Sala Santa Rita
Roma
via Montanara, 8
06 67105568 FAX
WEB
Maria Signorelli
dal 24/10/2005 al 13/1/2006
dal Lunedi' al Venerdi' dalle 10.00 alle 18.00

Segnalato da

Fabiana Pavoni




 
calendario eventi  :: 




24/10/2005

Maria Signorelli

Sala Santa Rita, Roma

Magico teatro. In mostra circa 50 pezzi tra fantocci e quadri dell'artista attiva dalla fine degli anni '20 ai primi anni '90. Sculture morbide, ispirate ad incontri, viaggi, opere letterarie e musicali: piccole creature la cui espressivita' e' data da cuciture che contorcono i lineamenti del volto e da abiti realizzati con tessuti e oggetti estemporanei.


comunicato stampa

Magico teatro

A cura di di Giuseppina Volpicelli.

La Sala Santa Rita ospita le creazioni di Maria Signorelli, circa 50 pezzi tra fantocci e quadri della straordinaria artista italiana attiva dalla fine degli anni ’20 ai primi anni ‘90.

I fantocci in mostra sono vere e proprie sculture morbide, ispirate ad incontri, viaggi, opere letterarie e musicali: piccole creature la cui espressività è data da cuciture che contorcono i lineamenti del volto e da abiti molto curati realizzati con tessuti diversi e oggetti estemporanei.

«I fantocci di Maria Signorelli sono una delle creazioni più originali della cultura figurativa italiana ed europea del primo Novecento. Il regista Anton Giulio Bragaglia li espose per la prima volta il 16 marzo del 1929 nella sua galleria d’arte di Roma: l’anno dopo vennero presentati a Parigi da Giorgio de Chirico, per poi passare a Berlino.

Era l’avvio di una carriera internazionale. Realizzati in tessuti, fili, nastri e con l’aggiunta episodica di objets trouvés, come frammenti di specchio, stecchini, bottoni, i “fantocci” sono sculture morbide, ispirate alla letteratura, ma la cui vita artistica è autonoma e in sé compiuta. Maria vi esplicitava suggestioni che andavano dal Manifesto tecnico della scultura futurista (1912) di Boccioni, che liberava le forme plastiche della modernità, intuendo la possibilità di realizzare sculture in qualsivoglia materiale, al Manifesto del tattilismo (1921) di Marinetti, che privilegiava i valori tattili su quelli cromatici, all’ironia incantata e poetica dei manichini metafisici di de Chirico, alle marionette di Depero, di Klee o di Alexandra Exter.

I fantocci di Maria Signorelli furono vita concentrata in una sintesi figurativa fulminea, personaggi a tutto tondo, ancorché sganciati dal testo che li aveva ispirati. Come i “personaggi in cerca d’autore” di Pirandello, non a caso pressoché coevi, essi reclamano la piena legittimità di una vita non reale, ma “vera”: vera perché poetica.»
(Patrizia Veroli)

Maria Signorelli

Nata il 17 novembre del 1908, Maria raccolse fin dalla primissima età le molte suggestioni che le venivano dal salotto che suo padre Angelo e sua madre Olga Resnevič, appassionata di teatro e biografa di Eleonora Duse, tennero per anni nel romano Palazzetto Bonaparte di via Venti settembre.

Dopo la creazione dei fantocci e la collaborazione con Anton Giulio Bragaglia, lavorò come scenografa in vari teatri italiani. Nel 1937 iniziò a creare i suoi primi spettacoli di burattini, e nel 1947 fondò la compagnia L’Opera dei Burattini, a cui avrebbero collaborato artisti di vaglia, come Lina Wertmüller, Gabriele Ferzetti e Scilla Brini (tra gli attori), Enrico Prampolini, Ruggero Savinio e Toti Scialoja (tra i pittori-scenografi), Ennio Porrino, Vieri Tosatti e Roman Vlad (tra i compositori), Margherita Wallmann e Giuseppe De Martino (tra i registi).

Prese vita un repertorio diretto sia agli adulti, attratti da messinscene di grande poesia, sia all’infanzia, cui i burattini aprivano un mondo di fiaba, che non mancava di valenze educative.

All’intensa produzione spettacolare, alle svariate centinaia di burattini da lei creati con una vena che si compiace di soluzioni geniali, a volte efficaci e semplici, a volte di grande raffinatezza, Maria Signorelli affiancò a lungo un notevole impegno didattico.

Raccolse negli anni una preziosa collezione, le cui 25 sezioni includono migliaia di “pezzi”, da marionette e burattini italiani del ‘700, ‘800 e ‘900, a pupi siciliani, maschere di tutto il mondo, numerosi esemplari del “teatro delle ombre” di vari Paesi asiatici, copioni, spartiti e documenti vari sul teatro di figura italiano e straniero. La sua appassionata attività di collezionista la portò ad allestire molte mostre in Italia e all’estero. Maria Signorelli si spense a Roma il 9 luglio 1992.

Progetto espositivo e allestimento: Luciano Gemin, Maria Alessandra Giuri.

Realizzazione allestimento: Enrico Vandelli per la Fabrizio Meloni srl.

Restauro fantocci a cura di Grazia Della Valle.

Il video proiettato in sala è curato da Chiara Giovagnorio per Basmati.

Dalla collezione di Maria Signorelli nasce anche il progetto espositivo La fabbrica dei sogni. La Compagnia romana dei piccoli di Podrecca ospitato presso la Casa dei Teatri da novembre 2005 a gennaio 2006.

In occasione dell’inaugurazione, oltre all’Assessore alle Politiche Culturali Gianni Borgna e alla curatrice, interverrà Lina Wertmüller.

Inaugurazione: 25 ottobre ore 18.00

Sala Santa Rita
Via Montanara 8 (ad. Piazza Campitelli) - Roma
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00 Ingresso libero.

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