Catartica Arte Contemporanea
Torino
Via Garibaldi, 9/bis
011 19707864 FAX 011 19707865
WEB
Los Angeles Arcabuceros
dal 17/11/2005 al 6/12/2005
Martedi', Giovedi', Venerdi' dalle ore 15 alle 19
WEB
Segnalato da

Vito Raimondi



approfondimenti

Allegra Alacevich



 
calendario eventi  :: 




17/11/2005

Los Angeles Arcabuceros

Catartica Arte Contemporanea, Torino

Arte cuzquena del XXI secolo. Tra le iconografie piu' amate della pittura andina sin dal periodo vicereale, gli angeli boliviani e peruviani appaiono unici per resa e soggetto. In mostra un'intera compagnia di 'Angeles Arcabuceros'.


comunicato stampa

Arte cuzquena del XXI secolo

Trasvolando l’Atlantico, uno stormo di angeli è calato dalle altitudini andine per esibire agli occhi stupefatti degli italiani trine fruscianti e ali screziate come arcobaleni. Armata d’archibugi e d’alabarde, questa milizia celeste reclutata per scacciare a fucilate i dèmoni del paganesimo dalle vette d’America, sfila in parata con la fastosa bellicosità degli eserciti barocchi.

Tra le iconografie più amate e caratteristiche della pittura andina sin dal periodo vicereale, gli angeli boliviani e peruviani appaiono unici per resa e soggetto. I testi che ne influenzano le sembianze sono quelli di Antonio Ruiz de Montoya di Lima e di Dionigi l’Areopagita che, nel De coelesti hierarchia, suddivide gli angeli in tre gruppi: serafini, cherubini e troni; dominazioni, virtù e potenze; principati, angeli e arcangeli.

A qualsivoglia gerarchia appartengano, che siano vestiti con costumi da soldati seicenteschi e muniti di armi da fuoco o che au contraire indossino indumenti femminili corti e calzino coturni romani, ciò che li accomuna è l’apparenza asessuata e giovanile. Le serie di angeli, paladini di quella devozione popolare che avrebbe visto gli esseri celesti scalzare i fenomeni naturali, compaiono nel vecchio continente nella prima metà del Seicento e migrano intorno al 1660 verso l’America del Sud, con destino il territorio che si estende dal nord del Perù all’Argentina settentrionale; La Paz e Cuzco diventano loro patrie d’elezione, centri di maggiore diffusione. La tendenza in voga all’epoca era quella di presentarli in compagnia di santi e Madonne.

Sebbene il Concilio tenutosi a Roma nel 745 e quello di Aquisgrana del 789 respinsero l’uso dei nomi degli angeli - tranne Michele, Gabriele e Raffaele, citati nella Bibbia -, la religione andina ne comprese un lungo elenco, tratto dal Libro dei vigilanti dell’apocrifo di Enoc; reincarnazioni creole dei terribili angeli dell’antico testamento, agli antipodi rispetto agli angioletti che invadevano le volte e le facciate del Barocco italiano, erano Jahiel, Teadquiel, Zadquiel, Osiel, e ancora – solo per citarne alcuni - Alamiel, Laeiel, Baradiel, Baraquiel, Galgadiel, Kokbiel, Laylahel, Matariel, Ofaniel, Raamiel, Raaziel, Rhatiel, Ruthiel, Salgiel, Samziel, Zaamael, Zaafiel, Zawael e Ziquiel. Nonostante l’improbabile parentela delle schiere angeliche del Bel Paese e di quelle andine, fu proprio un episodio italiano a riportare in auge la credenza in tali esseri celesti: nel 1516, a Palermo, dall’intonaco della chiesa di Sant’Angelo emerse un affresco che rappresentava sette arcangeli. La scoperta destò scalpore, contribuendo a dar vita alle serie angeliche spagnole e poi a quelle sud americane.

Tuttavia in Italia non solo non sussiste una simile iconografia, ma è anche poco nota. Intento dell’esposizione è colmare tale lacuna proponendo una selezione accurata e completa dei lavori provenienti dalla Escuela Cuzqueña, con i suoi maestosi angeli e le sue splendide Madonne.

La mostra prevede in particolare l’esposizione di un’intera compagnia di incantevoli Angeles Arcabuceros: vestiti con indumenti militari, impugnano fucili in disparate posizioni. Il loro costume è quello dei fanti della soldatesca spagnola dell’epoca: colletto in stile Van Dyck e veste a maniche corte, cotta lunga, calze, calzini e scarpe. Il capo è adornato di un grande cappello con piume e nastri. Agli Archibugieri si accompagneranno arcangeli e serafini e, come vuole la tradizione, alcune celebri Virgen, quali la Filandera e le sfarzose Madonne de Cocharcas e de Belen.
Allegra Alacevich

Inaugurazione: 18 novembre

Catartica Arte Contemporanea
Via Garibaldi 9/bis - Torino

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