Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso
Genova
via Garibaldi, 18
010 2476351 FAX 010 2475357
WEB
Anna Pieri Brignole-Sale
dal 28/4/2010 al 17/7/2010
mart-ven 9-19; sab e dom 10-19

Segnalato da

Massimo Sorci - Palazzo Ducale Genova




 
calendario eventi  :: 




28/4/2010

Anna Pieri Brignole-Sale

Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso, Genova

La cultura di una regina tra repubbliche e imperi. In mostra i ritratti, gli oggetti personali, parte degli arredi e alcuni degli splendidi libri appartenuti alla gentildonna che, sposatasi nel 1783 con Anton Giulio III Brignole-Sale, fu una delle protagoniste della societa' genovese dell'Antico Regime ormai al tramonto.


comunicato stampa

In mostra i ritratti, gli oggetti personali, parte degli arredi e alcuni degli splendidi libri appartenuti alla gentildonna che, sposatasi nel 1783 con Anton Giulio III Brignole-Sale, fu una delle protagoniste della società genovese dell’Antico Regime ormai al tramonto.

Proprio in virtù del ruolo di spicco assunto in città venne soprannominata “la regina Anna”. Una “sovrana” molto particolare, in una Repubblica dove, proprio nel salotto da lei aperto nel suo appartamento, la cultura illuminista teneva banco e ed ebbero spazio le prime idee rivoluzionarie arrivate dalla Francia.

Agli interessi per la letteratura, il teatro e l’arte, aggiunse quello per la politica in tempi assai burrascosi che la videro protagonista in linea col mutare dei tempi, visto che in piena età napoleonica la si ritrova dama di palazzo e contessa dell’Impero. La sua parabola si affiancò a quella di Bonaparte: seguì Maria Luisa d’Austria a Vienna, dove morì nel 1815.

Segno fortissimo del suo spirito è l’inventario della ricca biblioteca personale, che esordisce con i trentasette volumi delle opere di Jean-Jacques Rousseau.

La mostra è aperta a Palazzo Rosso fino al prossimo 18 luglio.

Anna Pieri Brignole-Sale

Nata a Siena il 9 maggio 1765 da una famiglia ascritta al patriziato cittadino solo da dodici anni, Anna Pieri, della cui educazione nulla al momento si sa, doveva aver conosciuto il futuro marito, Anton Giulio III Brignole-Sale (1764-1802), durante gli studi che, secondo la consuetudine della casata genovese, quest'ultimo aveva compiuto nella città toscana, al collegio Tolomei. Questa circostanza e la relativa autonomia in campo matrimoniale che al giovane rampollo - unico erede maschio - doveva derivare dall’essere orfano di padre dall’età di dieci anni inducono a credere che l'unione non sia stata combinata, ma piuttosto conseguenza di sentimenti liberamente corrisposti.

Il matrimonio venne celebrato a Siena il 2 marzo 1783 e, secondo l’uso, vennero pubblicati componimenti poetici scritti per l’occasione. Dal capoluogo toscano gli sposi presero la via di Genova solo alcuni mesi più tardi, e in una sorta di viaggio di nozze, ma in compagnia del padre e di due zii della Pieri, toccarono Firenze, Bologna, Parma e Alessandria per arrivare a destinazione l’8 ottobre, dove lo sposo aveva predisposto fossero accolti da “una prima banda de’ suonatori” e una “seconda banda venuta in appresso”. Seguirono altre feste, per ufficializzare l’ingresso nella società genovese di Anna Pieri, tra le quali quella in cui le venne dedicata la rappresentazione dell’opera “la Ballerina onorata”.

La principale sorpresa riservata alla sposa fu però la preparazione, avvenuta a tempi forzati nei mesi precedenti, di un nuovo appartamento ricavato all’ultimo piano di Palazzo Rosso. La progettazione di questi spazi, il disegno degli arredi, la scelta di alcuni degli artisti chiamati a decorare le sale e la direzione dei lavori spettò a Gaetano Cantoni, valente fratello del più noto Simone.

Di tutti questi interventi sopravvive purtroppo solo una parte, poiché dopo i gravi danni della II Guerra Mondiale, nel corso degli anni Cinquanta venne deciso di non recuperare quanto sopravvissuto alla distruzione di due delle sale, ma le informazioni e la documentazione fotografica disponibili permettono di comprendere come i contenuti iconologici degli affreschi di quelle sale fossero di vaga impronta illuminista, ovvero rispondenti alle idee della maggior parte dei frequentatori del salotto letterario presto apertovi dalla neo marchesa Brignole-Sale, che si dilettava di poesia ma si interessava anche di politica.

Non è noto in che misura Anton Giulio III condividesse le scelte culturali della moglie, ma certo è comunque che una grande affinità si stabilì per qualche anno tra la gentildonna e il sessantenne barone svedese Georg Wrangel (1728-1795), ambasciatore di Gustavo III in Italia e allora residente a Genova. Sono prova di questo rapporto, quanto meno intellettuale, i diversi libri e gli album di incisioni di Piranesi donati alla dama dal diplomatico con deferenti dediche e il bel ritratto dell'austriaco Anton von Maron che lo effigiò in una tela che sembra concepita en pendant a quella della stessa Anna Pieri Brignole-Sale.

Documentano altresì la diretta presa di contatto della gentildonna con la cultura francese del suo tempo le due edizioni delle opere di Jean-Jacques Rousseau che aprono l'inventario dei suoi libri, dove figurano peraltro anche l'opera completa di Voltaire e le Lettres di Mirabeau, e il delizioso piccolo dipinto in cui Antoine-Jean Gros ritrasse Anna Pieri Brignole-Sale con i figli Ridolfo, Antonio, Pellina e Caterina, ed eseguito nel 1799, ovvero durante l'ultimo e più breve soggiorno dell'allievo di David a Genova.

Rimasta vedova nel 1802, Anna ebbe l'intera responsabilità nella conduzione della famiglia e del patrimonio. E se in realtà a Genova era abbastanza consueto che una donna potesse doversi occupare dell'amministrazione di beni e capitali, era piuttosto la situazione contingente europea - si era nel pieno dell'epopea napoleonica - a rendere più difficile questo compito. Come già in occasione di precedenti assenze del marito, copialettere e contratti d'affitto cominciano quindi a portare la sua firma e sono quindi sua diretta committenza anche lavori che forse in ogni caso si sarebbero imputati alle sue idee, come per esempio la risistemazione del teatro della villa di Voltri.

Svolgendo come sempre un ruolo da protagonista, e nell'intento di assicurare un prestigioso futuro ai Brignole-Sale, Anna Pieri Brignole-Sale decise quindi di dare un seguito coerente alle scelte politiche fino a quel momento operate e legò definitivamente il suo destino a quello di Napoleone, sicché nel 1805, dopo aver fatto parte della deputazione genovese che si era recata a chiedere al neo imperatore l'unione della Repubblica di Genova alla Francia, mise a disposizione Palazzo Rosso per la firma dell'atto ufficiale che sancì la devoluzione; dal 1807 si trasferì di nuovo a Parigi dove ottenne la qualifica di dama di palazzo prestando servizio a Saint Cloud, al Trianon, a Compiégne; e nel 1810 venne investita del prestigioso titolo di Contessa dell'Impero.

Alcuni doni dell’imperatrice attestano il suo ruolo a corte, e seguendo per intero la parabola napoleonica, Anna Pieri Brignole-Sale fu tra le pochissime dame al seguito di Maria Luisa d'Austria nel penoso viaggio da Parigi a Vienna dopo la prima sconfitta di Napoleone. Ma di lì a qualche mese, peggiorate fortemente le sue condizioni di salute, si spense per malattia a Schönbrunn il 2 aprile 1815.

Inaugurazione 29 aprile 2010, ore 17

Musei di Strada Nuova - Palazzo Rosso
via Garibaldi, 18 - Genova
Orario: da martedì a venerdì 9-19; sabato e domenica 10-19

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