L'inizio del viaggio... Opere su carta 1960-65. Il viaggio continua... Opere su carta 2012. Figure geometriche con colori in contrasto tra loro, volumi alternati a spazi vuoti, superfici in cui domina il bianco.
Martedì 22 gennaio la Fondazione Marconi ha il piacere di presentare la mostra Hsiao Chin.
L’inizio del viaggio.... Opere su carta 1960 - 1965. Il viaggio continua....Opere su carta 2012.
L’esposizione, allestita sui due piani dello spazio espositivo, è dedicata alle carte dell’artista
cinese: al primo piano sono esposti i nuovi lavori, al secondo le carte realizzate nei primi anni
sessanta. Tutta la carriera artistica di Hsiao è stata una continua ricerca spirituale, a partire
dalla sua formazione, avvenuta a Taipei dove grazie al suo maestro imparò l’importanza
dell’equilibrio tra cuore, cervello, mani e occhi e come combinare i colori tra di loro. L’artista
nato a Shangai nel 1935, arriva a Milano nel 1959, allora centro dell’avanguardia artistica,
dove conosce Lucio Fontana, Piero Manzoni e gli altri, le loro idee innovative ma nonostante
questo contatto con la cultura occidentale non dimentica gli insegnamenti taoisti.
Il taoismo filosofico ha come obiettivo il raggiungimento dell’armonia con il mondo naturale,
Cielo, Terra e Uomo in equilibrio tra di loro. Associata al Tao è la concezione dello Yin e dello
Yang, opposti e complementari al tempo stesso.
“Ho voluto ripensare di proposito al Taoismo perché il mondo occidentale era troppo
variegato. Proprio per questo decisi di fare un percorso personale in grado di costruire un
bagaglio culturale ed esperienziale di azione e di pensiero ... per arrivare ad avere una
pittura solo mia”. (Hsiao Chin)
Al secondo piano sono esposte le gouaches e gli acquarelli su carta di riso realizzati da
Hsiao nei primi anni Sessanta dove sono evidenti i riferimenti a quei principi filosofici: figure
geometriche con colori in contrasto tra loro, volumi alternati a spazi vuoti, superfici in cui
domina il bianco alternato alle linee sinuose tipiche di quegli anni, in una costante ricerca di
equilibrio.
Cerchi, quadrati, triangoli... Le forme che l’artista suggerisce sono prese dalla simbologia.
Allora il cerchio è la perfezione, il triangolo rappresenta l’ascensione spirituale, il quadrato è
una base grezza in evoluzione. Evidenti rimandi alla cultura orientale come il calligrafismo
cinese si intrecciano ad influssi della cultura occidentale come i colori sfavillanti.
In mostra anche alcune carte della serie “solare” realizzate tra il 1965 e il 1966. In questo
periodo Hsiao inizia a lavorare su forme solari, raggi che partono dal centro e si espandono
in ogni direzione, un’esplosione di colore che non va intesa come semplice rappresentazione
del sole ma come armonia dell’Uomo con l’Universo, secondo la filosofia cinese Ch’an,
rielaborata dall’artista in maniera personale.
Al primo piano invece sono esposte opere realizzate appositamente per l’occasione, 8 carte
di grande fomato, di più di 2 m di lunghezza e una decina più piccole. Energiche pennellate
veloci, coraggiosi accostamenti di colori, mai scelti casualmente:
“non scelgo i colori di per sè, scelgo la combinazione dei colori perché certe combinazioni
vibrano più di altre, un poco come la risonanza in musica; scelgo i colori che insieme vibrano
di più”. (Hsiao Chin).
Anche nelle opere più recenti non viene meno la dimensione meditativa di Hsiao, il senso
della spiritualità orientale.
La mostra prosegue allo Studio Marconi ’65 dove verranno presentati multipli su tela di
Hsiao e i raku, tecnica di origine giapponese utilizzata per la fabbricazione di ceramiche.
In occasione della mostra sarà pubblicato il Quaderno della Fondazione n. 9 una
pubblicazione che raccoglie immagini delle opere esposte, fotografie e testi critici e notizie
biobibliografiche.
Hsiao Chin nasce a Shangai nel 1935 e, dopo i primi studi d’arte, nel 1956 partecipa alla fondazione
del gruppo Ton-Fan, che raccoglie pittori di tendenza astratta. Grazie a una borsa di studio istituita dal
governo spagnolo si reca a Madrid e a Barcellona, dove nel 1957 ha la prima personale e una
collettiva dedicata al gruppo Ton-Fan. Alla fine degli anni Cinquanta si stabilisce a Milano, dove inizia a
esporre regolarmente da Giorgio Marconi. Nel 1961, insieme ad Antonio Calderara, fonda il movimento
Punto, al quale si aggiungono membri dell’avanguardia internazionale. La sua ricerca fonde elementi
della cultura e della spiritualità orientale con la profonda conoscenza della modernità artistica
occidentale. Con esiti vicini alla pittura della colorfield abstraction, le sue tele presentano stesure di
colore fluido che si dispongono in superfici incorporee e vibranti, animate dall’energia interna dei campi
cromatici. Dopo lunghi soggiorni a Londra, Parigi e New York torna a Milano nel 1971 e inizia a
dedicarsi all’insegnamento (prima all’Istituto Europeo di Design, poi all’Accademia di Belle Arti di
Brera). Nel 1988 lo Studio Marconi gli dedica una prima grande retrospettiva. L’anno seguente inizia la
serie Dalla primavera di Pechino al massacro di Tiananmen, ispirata ai drammatici eventi del 1989,
mentre il ciclo La grande soglia, che realizza a partire dal 1990-91, nasce da una riflessione sulla vita e
sulla morte dopo la scomparsa della figlia Samantha. Tra le principali esposizioni degli ultimi anni
vanno ricordate le retrospettive di Taichung (1992), Taipei (1995), a Milano nel 2002 presso lo Spazio
Oberdan, la Fondazione Mudima, Giò Marconi e la galleria Lattuada; al National Museum of Art di
Beijing (2006) e alla Triennale di Milano (2009).
Nel 2011 l’Académie Royale des Beaux-Arts e il Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain di Liegi
gli dedicano una grande mostra.
Ufficio stampa: Cristina Pariset - tel. 02-4812584 - fax 02 4812486
Cell. 348-5109589 cristina.pariset@libero.it
Immagine: Hsiao Chin,
Quattro forze,
1962,
acquarello su carta di riso,
60 x 39 cm
Inaugurazione mostra: 22 gennaio ore 18
Fondazione Marconi Arte Moderna e Contemporanea
Via Tadino 15, Milano
Da martedì a sabato: ore 10-13 e 15-19
Ingresso gratuito