Accademia di Francia - Villa Medici
Roma
viale Trinita' dei Monti, 1
06 6761291, 06 67611 FAX 06 69921653
WEB
La pesantezza e la grazia
dal 10/10/2010 al 1/1/2011
mart-dom 13-19, giov 13-23

Segnalato da

Ludovica Solari




 
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10/10/2010

La pesantezza e la grazia

Accademia di Francia - Villa Medici, Roma

In mostra le opere di 5 artisti internazionali attorno al tema dell'astrazione: Emanuele Becheri, Callum Innes, Georges Tony Stoll, Emmanuel Van der Meulen e Marthe Wery. Questi autori incarnano quello che Eric de Chassey, curatore della mostra, definisce 'astrazione spiritualizzante'. Le opere esposte sono particolarmente in sintonia con il pensiero di Simone Weil dai cui scritti e' ispirato il titolo dell'esposizione.


comunicato stampa

a cura di Éric de Chassey Da martedì 12 ottobre 2010 a domenica 2 gennaio 2011, l’Accademia di Francia a Roma presenta la mostra La pesantezza e la grazia, Astrazioni e spiritualità - realizzata in collaborazione con il Collège des Bernardins a Parigi - che riunirà le opere di cinque artisti internazionali attorno al tema dell’astrazione: Emanuele Becheri, Callum Innes, Georges Tony Stoll, Emmanuel Van der Meulen e Marthe Wéry.

Questi artisti non hanno in comune solo l’appartenenza alla tradizione astrattista, ma incarnano quello che Éric de Chassey, curatore della mostra, definisce “astrazione spiritualizzante”. Non si tratta di astrazione spirituale, ossia un’astrazione il cui contenuto sia esplicitamente spirituale e dove l’artista, con il suo lavoro, intenda rappresentare la sfera dell’invisibile, del metafisico, del trascendente. Qui la preoccupazione dell’artista è invece rivolta direttamente alla materia, destinata in seguito a produrre un effetto sullo spettatore. La materia lo introduce a una dimensione spirituale, non determinata precedentemente.

Le opere esposte sono particolarmente in sintonia con il pensiero di Simone Weil dai cui scritti è ispirato il titolo della mostra: La pesanteur et la grâce. Gli artisti si ritraggono e rimane il lavoro della materia in sé. Essi hanno dunque la comune convinzione che la grazia si possa trovare attraverso la pesantezza; le loro opere nascono dalla manipolazione di materiali grezzi e sono il risultato finale di una condizione in cui l’artista ha abbandonato il proprio ‘mestiere’, per lasciare ai materiali stessi il ruolo di protagonisti. Offrono il loro sguardo e lo condividono con il pubblico tramite le opere proposte, aperte a un’interpretazione libera e orientata semplicemente da ciò che lo spettatore avrà di fronte agli occhi e al corpo.

EMANUELE BECHERI
Nato nel 1973, vive e lavora a Prato in Toscana. «L’insieme del mio lavoro, dal 2004 a oggi, si costruisce sulla idea del disegno in senso esteso. Considero i miei lavori, non solo le opere su carta ma anche le sculture, i video, le fotografie, i progetti sonori e altro, come ulteriori forme di disegno. Il rapporto con questa disciplina non è di ordine tecnico, ma dei sensi».

CALLUM INNES
Nato nel 1962, vive e lavora a Edimburgo. Callum Innes lavora sulla rimozione della materia nei suoi dipinti, «facendo» un quadro per poi «disfarne» la sostanza, usando ad esempio la trementina, per lavorarla e farla apparire. «Se i lavori dell’artista espongono, allora non rappresentano mai. Il loro scopo non è quello di esporre un oggetto in sé, o come è stato fatto (...). Lo scopo è quello di esporre il fatto di dipingere in genere. E anche – e sempre – di esporre il “sé”, quello dell’artista e quello dello spettatore». Éric de Chassey

EMMANUEL VAN DER MEULEN
Nato nel 1972, vive e lavora a Parigi. «Nella condivisione formale con lo spettatore, queste poche semplici forme (stesure di colore quadrangolari) sono il minimo che si possa riconoscere. Esse si danno a vedere immediatamente e subito si può passare ad altro. Si può andare oltre l’aspetto riconoscibile di ciò che è dato da vedere sulla tela e arrivare all’esperienza del quadro in se stesso. Concepisco l’esperienza della pittura come un’esperienza condivisa, anche se colui o colei che si troverà di fronte alla tela vi si confronterà solo in un secondo momento. Considero che la mia posizione e quella dello spettatore siano intercambiabili. Se mi pongo in questo modo di fronte a un quadro è per far sì che altri possano farlo a loro volta.» Emmanuel Van der Meulen.

GEORGES TONY STOLL
Nato nel 1955, vive e lavora a Parigi. Georges Tony Stoll inizia la sua carriera come pittore e successivamente come scenografo cinematografico. «Georges Tony Stoll parla della propria pratica artistica, in ogni sua manifestazione, come dell’esplorazione di un territorio, che egli definisce “territorio della astrazione” e descrive come un “buco nero, che posso individuare tra realtà e finzione, ma del quale mi è impossibile descrivere i limiti, le forme, gli scambi” o come quel luogo “ove ogni fenomeno si ricongiunge e impone la reazione, la contraddizione e quindi l’invenzione” [...]. Si induce dunque ad attingere dentro se stesso ciò che poi traduce in immagini, non certo in maniera ostile verso il mondo, ma piuttosto in una relazione con il mondo in cui esso viene digerito dalla propria soggettività».Éric de Chassey

MARTHE WÉRY
Nata nel 1930 a Etterbeek (Belgio), deceduta nel 2005. Lavorando principalmente a Bruxelles, Marthe Wéry è stata anche professore in numerose scuole d’arte in Belgio e in Francia, paesi che ospitano regolarmente sue mostre. Ha rappresentato il Belgio alla Biennale di Venezia del 1982. «[...] Per Marthe Wéry non si è mai trattato di cogliere l’infinito, bensì di lasciare la pittura aperta, non-finita in se stessa; non le è stato necessario rifiutare d’essere pittore di grido, ma semplicemente ha continuato a produrre opere che fossero accoglienti per l’altro, che non gli si imponessero, pur proponendogli qualcosa – un senso, una direzione.»Éric de Chassey

IL CATALOGO
La mostra La pesantezza e la grazia, Astrazioni e spiritualità sarà accompagnata da un catalogo trilingue (francese, italiano e inglese) edito da Drago, con i testi di Éric de Chassey, Gianni Vattimo, Philippe Sers, Fanny Drugeon e un contributo di Emmanuel Van der Meulen.

Info stampa: Ludovica Solari
Tel: +39 06 67 61 291 Fax: +39 06 67 61 243 e-mail: stampa@villamedici.it

Immagine: Marthe Wéry - Tour et Taxis, 2001; 260 x 150 cm; acrylique sur dibond, 7 panneaux / acrilico su dibond, 7 pannelli / acrylic on dibond, 7 panels.
© Collection privée / collezione privata / private collection

Inaugurazione Lunedì 11 ottobre 2010, ore 18.30 - 21

Accademia di Francia a Roma - Villa Medici
Viale Trinità dei Monti, 1 Roma
Orari: da martedì a domenica 13 – 19 / giovedì 13 – 23
Chiusura: lunedì
Ingresso: 8 euro (intero) – 5 euro (ridotto)
3 euro (meno di 25 anni)
11 euro (biglietto cumulativo per la mostra e la visita dei giardini)
Ingresso gratuito per i minori di 10 anni.

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