Agriturismo Olimpo
Villa Santa Maria (CH)
Contrada Montebello, 4

Factory O
dal 12/6/2010 al 18/9/2010
0872 940425

Segnalato da

Michela Malisardi



 
calendario eventi  :: 




12/6/2010

Factory O

Agriturismo Olimpo, Villa Santa Maria (CH)

Rassegna transumanzArtistica


comunicato stampa

L’arte e il buon cibo sono per eccellenza i collanti sociali maggiormente efficaci, con i piedi sotto il tavolo e il tovagliolo sulle ginocchia nascono le idee più creative e senza dubbio spontanee: Stanislavskij e da Dančenko impiegarono ben 18 ore per decidere e progettare il futuro teatro stabile di Mosca e non a caso iniziarono e proseguirono seduti al tavolino di un caffè. L’Olimpo Factory nasce con questo spirito: tra un buon bicchiere di vino e una chiacchierata è nata una vera e propria fucina creativa che raduna, stimola, espone e diverte gli artisti. In concomitanza con la rassegna transumanzArtistica, che raccoglie diversi artisti, li espone, li impiega in estemporanee ed organizza eventi musicali, Olimpo Factory ospiterà artisti e opere in una mostra che durerà quanto la rassegna transumanzArtistica, dal 13 giungo al 19 settembre.
Ma chi saranno i protagonisti della Factory? Una babele artistica invaderà lo spazio, gli artisti scelti infatti concepiscono il fare creativo con visuali così diverse che è curioso accostare.

Vladimiro Lilla
Lilla è ascrivibile al movimento dell'Arte informale europeo degli anni Cinquanta e Sessanta, rispetta il rigore tecnico della tradizione materica, complesso ed incisivo nell'esecuzione.

Più vicino alle tecniche informali di Fautrier e alla sua elaborazione a tratti grezza, l'arte di Lilla esula dalla ribellione, dalla rivincita della materia gretta di Burri e i suoi materiali di fortuna; dalla volontà di ricostruire e valorizzare l'Uomo dopo la catastrofe della seconda grande guerra, avvicinandosi all'Art Brut di Dubuffet ed al suo sentire, più intimista e meno sovversivo, che confluisce in una pulsione emotiva espressa in una comunicazione immediata e sintetica, senza mai dimenticare l'intenzione estetica. La sua tecnica infatti non ha sbavature, pur rispettandola sempre, la utilizza come mezzo di espressione personale e non come mezzo di protesta, cercando nella sua introspezione il soggetto dei suoi dipinti.

Federica Costa
I quadri di Federica Costa hanno un tono illustrativo molto spiccato, dolce e poetico come lo erano le illustrazioni del belga Folon, ma a differenza sua usa colori più acidi e forti e un disegno dal tratto più deciso. I colori sgargianti e le volumetrie distorte ma compatte formano paesaggi surreali e fiabeschi che ci riportano alla mente le illustrazioni di Francesco Musante; come lui interpreta il ricordo ed il racconto in chiave onirica e fiabesca, con meno dovizia di particolari e con maggiore spontaneità. Con personaggi volanti alla Chagall, descrizioni di giocoleria e tradizioni popolari alla Bruegel, la Costa ci scorta nel mondo delle favole, che spesso si fanno desiderio reale d’evasione dalla contemporaneità. Sono pensieri e parole illustrate, sono personaggi sospesi nell’aria in bilico su corde sottili, sono elementi del cielo trattenuti da ragnatele di fili che li tengono uniti, come noi cerchiamo di non lasciare andare il bambino dentro di noi, che ci mantiene vivi.

Andrea Amaducci
Amaducci, artista poliedrico, attivo un po’ in tutti i campi dell’arte, propone in mostra le sue creature: Alieni. Se camminiamo per le strade di molte città italiane e buttiamo l’occhio sui muri, nei cantieri, sotto i semafori e agli angoli dei palazzi noteremo una creatura che ci osserva, con gli occhi spalancati, ferma, ci guarda.

La creatura o le creature, a volte più di una, sono immerse in diverse situazioni, che come mondi onirici le ospitano sempre, o quasi, in primo piano; è come se l’Alieno fosse il vero Andrea, non l’artista, il ballerino e il performer, l’Andrea-bambino, l’Andrea adulto che pensa e vede le cose, che le vive; è l’istinto che si fa ragione sulla tela e vede, esprime e sente quello che non si può e non si deve sentire nella quotidianità.
L’Alieno alienato è puro segno, non c’è incertezza e ripensamento, sembra che curve e linee siano sempre appartenute alla mano di Amaducci, l’Alieno a volte sembra quasi spettatore come noi di ciò che ci accade intorno.

Alessandro Passerini.
“Sei il colore che non ho / e non catturerò / ma se ci fosse un metodo / vorrei che fosse il mio / fanne quel che vuoi, di noi / me l'hai insegnato tu / se c'è una cosa che è immorale / è la banalità”. Afterhours Passerini il colore ce l’ha, l’ha sempre avuto, ed ha trovato il metodo per catturarlo. Di formazione poliedrica, mastro artistico e scultore, Passerini è riuscito a trovare il bilanciamente espressivo migliore per raccontare.
Attraverso una sintesi volumetrica basata sull’equilibrio e la distribuzione dei tre colori primari – rosso, giallo e blu – e dei loro complementari – viola, verde e arancione – ha costruito la tavolozza più equilibrata per i suoi soggetti, che tutto vogliono tranne l’essere descritti in modo naturalistico attraverso un colore reale, ma piuttosto ascrivibile alla sfera emozionale di descrizione del soggetto.

Protagoniste dei suoi quadri sono donne, Muse, amiche che l’hanno colpito e gli hanno lasciato qualcosa degno di essere raccontato con il suo pennello. Negli sfondi e nelle linee dinamiche è vicino all’estetica futurista di Depero, creando una costruzione geometricamente armoniosa; mentre nella descrizione delle figure si ammorbidisce e lascia trasparire una metafisica romantica. Pose non convenzionali e tagli particolari che di solito è più consueto trovare in fotografie, oltre a indicare la passione dell'artista anche per quest'arte, rendono i soggetti sospesi in un momento eterno.

Antonio Conte
Conte dipinge con la pulsione viscerale del pensiero, il pennello è un prolungamento del suo essere, a volte spensierato, a volte taciturno.
Nelle opere sono le grandi campiture energiche a farla da padrone: il colore impressionista che descrive la realtà lascia spazio alle campiture espressioniste, descrittive del sentire. L’accostamento sinergico dei colori lo avvicina al primo Kandinskij per quanto riguarda la potenza volumetrica delle macchie colorate, mentre i rapporti tra i colori, compatti ed intensi, la pennellata larga e morbida, lo avvicinano alla prima fase pittorica di Kirchner. Fino a questo momento, in Conte non si è manifestata la volontà di sintetizzare la sua tecnica con l’esecuzione geometrica, ma si concentra sulla potenza espressiva del colore primo e puro, la cui stesura lascia sulla tavola spazi vuoti, che rimarcano il gesto dinamico del dipingere.

MICHELA MALISARDI

''Maestro della luce, Egidio Scardapane grazie alla sua raffinata creatività crea immediatamente in chi osserva, il desiderio di interpretare i significati delle sue opere.

Con i suoi dipinti suscita un risveglio emotivo, che consente di interpretare gli stati d'animo dell'artista di fronte alla natura e al mondo che lo circonda.Una pittura che spazia nei meandri dell'inconscio e perciò sviluppa una costante quanto sofferta,ricerca di un equilibrio che tende a penetrare i misteri dell'essere''.

PIETRO LISAINDRINI

Inaugurazione 13 giugno

Agriturismo Olimpo
Villa Santa Maria (CH) Abruzzo Italia
Contrada Montebello, 4

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