Seminario Vescovile di Gravina
Gravina di Puglia(BA)
via Giardini, 18(Ipogeo)
347 6502478 FAX
WEB
Femminile plurale
dal 11/3/2011 al 25/3/2011
tutti i giorni 10-12,30 18-20,30, escluso giovedi pomeriggio e festivi
347 6502478
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Adsum artecontemporanea




 
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11/3/2011

Femminile plurale

Seminario Vescovile di Gravina, Gravina di Puglia(BA)

Maria Addamiano, Massimiliano De Nicolo e Paolo De Nicolo: donne e uomini accomunati nella raffigurazione reale o immaginaria della donna d'oggi. A cura di Luigi Dello Russo.


comunicato stampa

a cura di Luigi Dello Russo

“ Anche adesso, in questa tarda epoca, gli uomini ancora prendono la morte nelle loro capaci mani e ridono affettuosamente delle donne, che preparano giacigli funebri e parlano di resuscitare le particelle di vita nascente abbandonate sulla terra, per magia o pura forza di volontà”
'Le ore'di Michael Cunningham

E' stato questo il destino storico della donna, o meglio della femminilità: dalla troiana Cassandra all'ebrea Anna Frank, dalla romana Cornelia, madre dei fratelli Gracchi, alla napoletana Eleonora Fonseca Pimentel, vittima della repressione borbonica dopo la rivolta del 1798...testimoniare cioè la morte gestita dagli uomini, raccogliere i frammenti organici ed etici della vita, seminarli per farli fecondare più splendidi e vitali che mai. Alla morte voluta ed effettuata dagli uomini ,insomma, opporre la continuità e i valori della vita!

Tutta questa ritualità , nonostante alcuni singoli casi di 'eroine', eretiche ed eversive, fino al '68 ..quando nel generale sommovimento ideologico-comportamentale si innalzò la bandiera delle diversità: globale dei popoli colonizzati, sociale delle classe subalterne, identitaria delle donne e degli omosessuali.

L'arte che è analisi scrutatrice della realtà umana ed incitamento operativo al mutamento non rifuggì dal testimoniare e problematizzare l'evento di questa nuova cultura. Le donne-artiste, che fino ad allora erano state emarginate o del tutto respinte dal territorio della creatività, si affacciarono prepotenti sulla scena per raccontare ed esprimere in proprio la loro condizione recuperando i perduti secoli di silenzio coatto. Che dire di Carla Accardi, Niki de Saint-Phalle, Nan Goldin, Vanessa Beecroft...solo per fare qualche nome più eclatante di questa 'nouvelle vague'?

Bisogna però chiarire che anche l'occhio maschile degli artisti è cambiato da quella fatidica data per cui , più che una contrapposizione belluina di 'maschi contro femmine' e/o viceversa (che domina ancora schematicamente e dogmaticamente nella produzione cinematografica di massa), emerge un altro sguardo , non più prevenuto o limitantesi alla sola sessualità della donna, reale o sublimata che sia, bensì ad una visione o rappresentazione più completa e complessa della figura femminile. E' per questo che la presente mostra è stata denominata 'Femminile plurale'..cioè a dire donne e uomini accomunati nella raffigurazione reale o immaginaria della donna d'oggi.

Le sculture di Maria Addamiano rifiutano il corpo perfetto, levigato, scolpito che si riscontra nella pubblicità dei rotocalchi o nelle trasmissioni televisive. Quelli sono 'corpi-oggetto' (che sono poi l'argomento privilegiato dei mass-media di questi ultimi mesi), indotti a tale condizione per fitness, chirurgie plastiche e cure estetiche: tali immagini si offrono quali osservazioni fenomeniche, immagini fisiologiche e fisiche. E' questo un guardare esterno, mentre l'Addamiano, favorita dalla scelta personale della cartapesta e proprio perciò manipolata e vissuta, crea figure femminili oscillanti tra informali e materiche, ricucendo così la cesura tra apparenza e interiorità . Ne conseguono opere pregnanti di componenti fisiche e psichiche: corpo ed inconscio, macerazione della carne e sofferenza emotiva di donne vere ed autentiche.

I lavori del giovane Massimiliano De Nicolo porrebbero un' annosa questione: dove finisce l'artigianato e dove inizia l'arte? Ma questo è sicuramente un falso problema: entrambe le parole hanno una comune radice, 'art'....ma, con le avanguardie artistiche del secolo scorso e nell' attuale momento dominato dal design, il 'gerere ' art, il 'fare' arte , non è più , o ancora, servirsi di tele, pennelli e colori, ma utilizzare qualsiasi materiale come di qualsiasi gesto per costruire 'oggettività' od esprimere 'soggettività'. Il De Nicolo infatti utilizza l'antica e nobile arte dell'intaglio e dell'intarsio di legni più o meno pregiati per costruire figure di giovanette adolescenti ed esprimere quella 'leggerezza dell'essere' che è propria di quell'età, quando si è, o si crede , di essere parte integrante della natura, di un momento di essa, quello primaverile, il più etereo e svolazzante come una farfalla birichina: è il greco Kairos, l'attimo propizio di bellezza e purezza che non crede, né teme il Kronos, il tempo devastante fino alla distruzione.

Infine Paolo De Nicolo che nella sua maturità coglie delle donne il momento centrale del tempo che fugge: quello della piena floridezza come carne solida e tornita la cui resa naturalistica si accende di bagliori bruciati, evocando messaggi simbolici e perciò di lettura soggettiva. Sono figure di donne-mogli e di donne-madri viste da prospettive inusuali: dall'alto e da particolari angolazioni, che ricordano talvolta le costruzioni postcubiste di Tamara de Lempicka, come ad evidenziarne bellezze nascoste diversamente non godibili. Altre volte invece si lascia andare ad un naturalismo più realistico, come in alcuni accattivanti ritratti apparentemente più oggettivi, ma comunque ricchi di allusioni emotive interiori, sulle orme di Frida Kahlo, soggetto e oggetto della 'magia' femminile.
Luigi Dello Russo

Ufficio stampa: NICOLO’ MARINO CECI
www.retearte.it - adsum.arte@libero.it Tel. 3476502478

Inaugurazione 12 marzo ore 19

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