MACI - Officina della Cultura e del Tempo Libero
Isernia
via Berta, 1 (Palazzo della Provincia)
0865 441471 FAX 0865 441471
WEB
Titina Maselli
dal 15/12/2006 al 29/3/2007
lunedi' - venerdi' 9-13, martedi' e giovedi' anche 16-18; sabato, domenica e festivi su prenotazione per gruppi di almeno 5 persone

Segnalato da

Emilia Vitullo



approfondimenti

Titina Maselli



 
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15/12/2006

Titina Maselli

MACI - Officina della Cultura e del Tempo Libero, Isernia

Animatrice della celebre Scuola Romana di Piazza del Popolo, ebbe un ruolo di primo piano anche nell'ambito della Pop Art, che reinterpreto' con note personalissime. Nei dipinti e negli acrilici su carta esposti si ritrovano i soggetti tipici dell'artista: il ciclo dei camion, i grattacieli, la folla urlante per una competizione sportiva, le luci artificiali che illuminano la citta' di notte ecc.


comunicato stampa

Personale

A cura di Archivio della Scuola Romana

TITINA MASELLI è originaria di Pescolanciano, in provincia di Isernia, dov’è sepolta dalla sua morte, avventa nel febbraio del 2005. Iniziò la sua attività artistica verso la fine degli anni ’40, nel clima dell’espressionismo romano, già con una particolare originalità, rivelando da subito una personalità forte, estrosa, anticonformista, nella vita come nell’arte.

Animatrice della celebre Scuola Romana di Piazza del Popolo assieme agli artisti Tano Festa, Mario Schifano e Mimmo Rotella, nel 1945 la Maselli sposò il pittore Toti Scialoja, scomparso nel 1998. Sorella del regista Citto Maselli, scenografa e illustratrice, Titina ebbe un ruolo di primo piano anche nell'ambito della Pop Art, che reinterpretò con note personalissime. La sua arte scaturiva da un'originale fusione fra il linguaggio figurativo e quello astratto, ed ha lasciato un segno molto profondo nel realismo di metà del Novecento.
I temi della sua pittura sono i simboli forti della realtà contemporanea e metopolitana: i calciatori, i pugili, le strade di città, i camion, i grattacieli. Molti critici l’hanno giudicata fortemente anticipatrice di movimenti diversi, dalla pop art all’iperrealismo.

Ha vissuto a Roma, a New York e a Parigi e questo ha consentito alla sua pittura di proiettarsi su un piano internazionale. Ha partecipato a ben quattro Biennali di Venezia e ha tenuto mostre a Roma, Torino, Milano, Reggio Emilia, Bari, Ferrara, Verona, Mantova, Firenze, Parigi, New York, Budapest, Berlino, Barcellona, Strasburgo, Leningrado, Pechino. A Pescolanciano, suo paese d’origine, la Provincia di Isernia e il Comune di Pescolanciano scopriranno una lapide commemorativa SABATO 16 DICEMBRE ALLE ORE 15.00.
Lo stesso giorno, alle ore 17.30, presso il museo MACI di Isernia, sarà inaugurata la mostra a lei dedicata

Titina Maselli
La poetica della modernità
(testo dell’Archivio della Scuola Romana)

Titina Maselli (1924 – 2005) inizia a dipingere nella seconda metà degli anni ’40 e la sua prima mostra personale è alla Galleria L’Obelisco di Roma nel 1948. I suoi primi dipinti risentono di quel clima espressionista degli anni della guerra e dell’immediato dopoguerra, (era in quegli anni vicina ad artisti come Scialoja, che diventerà suo marito, Stradone, Ciarrocchi, Sadun), e i soggetti sono sconcertanti per il crudo realismo. Oggetti comuni, una bistecca, un telefono, una macchina da scrivere, cartacce nel buio di una strada, sconcertanti e poco usuali nella pittura, trattati con una materia densa, sfatta.

Altro tema affrontato dall’artista già in quei primi anni sono i ‘notturni’, strade deserte, ‘detriti di città’, “cartacce che la notte fanno un grumo bianco sull’asfalto” (Corrado Alvaro nella presentazione della mostra). Lo sport (pugili, calciatori), l’energia che in esso si sprigiona e l’eccitazione che suscita, insieme al tema della città sono comunque i soggetti dominanti dei suoi quadri fin dalla sua prima permanenza a New York (dal 1953 al 1955), che a contatto con la grande metropoli e con una diversa realtà urbana assumono una potenza straordinaria, una forza emblematica che nella apparente, dichiarata oggettività raggiunge effetti estranianti, ossessivi.

E’ in questo concetto di umanità, colta nei suoi riti (lo sport, la folla, le automobili, la velocità), soffocata dalla città megalopoli, l’impegno e la poetica di Titina Maselli, che così aveva dichiarato in una intervista: “La presenza dell’uomo, anche nei quadri dove non è visibile, si sente perché la modernità vuol dire storia, dunque l’uomo. Mi sembra che la figura sia attraversata dallo spazio, la trascini e l’offenda. La compenetrazione è costante. Credo perciò di essere molto lontana dal vuoto e dall’assenza”.

Nei dipinti e negli acrilici su carta esposti in questa mostra si ritrovano appunto le tematiche tipiche dell’artista: il ciclo dei camion, i grattacieli attraversati dalla figura umana, la folla urlante per una competizione sportiva, i fili elettrici nel cielo notturno, le luci artificiali che illuminano la città di notte, le insegne al neon, i boxer, i calciatori. Sono presenti in questa mostra alcuni dei dipinti più significativi dell’artista, e non meno significative sono le opere su carta, sia qualitativamente, sia come forza di immagine che, pur nelle dimensioni ridotte, hanno una potenza non inferiore ai dipinti. La mostra è dovuta alla gentile concessione di collezionisti privati, e curata dall’Archivio della Scuola Romana.

Il Museo MACI è nato per iniziativa dell’Amministrazione Provinciale di Isernia. Svolge la sua attività dal 2004, ma ha già al suo attivo diverse mostre. Dalla prima mostra, un excursus da Picasso ai giorni nostri, alla mostra sulla produzione degli anni ’80 di Mario Schifano, a quella sul “Gruppo Normal” Agermann-Kunch-Knap, alla mostra IS-ART , artisti molisani, selezionati da una commissione di critici d’arte, fino all’ultima in ordine di tempo, quella appunto dedicata a Titina Maselli.

Il MACI è stato una vera sfida perchè Isernia è sempre stata una realtà del tutto marginale rispetto ai circuiti dell’arte contemporanea e ha modificato profondamente quello stato di cose: oggi è l’unico museo di arte contemporanea del centro sud. E’ diretto dal dott. Pietro Campellone, collezionista di arte contemporanea, e si è finora avvalsa, per la programmazione e la curatela delle mostre, dell’alta professionalità del prof. Luca Beatrice, critico di fama internazionale, docente presso l’Accademia di Brera.

Il museo ha già dei progetti per il suo futuro: è in programma una grande mostra che sarà anche l’occasione d’inaugurare la nuova sede museale, l’”Officina della Cultura e del Tempo Libero”, la vecchia rimessa di treni delle Ferrovie, ubicata nei pressi della Stazione Ferroviaria in un punto centrale della città, dove la Provincia di Isernia ha già effettuato i lavori di ristrutturazione che l’hanno resa una sede espositiva ampia e accattivante.

Museo Arte Contemporanea Isernia - MACI
via Berta 1 (Palazzo della Provincia) Isernia
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì ore 9.00-13-00 martedì e giovedì: anche di pomeriggio ore 16.00-18.00 sabato, domenica e festivi: su prenotazione per gruppi di almeno 5 persone
Ingresso 3 euro

IN ARCHIVIO [6]
Antonio Barbagallo
dal 23/11/2012 al 30/1/2013

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