La Cuba d'Oro
Roma
via della Pelliccia, 10
06 58320342 FAX 06 5897368

Neapolitan Dreams
dal 19/10/2005 al 3/11/2005
06 58320342 FAX 06 5897368

Segnalato da

Maurizio Vitiello




 
calendario eventi  :: 




19/10/2005

Neapolitan Dreams

La Cuba d'Oro, Roma

Maria Pia Daidone, Carmine Dello Ioio, Mario Fortunato, Luciana Mascia. In mostra una serie di opere di differente carattere e taglio realizzate da artisti partenopei. A cura di Maurizio Vitiello.


comunicato stampa

Sarà inaugurata giovedi 20 ottobre, alle ore 18:00, e resterà aperta sino a giovedì 3 novembre 2005, la mostra curata da Maurizio Vitiello, intitolata “Neapolitan dreams”, con significative e scelte opere di differente carattere e taglio degli artisti partenopei Maria Pia Daidone, Carmine Dello Ioio, Mario Fortunato e Luciana Mascia, negli accoglienti spazi a Trastevere della Galleria dell’Associazione Culturale “La Cuba d’Oro” diretta con passione e bravura da Nella Giambarresi.

Alle ore 18:30 incontro con il critico d’arte Maurizio Vitiello, che presenterà la rassegna espositiva; alle ore 19:00 interventi poetici di Tomaso Binga ed Eugenia Serafini.

Cataloghi e “cd” in galleria sino a fine mostra: giovedì 3 novembre 2005; orario: martedì-sabato, 17-20.

Scheda della mostra “Neapolitan dreams” a cura di Maurizio Vitiello

Maria Pia Daidone guarda telescopicamente all’indietro e le sue opere provengono dall’icasticità del mondo antico e si offrono nella qualità di una teoria di dettagli antropologici contemporanei di rilievo.

Oggi queste magiche sagome, esposte a Roma a “La Cuba d’oro”, di recentissima datazione, su cui insistono anche segni, segnacoli, segnature, graffi, incisioni, strofinature, accostamenti di sacro e profano, raccolgono le vertigini del nostro tempo e ci rimandano a tempi antichi, in cui un graffito si poneva come primo elemento segnico-simbolico di interpretazione e comunicazione sociale.

Il ventaglio di definizioni dell’artista consacra un “plafond” visivo di caratura storica, che accoglie nella sua estensione rilievi epocali e caratteri attuali.

Vediamo, ora, in quest’ultima situazione espositiva degli interessanti lavori di proporzioni medie, che vivono sull’onda di alcuni colori, quali l’ocra, il nero, il blu, il rosso eletti dall’artista a momentanei vettori cromatici della sua lunga ricerca, che già appassiona, da tempo, collezionisti ed attenti critici di rilievo nazionale.

La grande artista partenopea è sempre più in ascesa, perché sempre più invitata ad esporre fuori Italia, dove riscuote unanimi consensi ed apprezzamenti.

Da ricordare, infine, che la singolare ed unica “Sagoma-Totò”, dedicata al grandissimo artista, consegnata alla figlia Liliana de Curtis alla “Neoartgallery” di Roma, entrerà a far parte del costituendo museo dedicato a Totò, definito il “principe del sorriso”, in allestimento al Palazzo dello Spagnolo, nella zona dei Vergini, a Napoli.

Carmine Dello Ioio, che ha mosso i primi passi artistici sulla costiera sorrentino-amalfitana, presenta a Roma, a “La Cuba d’Oro”, diretta da Nella Giambarresi, vari e diversi lavori recenti, ad olio ed in tecnica mista, in cui si possono cogliere sottili allusioni al mondo attuale.

Scegliere la “cifra estetica” da portare avanti, senza indugio, tra le varie chiavi di lettura, che sino ad oggi ha “girato” sulla realtà circostante, è per Carmine dello Ioio fondamentale.

Crediamo che i suoi lavori, in particolare quelli che ci raccontano tratti dell’Islam, siano molto sentiti. Vite descritte da volti rugosi ci sottolineano sentimenti e crepuscoli infiniti.

Espressioni rapite per parlare di crisi e di civiltà, per rimettere in discussione rapporti, mai chiari o chiariti, tra popoli. Il mondo orientale ed il mondo occidentale devono assolutamente dialogare; è imprescindibile esigenza della civiltà umana e Carmine Dello Ioio, che frequenta la scena della vita ed è vicino a molti artisti dello spettacolo che in scena ci vanno per riassumere le realtà odierne, sa bene che i confronti oggi sono serrati.

Le indicazioni della sua pittura rimettono in discussione i nostri pensieri contemporanei, divisi tra religioni obsolete e laicismi ad oltranza, tra governi precari e scenari politici in dissolvenza incrociata.

Mario Fortunato è un artista su cui molti critici hanno scritto e prima che approdasse a Roma, a “la Cuba d’Oro”, abbiamo riletto ed assorbito quello che hanno redatto. Preferiamo scrivere con calma e non staccare lo sguardo da quel “fil rouge”, che, nonostante tutto, resta e resterà sempre nascosto, ma che netto e consistente marca sicuro ed inderogabile una linea di permanenza del mistero e della luce.

La sua attuale fabbricazione pittorica è una realtà interessante ed accattivante. Il senso della scoperta domina gli scenari inconsueti che l’osservazione, misuratissima ed ormai esperta, di Mario Fortunato costruisce. Paesaggi dai forti sapori esotici, insolite visioni d'insieme, scenografie purgate da assilli contemporanei, macchie di coralità estreme, scenari esuberanti, architetture minime dai simbolismi occulti e dai risvolti esoterici guadagnano lo spazio della dimensione data.

La mano di Mario Fortunato inscrive sull'area trattata preziosismi e calibrati segni. Queste due caratterizzazioni producono tessiture di panorami immaginati. E da queste suggestive tessiture emergono visibilità estreme, riconducibili ad una volontà sospesa tra segreti ed emozioni.

Scatti silenti incontrano impalcature segnate ed intervallate da luminescenze. Tensioni ed intensità fanno vibrare brani raffinati che agglomerano fremiti memoriali e scarti di surrealtà. Mario Fortunato dettaglia segni e con sequenze vitali riesce a produrre illustrate immaginazioni, che si ricombinano con fertili atmosfere serene e sospese icasticità.

Luciana Mascia è ben felice di quest’esposizione romana a “La Cuba d’Oro” e, così, ritorna nel giro espositivo. Ordina in modulari e sottese filigrane temi figurativi e con rapidi e contrastati tese espressioinistiche rende all’attento occhio del pubblico una gamma di sfumature che vanno dall’avion alllo smeraldo.

L’artista ha continuato in sordina a dipingere, dopo una teoria di mostre negli anni Ottanta in ottime gallerie napoletane, e ricordiamo anche un successo alla sede dell’Associazione Culturale “AcomeArte”, alla Riviera di Chiaja a Napoli, diretta e guidata dal compianto bravissimo artista Pasquale Forgione. La pittura di Luciana Mascia integra molteplici piani di figurazioni composite in alternate modulazioni espressionistiche dai toni forti, decisi e dagli accostamenti equilibrati.

Ha esposto, riscuotendo successo, nel novero delle iniziative del “Maggio dei Monumenti”, dell’edizione 2004, alla mostra “Percorsi a confronto”, allestita nel “Corridoio dei Maestri” dell’Istituto Professionale per l’Industria e per l’Artigianato “Alfonso Casanova”, che ha sede nell’ex Convento di San Domenico Maggiore, insieme ad altre valenti artiste europee, quali: Anna Bertoldo, Luigia Criscio, Maria Pia Daidone, Stefania di Vincenzo, Wanda Fiscina, Isabelle Lemaitre, Teresa Mangiacapra, Daria Musso, Nuccia Pulpo, Clara Rezzuti, Gisela Robert. In conclusione, le temperate espressioni dell’artista Luciana Mascia sono da intendere come risoluzioni pittoriche di garbo e, nel contempo, come pause di riflessione, forti di un’unità stilistica che si rapporta ad un’alta e profonda sensibilità.

Nelle scene che determina coniuga ed estroflette rapiti squarci dell’intimità dell’altra faccia della luna, universo che non si riuscirà mai ad esplorare del tutto nelle sue frammentate germinazioni e polivalenti gemmazioni.

Maurizio Vitiello

Contributo critico, ore 18:30. Incontro con Maurizio Vitiello che presenterà la rassegna espositiva.

Interventi poetici, ore 19:00. Tomaso Binga. Eugenia Serafini

Immagine: Luciana Mascia e Maria Pia Daidone

Inaugurazione mostra: 20 ottobre ore 18:00

La Cuba d'Oro

Via della Pelliccia 10 - Roma
Orario: martedì-sabato, 17-20

IN ARCHIVIO [22]
Franca Sonnino
dal 3/5/2011 al 16/5/2011

Attiva la tua LINEA DIRETTA con questa sede