Koine
Apricena (FG)
Piazza Andrea Costa, 10
0882 642802 FAX 0882 642802

Gianni Atzeni
dal 28/3/2003 al 6/4/2003
0882 642802

Segnalato da

Nando Granito



approfondimenti

Gianni Atzeni
Diego Gulizia



 
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28/3/2003

Gianni Atzeni

Koine, Apricena (FG)

Le antiche fattezze del tempo, incisioni 1995/2002. Opere apparentemente simili si differenziano per poco, per il colore, per la diversa forma organica posta sulla rigida impaginazione quadrata, per una goccia caduta sul bordo che congiunge uguali texture ma dalla marcata variazione tonale o caduta sullo sfondo a diradare la già debole tonalita' cromatica.


comunicato stampa

Le antiche fattezze del tempo, incisioni 1995/2002

Si inaugura sabato 29 Marzo 2003 alle ore 19.30 presso il Centro Artivisive Koiné di Apricena (FG) la mostra personale dell'artista Cagliaritano Gianni Atzeni dal titolo: le antiche fattezze del tempo, INCISIONI 1995/2002, a cura de critico Diego Gulizia.

[..]Non appena ci si pone davanti alle opere di Atzeni la prima cosa che ci viene davanti, al di là dei significati reconditi che possono nascondere le forme, è l'idea del lavoro, della fatica fisica dell'impegno che sta dietro l'attività creativa dell'artista. Di certo dopo un lungo periodo dove il carattere artigiano come supporto dell'attività creativa, è stato messo al bando, dopo che la critica ha osannato a lungo la casualità, la spontaneità, l'azione creativa, l'happening, l'escremento o l'alito prodotto dall'artista, la ricerca di alcuni maestri contemporanei ci sta riportando all'arte che, ripristinando i metodi e i mezzi del passato, ritorna a coniugare la dimensione artigianale con l'azione creativa. Quasi quasi se ne cominciava ad avvertire il bisogno! Quando il gesto immediato, carico di spontaneità traccia grafi o glifi sul foglio o sul piano pittorico rappresenta una dimensione dell'artista che affida alla componente inconscia il massimo della presenza nell'attività creativa e la rappresentazione della poetica dell'artista stesso. In questo caso è possibile inneggiare alla spontaneità, all'ingenuità, all'elementarità del fare pittorico o scultoreo. Ma quando l'artista ritorna a rivestire i panni di artigiano, a produrre arte con tecniche antiche, sapientemente integrate e rimaneggiate, quando il tempo ridiventa una componente fondamentale dell'arte, del fare arte e la tecnica usata non può fare a meno del tempo, allora il tempo ritorna ad essere una dimensione dell'arte. La morsura, l'azione che l'acido compie sulla lastra di zinco, ha come componente primario il tempo: più la lastra resta immersa e più si corrode. Il tempo in questo caso assume le sue antiche fattezze, quelle di unità di misura, non più categoria del pensiero. Il concetto, come prodotto dell'intuizione e, pertanto, latore di sintesi di pensiero metabolizzato si allontana, per fare posto al ragionamento, alle certezze che si ottengono l'una dopo l'altra, ponendosi in contrasto, in antitesi, in posizione dialettica. Il tempo diventa l'alveo all'interno del quale maturano certezze, non più ritenute nascenti da verità preconfezionate e predigerite, ma dal raggiungimento di fini, risultati di processi, completamenti di operazioni reali, che per essere tali si avvalgono della sperimentazione continua. La realtà artistica diventa costruzione, elaborazione diuturna, forme in fieri. La verità si scopre per tentativi, così come il prodotto artistico: per l'artista questa verità è arte.

Nell'opera di Gianni Atzeni troviamo lo stesso processo. Opere apparentemente simili si differenziano per poco, per il colore, per la diversa forma organica posta sulla rigida impaginazione quadrata, per una goccia caduta sul bordo che congiunge uguali texture ma dalla marcata variazione tonale o caduta sullo sfondo a diradare la già debole tonalità cromatica. Il primo piano del bordo scuro comunica con lo sfondo in una continuità/contiguità cromatica e texturale, mentre su quest'ultimo si staglia, una macula di harpiana memoria, che denuncia la sua provenienza organica. Essa è autonoma e come nell'Icaro di Matisse riassume la più antica forma di rappresentazione spaziale della profondità, il contrasto. Essa si pone in maniera assorta all'interno dei margini generati dalla variazione tonale dello sfondo con i bordi senza mai toccare questi ultimi, anzi mantenendosi ad una dovuta distanza. Nella sua forma conchiusa genera texture di contrasto, collocate nella stessa gamma tonale dello sfondo o in una gamma similare ed ospita dei glifi che, denunciando il movimento rotatorio della mano che li ha tracciati, accentuano l'autonomia della forma dal contesto.

Forme che si ripetono ma che non generano monotonia, come le forme della vita. Esse sembrano prove di colore di uno stesso soggetto, ma denunciano, invece l'operazione accorta e sapiente di chi, usando le forme come elementi del proprio codice espressivo, sa che il discordo visivo per raggiungere il massimo della comunicazione, in una realtà ove il ricevente risulta disomogeneo, necessità di una buona dose di ridondanza. Le opere si succedono come capitoli di un romanzo visivo o come variazioni musicali su un tema dato, posandosi ora sulla dominante e ora sulla tonica e aggiungono, l'una dopo l'altra, nuovi contenuti che, trasformandosi in percetti generano sensazioni.[...]
[...] tratto da 'Le Antiche fattezze del tempo' di Diego Gulizia.

Orari d'apertura
Dal 29 Marzo al 06 Aprile 2003
Feriali 18,30 - 21,00
Festivi 10,00 - 12,30
(Dal 06 aprile al 22 aprile per appuntamento)

CENTRO ARTIVISIVE KOINE'
Piazza Andrea Costa, 10
Apricena (FG)
Tel. 0882 642802

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