Palazzo Reale
Milano
piazza Duomo, 12
02 0202, 02 88451 FAX 02 88450104
WEB
Fuoco
dal 4/3/2010 al 3/7/2010
lun 14.30-19.30 giov e sab 9.30-22.30, tutti gli altri giorni (incluso domenica) 9.30-19.30
02 29010404

Segnalato da

Ufficio Stampa Comune di Milano




 
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4/3/2010

Fuoco

Palazzo Reale, Milano

La mostra costituisce un percorso di esplorazione del fuoco come elemento culturale e si propone quindi di analizzarne l'aspetto sacrale ed archetipico ed il suo ruolo fondamentale per la cultura mediterranea ed europea. Le opere presenti spaziano da Boecklin a Previati, da Vasari a Burri, da Cranach a Canova e sono suddivise in 10 sezioni tematiche che evidenziano il valore simbolico del fuoco: Fuoco e Cosmologia, Fuoco e Divino, Fuoco e Dualita', Fuoco e Distruzione, Fuoco e Purificazione, Fuoco e Iniziazione, Fuoco e Fecondita', Fuoco e Inconscio, Fuoco e Fiaba, Fuoco e nuovi miti.


comunicato stampa

a cura di Elena Fontanella, Cosimo Damiano Fonseca, Claudio Strinati

L'importanza simbolica e sacrale del fuoco si manifesta nell'immaginario dell'uomo fin dalle origini della sua evoluzione e permane a livello conscio ed inconscio come elemento portante della civilizzazione stessa. La mostra costituisce un percorso di esplorazione del fuoco come elemento culturale e si propone quindi di analizzarne l'aspetto sacrale ed archetipico ed il suo ruolo fondamentale per la cultura mediterranea ed europea.

Attraverso l'esposizione di reperti archeologici, dipinti, sculture ed installazioni contemporanee si potrà scavare nel patrimonio mitico dell'uomo per rintracciare quelle orme antiche che riconducono alla più profonda sensibilità umana.

Le opere presenti, tutti capolavori, spaziano da Boecklin (Prometheus) a Previati (Il Carro del Sole), da Vasari (La fucina di Vulcano) a Burri (Combustione) da Cranach (San Giorgio e il drago) a Canova (Vestale) e sono suddivise in 10 sezioni tematiche che evidenziano il valore simbolico del fuoco: Fuoco e Cosmologia, Fuoco e Divino, Fuoco e Dualità, Fuoco e Distruzione, Fuoco e Purificazione, Fuoco e Iniziazione, Fuoco e Fecondità, Fuoco e Inconscio, Fuoco e Fiaba, Fuoco e nuovi miti.

SEZIONI ESPOSITIVE

1. FUOCO E COSMOLOGIA
Eraclito (540-480 a.C.) riconobbe nel fuoco la sostanza primordiale, l’elemento mobile che meglio spiega il divenire al quale tutte le cose sono sottoposte, il principio fisico dell’unità attraverso il contrasto. La legge del fuoco si identifica con quella della ragione, perché è il logos (la parola-ragione) a fondere e ricomporre ogni cosa. Dal canto loro, i pitagorici - quasi in un precorrimento di Copernico - sostenevano che la terra e i corpi celesti si muovono attorno a un fuoco centrale, focolare o “altare dell’universo”, che plasma la materia circostante.

2. FUOCO E DIVINO
L’immagine del fuoco spirituale e trascendente confluisce nella rappresentazione che le diverse simbologie teologiche hanno dato di Dio. Si pensi a Mosè sul monte Sinai a cui “la gloria del Signore si manifestò in forma di fuoco” (Esodo, 24,17); “le sue labbra respirano il furore e la sua lingua è un fuoco divorante”(Isaia, 30,27). La grazia divina è descritta da Dante come un lampo di luce, “fuochi” sono i beati del Paradiso (canto XXIII), dove Maria è “lo maggior foco” e Beatrice guarda come, con l’avvicinarsi di Dio, il fulgore del sole si faccia più intenso.

3. FUOCO E DUALITA’
Il fuoco sotterraneo conduce alle caverne dei fabbri, alle fucine intese come laboratori demoniaci dove sono forgiate le armi, luoghi immersi in misteriosi segreti. Il fuoco acceso da Pinocchio nel ventre del mostro di cui è prigioniero sembra raffigurare, tuttavia, la luce che dissipa le tenebre, la scoperta di una difficile verità. Nelle cavità sotterranee arde il fuoco infernale che fuma e divora contrapposto alla fiamma aerea, illuminatrice e intellettuale; sotto questo aspetto, sin dalle origini delle civiltà, il fuoco si trova connesso ai riti funerari che preparano la salita dello spirito al cielo.

4. FUOCO E DISTRUZIONE
Il fuoco come evento primordiale si esprime nel mito di Prometeo, dove fondono il Prometeo di origine attica, dio delle industrie del fuoco, e il titano della Beozia che si ribellò a Zeus rubandogli il fuoco. Il Prometeo benefico si identifica come donatore all’umanità di un bene immensamente prezioso: il fuoco sarà motore del progresso, simbolo della macchina e del dispiego energetico, maestro di arti anche occulte - come l’alchimia - e fattore fondamentale delle tecniche.
Il Prometeo malefico è, all’opposto, il demone-fabbro che ha scatenato la vendetta del Dio e le tragedie della Storia: la scoperta, dolorosa per l’uomo, del lavoro e della morte, l’utilizzo del fuoco nelle armi e nelle guerre.

5. FUOCO E PURIFICAZIONE
I poteri purificatori e rigeneratori del fuoco sono espressi in varie ritualità (nelle aree greco-latina e anglosassone la radice della parola ‘fuoco’ in greco, ‘pyr’, ha dato origine all’aggettivo ‘puro’); Dante lo descrive nell’Inferno (I, 118-20) “color che son contenti/ nel foco, perché speran di venire/ quando che sia a le beate genti” come fuoco purificatore. Il fuoco brucia e consuma, libera dai condizionamenti materiali e prepara alla superiorità dello spirito. L’arcaica festa greca di Capodanno delle Panatenee era legata al calendario e al fuoco: il rinnovamento dell’ordinamento civile e politico era simboleggiato dal fuoco nuovo portato sull’altare della dea Athena. Gli dèi della tradizione greca e gli eroi erano allevati sulle fiamme ardenti (come Achille, passato dai Centauri nel fuoco e nell’acqua) per dissolvere le debolezze proprie dei mortali. Nel Medioevo, la salamandra era simbolo delle fiamme che non bruciano, della resistenza al calore, in questo senso il fuoco diventa strumento di verità; i processi all’epoca prevedevano prove fisiche di resistenza alle fiamme per ottenere il responso divino sull’innocenza o colpevolezza dell’accusato.

6. FUOCO E INIZIAZIONE
Il riscaldamento, ricorda Mircea Eliade, è un’esperienza magico-religiosa tra le più arcaiche, una manifestazione dell’accesso al sacro. Così hanno carattere iniziatico la resistenza indotta nei confronti dei carboni ardenti, che esprimono valore di potenza sacra attiva anche in contesti di addestramento militare. La padronanza del fuoco accomuna fabbri, sciamani e guerrieri e segna una continuità tra le tecniche e la mistica di questo elemento. L’araba fenice, rinascendo dalle proprie ceneri, rafforza il simbolismo di morte e rinascita espressa dallo stesso ardere del fuoco.

7. FUOCO E FECONDITA’
Nelle culture agrarie il fuoco è presente durante le cerimonie di fecondità della terra: il calore del fuoco fa bruciare i campi per poi farli rinascere, con un chiaro riferimento all’azione solare e alla restaurazione delle forze derivanti dall’astro.
Il fuoco come condizione di fertilità agraria introduce al significato sessuale del simbolo, a causa, come nota Gaston Bachelard, della tecnica dello strofinamento per la produzione della fiamma. Si intravedono due linee nel percorso dell’immaginario legato a questo simbolo: quella del lampo, fuoco divino, fiamma purificatrice capace di sciogliere l’uomo dai legami della materialità e di metterlo in comunicazione con la propria essenza spirituale (è questo anche il fuoco temuto dagli animali); quella del fuoco sessuale, simbolo di fecondità, centro genitale del focolare matriarcale.

8. FUOCO E INCONSCIO
Il fuoco, in quanto energia di trasformazione, simboleggia le passioni, soprattutto amore e collera. Passione che traspare persino nel Cantico delle Creature di San Francesco, quando “frate focu” è descritto come “bello et iocundo et robustoso et forte”. Sentimenti che hanno anche un’accezione negativa, come fumo che oscura e soffoca, le passioni bruciano e divorano, gli errori sono scottanti, il castigo eterno arde senza possibilità di rigenerazione, le armi che fanno fuoco tutto distruggono. Per contro, dal significato erotico del fuoco deriva una serie di immagini relative alla natura ardente della passione amorosa, da Virgilio a Ugo Foscolo, dai temi del Dolce Stil Novo al D’Annunzio de “Il piacere”: “Come più s’inebriavano, la chimera del loro cuore ingigantiva, s’agitava, generava nuovi sogni; parevano non trovar riposo che nello sforzo, come la fiamma non trova la vita che nella combustione”(I, IV).

9. FUOCO E FIABA
L’azione magica e terrificante del sole è simboleggiata dal “cerchio di fuoco”. La Valkiria Brunilde, figlia di Odino, viene punita dal padre per la sua disobbedienza e condannata a giacere addormentata su una rupe circondata da un anello di fuoco; solo l’eroe che supererà l’ostacolo potrà ridestarla alla vita. La funzione dell’anello di fuoco è quella di preservare la castità della fanciulla ma anche di fungere da prova determinante per l’eroe. Notevole è la somiglianza tra drago sputafuoco e le barriere o porte infuocate presenti nel racconto fiabesco dove il fuoco si riaffaccia con tutti i suoi tratti originari, descritti da Catherine Perlès: il concetto di focolare domestico, l’ostacolo al raggiungimento dell’oggetto di valore, ma anche fuochi per temprare le armi e ancora roghi propiziatori, accesi per implorare l’aiuto dei santi o quelli religiosi per raffigurare le porte dell’inferno.

10. FUOCO E NUOVI MITI
Nel bruciare della febbre iconoclastica si muove Fahrenheit 451 di Roy Bradbury (1951), da cui François Truffaut trasse ispirazione (1966): denuncia della tirannia a cui si riduce una civiltà che dissipa i valori in un uso stolto dei media, principalmente della televisione. “È un bel lavoro, sapete. Il lunedì bruciare i luminari della poesia, il mercoledì Melville, il venerdì Whitman, ridurli in cenere e poi bruciare la cenere” (dalla parte prima del romanzo: “Il focolare e la salamandra”). Nel film il rogo dei libri assume un forte connotazione rituale, ma il vero carattere dissacratorio e apocalittico consiste nella distruzione dei feticci della vita borghese che porta all’incenerimento del televisore, inteso come nemico da eliminare.
Ogni civiltà avverte chiaramente come il fuoco si collochi ai limiti della cultura in cui destano impressione, come mostra Truffaut nel suo film, i perturbanti effetti del tema del “sosia”, la convivenza dei contrari.

Per informazioni e prenotazioni
info@fondazionadnart.it
Tel.0229010404

Per prenotazioni e visite guidate:
info@adartem.it
Tel. 026597728

Conferenza stampa giovedì 4 marzo, alle ore 12
Sala Otto Colonne a Palazzo Reale
Partecipano: Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale - MIBAC
Riccardo Bertollini, presidente Fondazione DNArt
Elena Fontanella, curatrice della mostra e direttore generale DNArt
Cosimo Damiano Fonseca, curatore della mostra, accademico dei Lincei
Introduce Domenico Piraina, responsabile Coordinamento e Gestione mostre del Comune

Inaugurazione venerdi 5 marzo 2010

Palazzo Reale, Milano
Orari lunedì: h 14.30-19.30
giovedì e sabato: h 9.30-22.30
tutti gli altri giorni (incluso domenica): h 9.30-19.30
Biglietti: 9 € intero 7.5 € ridotto studenti, minori di 14 anni, ultra 65enni, titolari di coupon e convenzioni
4.5 € ridotto speciale scuole e gruppi, abbonati annuali ATM

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