Studio EMP - Experimental Meeting Point
Roma
via del Conservatorio, 69
06 97612687

Sergio Fasciani
dal 16/4/2008 al 29/4/2008
10-13, 17-20, chiuso domenica e lunedi
WEB
Segnalato da

Hary Daqua



approfondimenti

Sergio Fasciani



 
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16/4/2008

Sergio Fasciani

Studio EMP - Experimental Meeting Point, Roma

Tutta un altra vita, forse tutto un altro mondo. Fotografia. L'obiettivo dell'autore gioca con oggetti ai quali egli dona una vita propria ed un comportamento tipico dell'essere umano, al fine di esprimere la propria visione critica del mondo.


comunicato stampa

L'obiettivo dell'autore gioca con oggetti ai quali egli dona una vita propria ed un comportamento tipico dell'essere umano, al fine di esprimere la propria visione critica del mondo. Gli oggetti inconsciamente prescelti dell'autore, sono tutti di vetro, alludendo forse alla fragilità dell'essere umano. Attraverso tredici immagini, recanti una didascalia alla maniera di un fotoromanzo, Fasciani narra una storia, che non ha nulla di straordinario (se non una ''resurrezione'') giungendo però, inaspettatamente e non senza una sorta di incanto, ad una feroce critica - assolutamente puntuale, consapevole e univoca - al comportamento umano.
Valerio de Filippis

Questa Vita, morte e reinvetrazione di un bicchiere, narrata/fotografata da Sergio Fasciani mette in movimento, dunque in pericolo, ciò che, per esempio nei quadri di Giorgio Morandi e nelle foto di Herbert List era immobile, al sicuro. E’ un gioco duro e comune quello in cui Fasciani getta il suo bicchiere: lo espone ai desideri, alle tentazioni, al suo inesorabile Karma, visualizzando i tredici “atti”, i rintocchi della sua passione con un senso del colore, della luce e delle invenzioni formali purissimo e sontuoso. Da quella vita breve estrae tutti i bagliori che può una caccia alla bellezza futile, e una saturazione di toni che corrisponde alla sollecitazione psichica e sensuale delle situazioni e delle attrazioni. Piccolo apologo, concentratissima parabola.

Ci sintonizza fulmineamente con il richiamo dell’esistenza, con la sua (vitrea?) trasparenza e fragilità, con l’inevitabile ma così transitorio e mutevole attaccamento alle cose, alle passioni. E anche con la consapevolezza che mai tutto è perduto. Lo fa con precisione e leggerezza. Il finale di partita è esemplare: dopo la caduta, dalle stesse schegge e sostanze della fine, da quello splendore in frantumi (e qui il pensiero orientale segnalerebbe quanto una semplice brocca rotta sia preziosa nel rendere chiare l’impermanenza e la vacuità del mondo) un residuo di esperienza, una specie di invisibile campo magnetico, un’energia non distrutta passa in una forma nuova. Quel bicchiere non era mica così trasparente in fondo: rifletteva innumerevoli immagini, un mucchio di storie. Era il nostro specchio. Marco Di Capua

Studio EMP - Experimental Meeting Point
via del Conservatorio, 69 - Roma
Orario: dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 Chiuso domenica e lunedi
Ingresso libero

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