Marella Arte Contemporanea
Milano
Via Lepontina 8
02 69311460 FAX 02 60730280
WEB
Terry Rodgers
dal 13/12/2005 al 13/1/2006
Mar-Ven, h 11.00 -19.30; Sab h 12.00 - 19.00

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Marella Arte Contemporanea



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Terry Rodgers



 
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13/12/2005

Terry Rodgers

Marella Arte Contemporanea, Milano

''(...)Le figure nei miei dipinti non partecipano al mondo che le circonda. Non sono in grado di interpretare cio' che trovano davanti ai loro occhi, al loro sguardo fisso, alla loro insufficiente capacita' di partecipare a cio' che osservano(...). Il mio approccio traduce diverse versioni del paradosso fra interiorita' ed esteriorita', o fra spettatore e oggetto. Le figure centrali sono soggettive e allo stesso tempo sono il mezzo per le finzioni di chi interpreta.'' Terry Rodgers


comunicato stampa

Solo Spaces

Il realista americano Terry Rodgers ritorna alla Galleria Marella per la seconda volta con la mostra "Solo Spaces" (Spazi Solitari) composta da otto nuovi lavori. L'esposizione, che si terra' dal 14 dicembre, evidenzia il senso di solitudine, malgrado lo splendore materiale e la densita' di persone, e rappresenta il culmine del lavoro svolto da Rodgers negli ultimi due anni.

Rodgers e' un attento osservatore dell'uomo che e' intrappolato nella straordinaria ragnatela dell'ego-mania, del materialismo e dei media; egli studia la solitudine che le persone provano nel corso di vite apparentemente soddisfacenti, piacevoli e agiate.

"Questi dipinti si rivolgono alla nostra enorme solitudine in un mondo che sembra pieno di valori, significati, relazioni e pretesa intimita'. Le figure nei miei dipinti non partecipano al mondo che le circonda. Non sono in grado di interpretare cio' che si trovano davanti agli occhi" afferma Rodgers "siamo tutti intrappolati nel nostro spazio esclusivo di vita solitaria."

Terry Rodgers parla di "Solo Spaces" (2005):

Questa mostra, "Solo Spaces" (Spazi Solitari), si rivolge alla nostra enorme solitudine in un mondo che sembra pieno di valori, significati, relazioni e pretesa intimita'.

Infatti, viviamo sulle finzioni che le nostre icone culturali ci forniscono. Questi falsi ideali - idoli, se volete - determinano fortemente la nostra percezione della realta'. E' un costrutto complesso e intricato, quello in cui siamo inseriti, una convenzione culturale che e' complicata, invisibile e irresistibile perche' non percepita. L'aspetto creativo di questa combinazione di elementi ci separa dalla realta'.

Le figure nei miei dipinti non partecipano al mondo che le circonda. Non sono in grado di interpretare cio' che trovano davanti ai loro occhi, al loro sguardo fisso, alla loro insufficiente capacita' di apprezzare - o capire, o partecipare a cio' che osservano.

In un dipinto, l'intensita' emotiva di una figura solitaria e' enfatizzata dal suo apparente non sapere che un'intera citta' si estende dietro di lei e dal contrasto che si crea tra la sua nuda immediatezza e la finzione stilizzata dello spazio sofisticato nel quale e' rappresentata. Il suo corpo, vulnerabile e particolare - la parte esposta del suo se' - e' persa nell'infinita' di stili inventati, tanto quanto le molteplici figure presenti negli altri sette dipinti della mostra. Ogni dipinto offre uno scambio ritmico, un incrocio costituito da individui in coppia e singoli che lottano autonomamente nel mezzo di una folla turbolenta. Trovi l'inconsueta privacy, l'intimita' che racconta ai "solo spaces" di come noi abitiamo in un mondo pieno zeppo di stimoli.

Il mio approccio traduce diverse versioni del paradosso fra interiorita' ed esteriorita', fra voyeur e soggetto, o fra spettatore e oggetto. Le figure centrali sono totalmente soggettive e allo stesso tempo sono il mezzo per le finzioni di chi interpreta.

Non appena lo spettatore viene avvicinato da queste sgargianti ed enigmatiche figure, queste vengono avvicinate dallo spettatore. Ma ogni figura esprime un se' privato che e' slegato dall'inevitabile fraintendimento che lo spettatore fa del suo essere, ed essa e' autonoma cosi' come lo e' "nel suo spazio di vita solitaria". Gli innumerevoli spettatori che inevitabilmente fraintendono, per i loro limiti inconsci, diventano la realta' di questi dipinti. Questa e' la realta' in cui viviamo. Questa realta' circoscritta e' cio' che il singolo profondo spettatore e' costretto ad affrontare, a sfidare, a vivere e a superare.

Inaugurazione: 14 dicembre ore 19.00

Marella Gallery
via Lepontina, 8 - Milano
Orari: da martedi' a venerdi' dalle 11.00 alle 19.30 - sabato dalle 12.00 alle 19.00

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