Fondazione Bevilacqua La Masa - Palazzetto Tito
Venezia
Dorsoduro, 2826 (Palazzetto Tito)
041 5207797 FAX 041 5208955
WEB
Lucio Schiavon
dal 20/10/2010 al 13/11/2010
merc-dom 10.30-17.30, lun e mart chiuso

Segnalato da

Studio Pesci



approfondimenti

Lucio Schiavon



 
calendario eventi  :: 




20/10/2010

Lucio Schiavon

Fondazione Bevilacqua La Masa - Palazzetto Tito, Venezia

La gemella diversa. Personale dell'artista, illustratore e designer veneziano. Il progetto espositivo nasce da un'attenta e sensibile riflessione sulle profonde trasformazioni che sta subendo Venezia intesa come citta' 'metropolitana': un cambiamento che ripropone il rapporto tra il centro storico lagunare e la terraferma. Il salone di Palazzetto Tito da' il via alla visione di Venezia e Mestre unite; una grande stampa rappresenta infatti l'unione delle due citta' viste dall'occhio del visitatore come un'anima sola.


comunicato stampa

La Fondazione Bevilacqua La Masa è lieta di annunciare “La gemella diversa”, personale di Lucio Schiavon, artista, illustratore e designer veneziano, che sarà ospitata nelle sale di Palazzetto Tito dal 22 ottobre al 14 novembre 2010.

Il progetto espositivo nasce da un'attenta e sensibile riflessione sulle profonde trasformazioni che sta subendo Venezia intesa come città “metropolitana”: un cambiamento che ripropone il rapporto tra il centro storico lagunare e la terraferma. Una relazione complessa collega le aree di Mestre e Marghera al centro storico: si tratta dell'unica vasta periferia urbana separata da un così ampio spazio acqueo dalla sua controparte, dal suo centro. I mezzi di comunicazione le uniscono pur essendo morfologicamente distanti e con una vita propria.

Schiavon, che definisce se stesso un “creatore di immagini”, riflette sul dilemma identitario di chi si sente veneziano ma vive sulla terraferma. Così l'artista immagina gli skyline di Mestre e Marghera, ormai parte integrante dell'immagine di Venezia metropolitana.

Una visione che è anche spaesante. Perdersi in una città unica ma diversa è come perdersi in un labirinto fatto da profili e perimetri contrastanti tra loro. Attraversare un ponte, sia da Mestre che da Venezia, significa cambiare prospettiva e abitudini. I veneziani si perdono nelle architetture di Mestre, nelle sue strade con le automobili e in semafori. E' la loro città ma non si trovano a proprio agio: a ricordare a se stessi e a chi li guarda che sono dei “pesci fuor d'acqua” sono le caratteristiche storiche e commerciali di Venezia. La stessa sensazione hanno coloro che dalla terraferma arrivano in laguna e che si trovano spaesati senza i palazzoni, gli autobus e le strade. E così si vedono girovagare tra le calli, in un labirinto che dovrebbe essere anche loro ma che vivono o ricordano poco.

Però in questo sentirsi vicino e lontani c'è della poesia. E' questa la “gemella diversa” soggetto della mostra. L'acqua della laguna riflette due facce della stessa città: da una parte lo skyline di Marghera, delle sue fabbriche unite dalla Torre di Mestre e dall'altra i tetti e le cupole del centro storico che si priva del campanile di San Marco per donarlo momentaneamente alla sua gemella diversa che si trova al di là del ponte della Libertà.

Il salone di Palazzetto Tito dà il via alla visione di Venezia e Mestre unite. Una grande stampa rappresenta infatti l'unione delle due città viste dall'occhio del visitatore come un'anima sola ma diversa per caratteristiche architettoniche e di età storica e culturale. C'é l'isola con i suoi campanili, i suoi palazzi e l'acqua. E poi ci sono le fabbriche, gli stabilimenti, le ciminiere e i palazzoni. Ad unirle, creando un legame fisico, un lungo ponte. Una sorte di cordone ombelicale mai tagliato alla nascita e che fa vivere due gemelle diverse.

Due vite che prendono forza nelle stanze espositive con scene dedicate alla terraferma e al centro storico e alla complessa situazione psicologica degli abitanti che vivono questi luoghi. Temi che lo spettatore può rivivere attraverso delle fiabesche video animazioni prodotte dall'artista che conclude la sua visone con una serie di cartoline di una Venezia del futuro con le nuove opere architettoniche sorte in città o che dovranno essere realizzate nel futuro prossimo.

L’artista
Lucio Schiavon (Venezia, 1976), ha collaborato con Fabrica, il Centro Ricerche sulla Comunicazione del Gruppo Benetton nei dipartimenti Visual Comunication e Comics & Illustration. Durante questa periodo ha contribuito alla realizzazione del progetto "Vision Of Hope" per il magazine "The New Yorker" e di varie iniziative per realtà come El Pais, Reporter sans frontières, Teatro Massimo di Palermo e Unicef. Ha collaborato inoltre con riviste come Internazionale, Specchio della stampa, Linea Grafica e per l'editoria dell’infanzia con Mondadori Ragazzi ed Electa. Ha collaborato con La Biennale di Venezia dove nel 2004 ha ideato e curato la prima uscita dei materiali pubblicitari e promozionali dei quattro Festival Internazionali di Danza Musica Teatro e Cinema. Ha partecipato al concorso “Premio Palinsesto Italia” per la produzione di nuovi contenuti editoriali digitali, proponendo una lettura moderna in chiave interattiva del linguaggio del fumetto raccogliendo una menzione speciale per l’efficace innovazione grafico-linguistica. Ha ideato e progettato una nuova linea di personaggi per la collezione zaini scuola Invicta. Crea grafiche per lo sport nell’ambiente dello snowboard. I suoi lavori sono stati esposti in due collettive di Fabrica: in Giappone a Tokio e Osaka nell’ambito della mostra "From chaos to order and back" e a Barcellona con l’esposizione della mostra "Mail me". Ha Pubblicato “Io Hubble...e il cielo”, "Gerardo e strane visioni" per le edizioni Nuages di Milano “Io gran gatta lui e il super”, “El Mostro” ,"Carnet dal Togo".

La Fondazione Bevilacqua La Masa e l’identità di Venezia
La mostra costituisce una riflessione sull'identità e sull'immagine di Venezia, tema che ha contraddistinto un'ampia parte delle attività della Fondazione Bevilacqua La Masa negli ultimi otto anni. Questa filone è stato affrontato da giovani promesse così come da artisti affermati, in modo trasversale rispetto alle discipline: tra gli interventi artistici ricordiamo quelli degli architetti Yona Friedman (2005) e Marjetica Potrč (2010), che hanno immaginato degli ipotetici sviluppi per la Venezia del futuro; quello di Wolfagang Scheppe (2009), studioso della comunicazione, sul tema dell’impatto della migrazione sul tessuto urbano; quello Lucy e Jorge Orta (2005) che hanno portato in galleria un dispositivo per rendere potabile l’acqua del Canal Grande; quello dell'illustratore Lorenzo Mattotti (2009), con i suoi sguardi inediti sulla città; le mostre fotografiche come quella dedicata al manicomio di San Servolo (2009) e quella realizzata per rendere omaggio allo straordinario archivio fotografico di Italo Zannier (2010), volte a rievocare una memoria collettiva della città; mostre dedite alla presentazione di lavori artistici realizzati con il vetro, materiale veneziano per eccellenza, o ancora, dedicate al tema del turismo (2007).

Ufficio Stampa
Giorgia Gallina | Relazioni Esterne
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press@bevilacqualamasa.it

Studio Pesci di Federico Palazzoli
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info@studiopesci.it

Immagine: Lucio Schiavon, Petrol Petrolchimico

Inaugurazione giovedì 21 ottobre 2010 ore 18

Fondazione Bevilacqua La Masa
Palazzetto Tito, Dorsoduro 2826, 30123 Venezia
Orario di apertura: da mercoledì a domenica 10.30 - 17.30 | lunedì e martedì chiuso
Ingresso gratuito

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