Museo Diocesano
Acerra (NA)
piazza Duomo
WEB
Felice Spera
dal 10/3/2008 al 26/3/2008
33 38716752

Segnalato da

Mascia Cristian



approfondimenti

Felice Spera



 
calendario eventi  :: 




10/3/2008

Felice Spera

Museo Diocesano, Acerra (NA)

In mostra incisioni e lavori a rilievo a tema sacro. Nelle sue opere grafiche l'artista si accosta spesso a temi e personaggi anche solo moralmente sacri, come i bambini o particolari fatti di cronaca.


comunicato stampa

In un momento in cui l’arte contemporanea è piu’ indirizzata al concettuale, alla rappresentazione mentale piuttosto che al manufatto , al multimediale , alla sperimentazione di materie e materiali , qual è il motivo che spinge un giovane artista ad una produzione così fortemente plastica e figurativa?

Nell’ambito della storia dell’arte e’ stato rappresentato tutto e il suo contrario, la sola materia e il vuoto , la figura , come voglio sottolineare con le mie opere e’ stata visitata , rivisitata , distorta , ma non ha ancora finito di raccontarsi . Per quanto l’ opera scultorea sia per definizione opera statica , i miei soggetti restano , si , fissati nella materia ma sembrano affiorarne lentamente e lentamente vivere una parabola dinamica nei gesti e nei propri tratti , sussurrare una pulsione. Io li fotografo , mostrando il gesto scultoreo , che solo lievemente li definisce, in una sorta di action painting applicato alla scultura , per questo le mie figure appaiono imprecise nei tratti, come sospese tra una pennellata di materia e la successiva . Ho optato per un tipo di arte lontana dal linguaggio artistico contemporaneo , eseguita con tecniche tradizionali ma anche accademiche , seppure con una voluta imperizia formale .

Pur essendo classiche nei contenuti , le tue opere appaiono , appunto , innovative nella resa visiva e vi si nota comunque una traccia consistente di realtà . Il sacro incontra il profano ?

Nelle incisioni e nei lavori a rilievo a tema sacro , i soggetti e gli sfondi sono molto evidentemente riconducibili alla mia realtà sociale , comunicano tutta la loro sofferenza e l’ ansia di riscatto e riportano nei luoghi ai quali sono destinati tutta la sacralità del tema narrato .

Nella prossima personale , al Museo diocesano di Acerra i soggetti saranno ancora legati all’iconologia sacra ? E in cosa consiste la loro attualità ?

Mi accosto spesso a temi e personaggi anche solo moralmente sacri, come i bambini Io scelgo i soggetti o i sogetti scelgono me , attirano la mia attenzione , la mia sensibilià di artista , ma hanno sempre lo stesso fondamentale punto in comune : sono una sostanza anch’essa malleabile , a mio avviso , che mi permette di evocare la storia recente, innestandola sul passato.
Dove per storia recente intendo i fatti di cronaca più o meno forti che appartengono alla realtà della provincia di Napoli o della provincia del mondo , in una identità di costumi morali che nel bene e nel male la globalizzazione ha portato con se’ ; dove come passato intendo il carico di fatti , di eventi ,di esperienza, che ogni personaggio conosciuto come classico della agiografia o della storia anche recente di un popolo, deve ancora narrare. Cassa di risonanza, insomma , avviso allarmato sui ricorsi storici .

Come sono iniziati i tuoi rapporti con la committenza di Citta’ del Messico ?

Il mio rapporto con la diocesi di Città del Messico è nato per il casuale incontro tra le mie opere e il rettore della basilica di Guadalupe , Mons. Don Diego Moroy Ponce . Mi sono state commissionate opere destinate nella Basilica e al Museo della Basilica della Guadalupe, al Museo di Quiroga nello Stato del Michoacan. Nei miei viaggi in Messico mi sono spesso imbattuto in una delle icone più ricorrenti e venerate in quei luoghi : la Vergine della Guadalupe . Un’ immagine che riscuote grandi tributi di devozione e che vede la sua nascita, come icona sacra, intorno alla meta’ del ‘5OO , tutti ne conoscono la genesi ed io ho fatto personali ricerche per risalire alla sua prima rappresentazione. Ho cosi’ scoperto che la prima immagine della Vergine della Guadalupe è per così dire , il corrispondente Mariano della sacra Sindone , o del velo della Veronica, ma impressa per miracolo , così il racconto popolare , nel mantello di un popolano del 5OO di nome Don Juan . Il disegno insomma c’era già , bisognava solo dargli la tangibilità della scultura . Il fascino per la storia che accompagna questa Madonna mi ha portato a farne una prima serie di quattro riproduzioni scultoree , destinate poi a collezioni private . Quindi ancora una volta è stato un soggetto a scegliere me come scultore , per definire cio’ che la mano dell’uomo può comunque solo abbozzare .

Museo Diocesano
piazza Duomo - Acerra (NA)
Ingresso libero

IN ARCHIVIO [2]
Arte e Fede
dal 29/5/2013 al 15/6/2013

Attiva la tua LINEA DIRETTA con questa sede