Scultore micro-mega. 'Lavorando l'argento, l'oro e qualche volta il platino' - racconta l'artista - 'ho acquisito grande padronanza. Partendo dalla forma di alcuni gioielli ho ricavato sculture anche di sei metri, e viceversa'.
Scultore di astratte forme imponenti o designer di piccoli, raffinati gioielli dai mobili meccanismi ad incastro, Antonio Borrelli ha costruito la sua poetica nell’accezione del “saper fare”, in modo tale che mai l’ispirazione o la sensibilità prendessero il sopravvento sull’abilità. Il suo passare dalle megastrutture monumentali alle microstrutture dell’oggetto d’uso o del gioiello è una particolarità unica nell’arte del Novecento: se volessimo trovare un precedente dovremmo rifarci all’epoca prerinascimentale e ad artisti come Benvenuto Cellini
Nato orafo, pensando al gioiello, all’ornamento femminile, è stato sempre in grado di “pensare in grande”, senza difficoltà: «Lavorando l’argento, l’oro e qualche volta il platino – racconta – ho acquisito grande padronanza. Partendo dalla forma di alcuni gioielli ho ricavato sculture anche di sei metri, e viceversa». Per quanto sia per sua natura sfuggente come tutte le definizioni, il termine di artista micromega può descrivere la ragion d’essere e il travagliato percorso di chi si è posto il problema di una compiutezza formale che si affermasse oltre le modalità di impiego dell’arte plastica e oltre il funzionamento dell’oggetto ornamentale.
Mario Franco
Inaugurazione: 15 ottobre alle ore 17
Castel dell'Ovo - Sale I e II livello
via Caracciolo di Bella (Borgo Marinari) - Napoli
Orario: lunedì - venerdì 15.00/19.00
sabato- domenica 10.00 /13.00