre più incalzante, sublimato. Ogni opera insegue l’archetipo e lo incarna, suggellando antichi fondamenti magici e simbolici con una forza plastica contemporanea, in un continuo di rimandi e di colloqui metafisici tra le forme e lo spazio circostante. E così si alternano opere con forme aerodinamiche, sfere, piramidi, uova giganti, strutture geometriche di varia natura e colore.

La ricerca plastica di Antonio Longo, si svolge secondo traiettorie di matrice concettuale piuttosto articolate. Dalla pittura figurativa pop (interni con animali esotici e personaggi stranianti), al collage caratterizzato da un ironico e divertito senso del sociale, in cui si alterna satira e immagini selezionate dai reality, sino alla produzione formale e minimale delle opere qui in mostra.

Un carnet di opere dai colori intensi, che esprimono la processualità del pensare e del comunicare con segni, immagini e di parole. L’artista utilizza i più svariati tipi di legno esaltando la qualità degli stessi con l’inserimento di elementi legati al mito o alla quotidianità (medaglie, teste di dee, fregi, antiche serrature, sigilli, sagome di alberi). Il suo lavoro si innesca in una naturale sovrapposizione tra natura e natura industriale, tra arte e vita. L’architettura dell’insieme diventa emblema e rappresentazione spaziale della sua ricerca in direzione di un indagine sul tempo, con l’ironia del new dada e del readymade.

Immagine. Giovanni Alfonsetti, Stele di bronzo.

Inaugurazione domenica 01 novembre alle ore 20

Primo Piano LivinGallery
Viale Guglielmo Marconi 4, Lecce
Orari: dal lunedì al sabato 11-13/ 16-19
ingresso libero

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