Museo Diffuso della Resistenza
Torino
corso Valdocco, 4/a (Palazzo dei Quartieri Militari)
011 4361433, 011 4420780
WEB
Disegni di prigionia
dal 23/1/2013 al 4/5/2013
mar - dom 10-18, gio 14-22
011 4420780

Segnalato da

Elena Cannarozzi



approfondimenti

Luigi Carluccio



 
calendario eventi  :: 




23/1/2013

Disegni di prigionia

Museo Diffuso della Resistenza, Torino

Luigi Carluccio 1943 - 1944 - 1945. La mostra si compone di 80 disegni che Carluccio realizzo' all'interno dei campi di prigionia. Con la proiezione a ciclo continuo del film documentario "600.000 no. La Resistenza degli Internati Militari Italiani".


comunicato stampa

In occasione del Giorno della Memoria e nel 70esimo anniversario dell’8 settembre 1943, Il Museo ha deciso di dedicare una mostra a uno dei più noti personaggi torinesi in ambito internazionale, offrendo al pubblico l’occasione di scoprire un aspetto inedito della sua vita e di approfondire la vicenda degli Internati Militari Italiani.

Luigi Carluccio è stato uno dei pochi esponenti della critica d’arte contemporanea italiana a diventare un punto di riferimento internazionale, tanto da essere chiamato nel 1979 a dirigere il settore arti figurative della Biennale di Venezia.
Pochi invece sanno che Gino Carluccio fu uno dei tanti Italienische Militär-Internierte (Internati Militari Italiani) che dopo l’8 settembre, rastrellati e catturati dalle truppe tedesche, furono rinchiusi in campi di prigionia appositamente istituiti in Germania e nei territori occupati. Qui Carluccio disegnò costantemente, dal 1943 al 1945, con i mezzi di fortuna che si potevano trovare nei campi. Tornato a casa, non praticò più il disegno e intraprese la carriera di critico.

I disegni realizzati da Luigi Carluccio durante la prigionia sono giunti a noi grazie all’attenzione e alla cura con le quali ha voluto conservarli la moglie Eva. Infatti, a poco più di un anno dalla morte di Luigi Carluccio avvenuta nel 1981, la signora Eva ha raccolto e fatto riprodurre i disegni in un prezioso volume, oggi fuori commercio, introdotto da Mario Negri.

La mostra si compone di 80 disegni esposti per la prima volta in originale e nella loro completezza. Si tratta di una serie di lavori che Carluccio realizzò durante gli anni della prigionia, da non considerare come il frutto di un ozio forzato, bensì come un patrimonio civile e morale di rilievo: in essi è raffigurata la realtà esistenziale dell’internamento e la volontà di dare sostanza a una resistenza di sopravvivenza.

Il primo disegno è datato 1943 ed è stato eseguito nella città di Yvangorod in Polonia, mentre l’ultimo, del marzo ’45, realizzato nel campo di Wietzendorf un mese prima della liberazione, segna la fine di questa esperienza. I disegni, per la maggior parte non datati, furono realizzati su fogli di carta esile e fragile che il trentenne Carluccio si procurava scambiando beni assai più necessari, come il pane. Su molti compare il timbro del campo, la cui censura non ha permesso di far giungere a noi molte delle raffigurazioni più dolorose.

Carluccio disegna profili estenuati, sguardi perduti, volti scavati e uomini coricati su giacigli spogli; non vi è prospettiva spaziale, né orizzonti che descrivano i luoghi e i paesaggi, se non in due rari casi. Sono occhi stanchi, magrezze desolanti, profonda tristezza di dormienti deposti sui fogli da un artista che conosce il valore del segno, dello spazio, le difficoltà dello stile e la forza dell’invenzione.

L’attento sguardo di Carluccio era volto a raccogliere tutta la struggente umanità di quei compagni di prigionia ma anche, e soprattutto, a indagare il sentimento e l’anima di chi, come lui, tentava di sopravvivere cercando di dare un senso a quel tempo irrazionale e sospeso che è stata la prigionia.

Luigi Carluccio, morto a San Paolo del Brasile il 12 dicembre 1981, era nato a Calimera (Lecce) il 5 maggio 1911. Dal 1979 era direttore del settore Arti Visive della Biennale di Venezia.
Critico d’arte dei quotidiani “Gazzetta del Popolo” di Torino, “Il Giornale Nuovo” di Milano e del settimanale “Panorama”, aveva curato alcune delle più significative esposizioni d’arte contemporanea del dopoguerra. Dopo le sette edizioni di Francia-Italia, pittori d’oggi, realizzate dal 1951 al 1961 a Torino, dove risiedeva, sono memorabili le mostre alla Galleria Civica d’Arte Moderna: Le muse inquietanti (1967), Il sacro e il profano nell’arte dei simbolisti (1969), Il Cavaliere Azzurro (1971), Combattimento per un’immagine. Fotografi e pittori (1973). Nel 1954 aveva ricevuto il Premio internazionale della Critica alla Biennale di Venezia.

La mostra, coordinata dal Museo, in collaborazione con l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, si è avvalsa della consulenza scientifica di un gruppo di studiosi tra cui Bruno Quaranta, Claudio Vercelli, Marco Vallora e Paola Olivetti.

L’allestimento
Il progetto espositivo, a cura di Marisa Coppiano – N4 Studio, è composto da due sezioni: una dedicata all’inquadramento biografico di Carluccio e una completamente dedicata ai disegni.
I materiali scelti sono il legno e il cartone, chiare citazioni della povertà e della provvisorietà delle baracche nelle quali hanno vissuto, per oltre due anni, gli internati militari.
L’allestimento è inoltre arricchito dalla proiezione a ciclo continuo del film documentario “600.000 no. La Resistenza degli Internati Militari Italiani”, realizzato dall’ANCR e dal Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio Regionale nel 2008.

L’esposizione aprirà al pubblico il 25 gennaio. Durante il periodo della mostra saranno proposte proiezioni, visite guidate per la cittadinanza e per le scuole e incontri di approfondimento. Per il calendario completo si rimanda al sito del Museo www.museodiffusotorino.it

Mostra temporanea prodotta dal Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà in collaborazione con Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza

con il patrocinio di
A.N.E.I – Associazione Nazionale Internati Militari nei lager nazisti
con il sostegno di
Consiglio Regionale del Piemonte – Comitato della Resistenza e della Costituzione,
Consiglio Provinciale di Torino – Comitato Resistenza Costituzione,
Città di Torino
e con il contributo
della Famiglia Zegna e di Ermanno Tedeschi Gallery

Ufficio stampa: Elena Cannarozzi TEL. tel. 011 4420785 ufficiostampa@museodiffusotorino.it

Inaugurazione giovedì 24 gennaio ore 17

Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà
Orari di apertura: da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Giovedì dalle 14 alle 22. Lunedì chiuso.
Ingresso: € 5.00; ridotto € 3.00

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