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Diari
dal 19/4/2006 al 26/5/2006

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19/4/2006

Diari

Galleria 1000eventi, Milano

La mostra riflette sull'attitudine di alcuni artisti a raccontare e a raccontarsi attraverso pratiche meticolose, costruite nel tempo e basate sulla ripetizione costante di un gesto. Gli artisti usano video, installazione sonora, disegno, scrittura, con l'intento comune di 'annotare' fatti, sia storici che personali.


comunicato stampa

Rebecca Agnes, Alessia Chiappino, Daniela Comani, Paola Gaviria, Ghazel, Johan Thurfjell

a cura di Chiara Agnello

Diari riflette sull'attitudine di alcuni artisti a raccontare e a raccontarsi attraverso pratiche meticolose, costruite nel tempo, a volte negli anni, e basate sulla ripetizione costante di un gesto.
Rebecca Agnes, Alessia Chiappino, Daniela Comani, Paola Gaviria, Ghazel e Johan Thurfjell usano media diversi ­ dal video, all'installazione sonora, al disegno, alla scrittura ­ ma con l'intento comune di 'annotare' fatti, sia storici che personali. Anche quando il racconto e' legato alla propria quotidianita' e risolto in solitudine, e' aperto verso l'esterno a sviluppare un dialogo con la realta' circostante, ri-trascritta, ri-pensata o re-immaginata. Attraverso l'attivita' del disegnare o del filmarsi, gli artisti trasformano la geometria astratta dei luoghi in esperienza dello spazio e del tempo.

Me 1995-2005 e' un'opera in progress, un diario video che Ghazel (Tehran, 1966) inizia nel 1995 e da allora si evolve con lei. Attualmente si compone di circa 650 scene, equivalenti a piu' di 17 ore di riprese, ambientate nei differenti paesi in cui l'artista si trova. Attraverso una gestualita' semplice e scene legate al quotidiano, che richiamano in parte le commedie del cinema muto, Ghazel racconta di se' e della sua 'culture me'lange'e', delle sue multiple e 'imperfette' identita', del suo vivere e sentirsi straniera in Occidente cosi' come in Iran. Filo conduttore dell'intera serie e' il chador che le ricopre il capo, quasi elemento decorativo privato dei significati originari. I sottotitoli accompagnano e contraddicono le immagini, facendone emergere il carattere ironico e sempre politico.

E' un work in progress anche il lavoro di Johan Thurfjell (Stoccolma, 1970). Iniziato nel settembre 2001, An attempt to understand (2001-2003) e' un'installazione costituita da centinaia di post-it colorati, incentrata sul ruolo della percezione personale e soggettiva nella descrizione della storia. Thurfjell costruisce infatti l'opera attraverso l'associazione di due processi paralleli dove le memorie e i principali fatti della sua vita privata sono messi in relazione agli eventi piu' significativi del conflitto fra Israele e Palestina raccontati da diverse fonti (i post-it variano di colore a secondo della fonte: araba, ebrea, americana...). Nel tentativo di comprendere, Thurfjell inserisce la propria persona in un processo storico-politico. Il risultato finale e' una mappa cronologica, un organismo in movimento costante, un mormorio di centinaia di voci.

Con Ich war's. Tagebuch 1900­1999 / Sono stata io. Diario 1900-1999 (Bologna, 1965) l¹artista italiana Daniela Comani, da anni residente a Berlino, crea un ipotetico e surreale diario storico. L'installazione sonora Ich war's condensa una serie di eventi accaduti nel XX Secolo, un archivio di notizie recitate in lingua tedesca da una speaker con voce impostata e tono giornalistico. Essendo scritto interamente in prima persona, quel fluire di fatti che hanno segnato la storia dell'umanita', come la morte di Kennedy o di Marilyn Monroe, entrano nella sfera privata, attraverso un Io narrante - autore (impossibile) - che assume alternativamente il ruolo di colpevole e vittima.

Il riferimento alla realta' socio-politica ritorna con frequenza anche nel lavoro di Paola Gaviria (Quito ­ Ecuador, 1977), in questo caso alla situazione latino americana. Attraverso un disegno naife e l'utilizzo di differenti formati, Paola Gaviria racconta la sua quotidianita', i suoi pensieri, i suoi viaggi in Ecuador, Peru', Bolivia o Argentina, come in Suramerica (2006).
Todo Bien, Everything's gonna be allright (2005) e' un diario costruito dal susseguirsi di scene di vita urbana raccordate dall'elemento grafico dei cavi elettrici sempre presente: al di sopra e al di sotto si evolve una storia fatta di particolari significativi come due corvi neri che scrutano immobili o un elicottero che, sorvolando in lontananza, rimanda ad un clima di tensione. Il nero e' il colore predominante, l'arancio fa da contappunto, evidenziandone alcuni particolari come i graffiti sui muri o gli elementi vegetali.

Il lavoro di Alessia Chiappino e di Rebecca Agnes si muove verso una dimensione piu' intima, ma sempre costruita attraverso una pratica quotidiana che ripercorre e rielabora in modo personale il vissuto.
Alessia Chiappino (Valenza, 1980) riscrive con insistenza e in modo quasi ossessivo i propri diari, singole frasi o estratti di libri su grandi fogli di carta bianchi, nel tentativo utopico di fermare il tempo, ma anche di liberarsene per lasciare spazio a nuovi pensieri. Nell'atto della trascrizione, cio' che appartiene alla dimensione piu' intima non perde l'aura originaria: la narrazione passa infatti in secondo piano, poiche' il testo e' scritto in modo talmente fitto, da divenire illeggibile e negare la propria funzione. Quanto era in origine segreto torna ad esserlo al termine del processo di scrittura.
In questa occasione presenta Disintegration Loops (2006), dove copia pezzi di vecchi diari, di testi come Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes, intercalati da considerazioni o fatti personali.

Tutto il lavoro di Rebecca Agnes (Pavia, 1978) ha a che fare con la narrazione di storie, dove realta' e fantasia, vissuto e immaginario personale dialogano, grazie anche al coinvolgimento dello spettatore nella fase di creazione dell'opera.

110 giorni e altri 255 (2006) e' un grande diario costruito in forma di calendario dell'anno in corso, trasposto in un codice personale: ad ogni giorno l'artista associa un disegno diverso. Si tratta di organismi vegetali proveniente da realta' immaginate e organizzati con un'attenzione quasi scientifica, a ricordare un'enciclopedia botanica illustrata. Alcune caselle sono lasciate in bianco; li' aggiungera' in un secondo momento i disegni chiesti alle persone piu' care, da appuntare in corrispondenza dei rispettivi compleanni. La somma dei segni prodotti da piu' individui, porta alla costruzione corale di un racconto, impreciso, ineffabile, ma piu' veritiero di una voce sola.
Rebecca disegna a mano e poi, attraverso l'uso del computer e del mouse, ripercorre quel segno, trasformandolo in traccia digitale, quasi a riattualizzare l'antica pratica del ricamo che caratterizza parte del suo lavoro.

Inaugurazione 20 aprile ore 18.30

1000eventi
Via Porro Lambertenghi 3T 20159 Milano - Italy

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