Galleria Vittoria
Roma
via Margutta, 103
06 36001878 FAX 06 3242599
WEB
L'incontro
dal 30/1/2009 al 4/2/2009
lun-ven 15-10, dom e mattina su appuntamento

Segnalato da

Tiziana Todi



approfondimenti

Paolo Amodeo
Tiziana Todi



 
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30/1/2009

L'incontro

Galleria Vittoria, Roma

Omaggio a Paolo Amodeo. "Le sue figure ancestrali, evocative, ora danno le spalle al sole, ora hanno uno slancio verso l'azzurro, ora sono diafane nel corpo, avvolte dai lunghi capelli".


comunicato stampa

A cura di Tiziana Todi

Il modo migliore per ricordare Paolo Amodeo, autentico e poliedrico artista - fiaccola spentasi troppo presto - è percorrere le tappe della sua breve, ma intensa vita. Riandare alle tantissime cose che ha lasciato e cercare, attraverso le sue molteplici passioni, di entrare nel suo fecondo e creativo universo.

Universo ricco di “pathos” e di “logos”, nel quale la musica, la pittura, la poesia, la fotografia, vivono in simbiosi: nella consapevolezza che una profonda sensibilità come la sua sia “fuori” da questa moderna collettività in crisi e che il suo spirito libero, immerso in problemi filosofici–esistenziali, gli faccia considerare la realtà “transitoria”. Nelle opere pittoriche la sua é una ricerca autonoma, imperniata in una narrazione onirica con le figure tendenti ad una astrazione lirica, quasi accennate, luminose, sospese in una dimensione metafisica, ferme nello spazio; sintesi poetica legata all’immaginario, nel quale il segno essenziale sembra sempre inseguire la luce.

Le sue figure quali ancestrali, evocative, ora danno le spalle al sole, ora hanno uno slancio verso l’azzurro, come in “amore”, ora sono diafane nel corpo, avvolte dai lunghi capelli. Paolo ritrae (come ne “L’aurora” o ne “L’abbraccio” dai contorni rosa) immagini tratteggiate da pennellate che attraverso il colore caldo, personale assumono una vitalità spiritualizzata e sembrano muoversi come in una lieve danza nell’aria.

Anche l’uomo e l’animale attraggono la sua creatività, così ne “La siesta” così ne “L’incontro”. Nei ritratti ora immobili, ora più distesi e soprattutto negli “autoritratti”, con segno sembra scavare per fare emergere la sua personalità segreta, palpitante di musica e di poesia che viveva per l’amore, per l’amicizia, per la bellezza della natura, per le emozioni che la musica riesce a dare all’anima. In un’epoca così carente di creatività sincera, vera, non ci si può dimenticare della presenza sulla terra di questo giovane che con le sue tante opere ha lasciato un’impronta indelebile.

Anch’io che non l’ho conosciuto mi porterò negli occhi le sue figure morbide, solari, il sorriso leale del suo autoritratto e nell’anima le sue poesie ed il suo saluto: “Spesso guardo il mare, / mi parla della vita/ ed io lo ascolto leggero: / allargo le braccia, / chiudo al sole gli occhi, / ma egli oltrepassa le mie palpebre/ e divento sabbia / e divento mare / ed il verso del gabbiano mi vola dentro / portandomi di diritto nell’azzurro Dio.

Inaugurazione sabato 31 gennaio ore 18

Galleria Vittoria
Via Margutta, 103 Roma
ingresso libero

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