Museo Minimo di Fuorigrotta
Napoli
via detta San Vincenzo, 3 (angolo via Leopardi 47)
081 621170 FAX
WEB
Mariano Bellarosa
dal 1/10/2012 al 1/11/2012
lun e merc 15-18, mart, giov e ven 9-12

Segnalato da

Roberto Sanchez




 
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1/10/2012

Mariano Bellarosa

Museo Minimo di Fuorigrotta, Napoli

L'abito non fa il monaco. Tecnica e poetica. Il realismo degli abiti realizzati con la tecnica del collage gioca con l'estro del disegno a china.


comunicato stampa

La forza dirompente e devastante della società contemporanea basata su tre principi fondamantali:consumare-apparire-competere è riuscita a capovolgere anche gli antichi insegnamenti tramandati dalla cultura popolare:i proverbi. Se osserviamo attentamente i costumi dei nostri tempi ci accorgiamo che, spesso e volentieri, l'abito fa il monaco. Dallo smoking ai piercing, abiti e accessori sottolineano l'esteriorità, l'apparenza, l'involucro, l'appartenenza, ci stiamo lentamente trasformando in tanti "moderni soldatini"fieri della propria divisa.

Ma l'arte no!! L'arte non cede al conformismo di massa e combatte la propria guerra creativa.

Tecnica e poetica
Il realismo degli abiti realizzati con la tecnica del collage gioca con l'estro creativo del disegno a china, i due mondi si rincorrono creando armonie e contrasti, il rigore fotografico dei vestiti si contrappone alla libertà del segno dando vita ad un fumetto senza dialoghi verbali dove realta e visione interagiscono.

Mariano Bellarosa 1956 vive e lavora a San Donato Milanese (Milano), diplomato all'Istituto d'Arte Michelangelo di Pavia.

Partecipa con le sue opere a mostre nazionali ed internazionali, da anni attivo nel circuito della Mail Art (Arte Postale), anima con Claudio Gavina la Brigata Topolino gruppo aperto che si occupa di Performances e di Azioni Caotiche. Collabora con la rivista " Fare Poesia" dove cura lo spazio Disegni Condivisi , è membro dell'Ambasciata di Venezia Repubblica degli Artisti.

Nulla fa più piacere di questa nuova mostra al Museo Minimo. Fa venire alla mente i lontanissimi anni di una scuola dove tutti erano in giacca e cravatta. Magari quella riciclata di un fratello maggiore o di un cugino. Ma ovunque erano d’obbligo giacca e cravatta. Le foto di allora rigorosamente in bianco e nero facevano apparire tutti più maturi se non si vuole usare l’aggettivo più vecchi. Spesso le aspirazioni erano solo quelle di divenire dei piccoli borghesi magari con un buon posto in banca. Ora anche i cassieri di banca sono scamiciati e in jeans. Ma il conformismo dell’apparire continua ancora vorticosamente in tutto il mondo e spesso rasenta il ridicolo: la maggior parte non ama distinguersi ed è volutamente o inconsapevolmente inquadrata. Si comincia sin dalla scuola materna a voler vestire firmati i bambini. Si continua con la scoperta dell’apertura di sempre nuove boutique o almeno outlet. Molti quasi finiscono in una forma di pazzia maniacale e capita di vedere certe madri in competizione con le figlie adolescenti. Il buon senso sembra definitivamente tramontato insieme al buon gusto. Purtroppo vanno di moda i polli allevati rigorosamente in batteria anche se qualche strategia pubblicitaria cerca di farci credere al rigorosamente biologico. Ma per fortuna Mariano Bellarosa ci ricorda che qualcuno continua a resistere al massacro dell’uniformità e dell’apparenza.
Giancarlo Da Lio

Inaugurazione martedì 2 ottobre 2012, ore 18

Museo Minimo di Fuorigrotta
via detta San Vincenzo, 3 Napoli
Orari: lun e merc 15-18, mart, giov e ven 9-12
Ingresso libero

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Roberto Sanchez
dal 15/10/2015 al 15/11/2015

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