Galleria Michela Rizzo
Venezia
Calle degli Albanesi, 4254
041 5223186
WEB
Debra Werblud
dal 24/9/2007 al 30/10/2007
martedì 10-12.30, 16.30-19.30; da mercoledì a sabato 16.30-19.30

Segnalato da

Galleria Michela Rizzo




 
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24/9/2007

Debra Werblud

Galleria Michela Rizzo, Venezia

Il Ciclope. Nel video, realizzato in stop-motion e proiettato in loop, si susseguono disegni e fotografie manipolate dall'artista ad un ritmo frenetico e incessante. Si tratta principalmente d'immagini di comuni strutture in legno che definiscono un tunnel-corridoio.


comunicato stampa

Il Ciclope

Martedì 25 settembre la Galleria Michela Rizzo è lieta di presentare il nuovo lavoro di Debra Werblud creato appositamente per la galleria. Lo spazio di calle degli Albanesi diviene per l’occasione totalmente nero e la vetrina è schermata da una gigantografia che lascia filtrare alcuni sprazzi di luce. L’allestimento garantisce l’isolamento necessario per la visione del video Il Ciclope, realizzato in stop-motion e proiettato in loop, nel quale si susseguono disegni e fotografie manipolate dall’artista ad un ritmo frenetico e incessante. Si tratta principalmente d’immagini di comuni strutture in legno che definiscono un tunnel-corridoio; l’affiancarsi rapido delle une sulle altre provoca uno spaesamento, e il non-luogo che si determina intrappola vista e sensi schiacciandoli contro pareti di buio che si dissolvono sotto i nostri occhi. In questa detenzione sensoriale priva di una dimensione reale c’è però un’uscita cui aggrapparsi.

Non è l’insistente apertura che si condensa in una fuga prospettica attraendo magneticamente lo sguardo dello spettatore, ma la luce scintillante che filtra dalle fessure di legno. Lo scrittore israeliano Yoel Hoffman, in Katschen, propone un breve ma intenso brano narrativo dove la madre del protagonista prima di morire racconta del Ciclope: “ […] Chi vede con due occhi – ella disse – quando è sopraffatto dal dolore per ciò che osserva ne chiude uno. E se rimane addolorato per ciò che ha visto con entrambi gli occhi, li chiude tutti e due. Il Ciclope, invece, non chiude mai il suo unico occhio[…]” (TdA)

Il ciclope è una violenta figura mitologica, qui rievocata come unico occhio luminoso che guarda, proietta e rivela. Il fascio di luce del proiettore (il terzo occhio rivelatore) invita ad allargare la semplice visione e a farla interagire con le proprie esperienze emotive, facendosi fisicamente trasportare dal turbinio delle immagini.
Gli oltre novecento disegni e scatti fotografici rielaborati, che costituiscono il video, sono basati su spazi privi di particolare qualità architettonica. Ogni immagine, elaborata con tecniche diverse, si presta a continue nuove interpretazioni rivelando aspetti che spesso preferiamo non vedere.

Nello spazio in Calle della Malvasia, invece, vengono proposte le stampe di otto frames tratti dal video, quattro dei quali sono panelli luminosi. Qui lo spettatore ha la possibilità di fissare lo sguardo su poche ma significative immagini che si propongono di rinnovare l’esperienza vissuta davanti al video.

Debra Werblud è nata a New York nel 1957, residente in Italia dal 1982, dal 96 è veneziana d’adozione. Ha vissuto a New York (New York), Philadelphia (Pennsylvania), Atene (Grecia), Delft (Olanda), Camaiore (LU). Laureata nel 1979 all’University of Pennsylvania, Philadelphia in Antropologia/Archeologia e Progettazione Ambientale; progettista e consulente in Conceptual Design con architetti e urbanisti dal 1979 al 1992; dal 1994 espone con gallerie e istituzioni in Italia e negli USA (vedi CV in allegato).

Testo critico di Riccardo Caldura. Catalogo disponibile a fine ottobre

Inaugurazione: Martedì 25 settembre, ore 18:30

Galleria Michela Rizzo
Calle degli Albanesi 4254 -Venezia
orari: martedì 10-12.30, 16.30-19.30; da mercoledì a sabato 16.30-19.30
ingresso libero

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