Una casa senza finestre ovvero come non guardare un quadro. Ines Gonzalez nata a Tucuman, in Argentina, vive e lavora a Madrid, in Spagna.
Una casa senza finestre ovvero come non guardare un quadro.
Quando contempliamo un dipinto lo pieghiamo a una conoscenza preventiva, a una nostra legge, a uno sguardo che è sempre anteriore.
L'opera è considerata come una finestra. Attraverso di lei, contro di lei, lanciamo i nostri modi di vedere: i più saggi stabiliranno lunghe genealogie e influenze di stile; altri sottolineeranno il cromatismo o l'eleganza della mano; ci sarà anche chi si prova a decifrare il segreto che il quadro nasconde al suo interno.
Così, il quadro si trasforma in una finestra attraverso la quale noi ci affacciamo all'anima tormentata dell'autore.
I suoi dipinti rappresentano il suo io segreto e per questo più intimo.
Al di là di queste finestre cerchiamo di scoprire il senso dell'opera, il voler-dire dell'autore, quello che precisamente lo fonda come ispiratore, dominatore del sentimento, creatore, autore.
Sguardo che si sviluppa specularmente: noi scopriamo nel riflesso dell'opera, onanismo autoreferenziale.
E se invece fosse una casa senza finestre?
Potrebbe capitare che l'opera dell'autore non si lasciasse catalogare sotto il concetto di finestra, sotto nessun concetto, né sapere proprio... sicché l'autorità se ne sentisse dispersa... che non avesse senso né mancanza di senso, ma un eccesso di senso, di ombre che non si lasciano cogliere in una focalità prevista e che distruggono il buonsenso, la rettitudine; tremore che lo trapassa e lo spiazza: avventura seminale dell'ombra, ombre che non rimandano ad un timbro originale, luogo nel quale il pennello è sempre ombra del tratto dipinto e questo di quello, luogo senza spazio.
Nessuna finestra né origine del senso, ma una disseminazione senza origine; nessuna creazione, altro nome della teologia, ma produzione che afferma la molteplicità e la differenza dell'origine.
Che cancella qualunque pretesa di originalità .
Invece di opera, di finestra, un qualcosa, un indeterminato, che ormai non dice e non esprime, ma anche inquieta: paura e tremore che scuotono la tranquillità della casa, la proprietà , l'identità .
Rischio che invalida qualunque identificazione.
Qualcosa con cui ci si pone in comunicazione, che produce, che contagia...
Qualcosa che cancella le frontiere tra autore, opera e spettatore.
Qualcosa che è impossibile introdurre, presentare.
Qualcosa che non si può ricondurre a conoscenze anteriori.
Qualcosa che sfugge allo sguardo.
Qualcosa che può esser visto solo con l'udito, con l'olfatto, con i pori.
Qualcosa che accade quando non si guarda..
Julio DÃaz
Ines González
Nata a Tucumán, in Argentina, vive e lavora a Madrid, in Spagna.
Recapiti: studio, El Jacalito, c. de esquivias s/n - 28990 Torrejón de Velasco (Madrid); abitazione VÃa Lusitana, 32 - 3º C - 28025 Madrid telefono ++ 34 914691453
Inaugurazione sabato 24 marzo, ore 18.30
Orario di apertura: dal martedì al sabato h 16-19.30
Ass. Cult. La Roggia, v.le Trieste 19, P.B. 167, 33170 Pordenone, tel.fax.0434.552174 cell.0338.8894652