Galleria d'Arte Immagini Spazio Arte
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Tiziano Capetta
dal 13/10/2007 al 26/10/2007
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13/10/2007

Tiziano Capetta

Galleria d'Arte Immagini Spazio Arte, Cremona

Metamorfosi di elementi. Le ceramiche dell'artista nascono da un'autentica esperienza creativa, che trova nel rapporto con la Natura, con la materia, la sua fonte principale di ispirazione.


comunicato stampa

Metamorfosi di elementi

Le ceramiche di Tiziano Capetta nascono da un’autentica esperienza creativa, che trova nel rapporto con la Natura, con la materia, la sua fonte principale di ispirazione. Un’esperienza che nasce primariamente da una comprensione profonda degli elementi, che andranno a sostentare di sè le sue creazioni – le argille, la sabbia, i minerali, le conchiglie, la paglia, la cenere di svariati tipi di legno -, e delle loro infinite trasformazioni, una volta toccate dal fuoco metamorfico del forno.

E’ la Natura stessa, osservata dall’artista nel silenzio ed in quella dimensione, per noi occidentali ormai così difficile da sperimentare, che è la percezione assoluta dell’ascolto, a suggerire le forme primigenie delle sculture di Capetta, che viene poi a caricarle del proprio portato, personale, ma come distillato - e reso così universale - dalla forza creativa. Tra le forme più peculiari dell’artista sono sicuramente quelle che lo stesso scultore ha intitolato “sassi”: primigeni, massicci, pesanti, pregni di una vita che resta timidamente chiusa in loro, ma in qualche raro e sublime momento riesce a schiudersi. Li solcano, in maniera solo apparentemente casuale, solo apparentemente tracciati per un mero senso estetico, dei tagli impressi con vigore. Il loro valore è profondamente esistenziale: simboleggiano le angosce, le paure ancestrali che albergano nella parte più profonda e nascosta dell’anima dello scultore, inestirpabili, in qualche modo “necessarie” alla creazione.

Sono invece forme più aperte le sculture coniche create da Capetta, che mettono a fuoco un altro importante aspetto della sua poetica: la continua tensione verso l’Assoluto, il dialogo con il Divino. La forma nasce contemporaneamente nello spirito e nella lavorazione della materia, è un tuttuno, terreno e spirituale. La sua scultura si evolve, in questo senso, verso un totale affrancamento dai filtri mentali che inevitabilmente rischiano di ingabbiare le forme, verso un rapporto sempre più fisico ed autentico con la materia e con il fuoco che la trasforma. Non per questo, l’artista rifugge dalla possibilità di un utilizzo della propria scultura, non credendo nella scultura “pura”, di ascendenza tutta occidentale e romantica, ma nella qualificazione del quotidiano attraverso la bellezza.

Anche sotto un profilo più prettamente tecnico, Capetta si pone sulla via di una maggior libertà, per nulla vincolata a minuziose e pedisseque regole invariabili, bensì orientata verso una inesausta sperimentazione, volta a capire a fondo le proprie istanze creative e le materie con le quali lavora, spesso argille locali e non importate, e i loro tempi di trasformazione. La cottura delle ceramiche nel forno ad alta temperatura, costruito appositamente per i propri pezzi, rappresenta una vera e propria sfida per lo scultore, che deve controllare per lunghe trentasei ore l’andamento delle fiamme, alimentandole con nuova legna.

Le ceramiche, rese bianche e incandescenti dall’estremo calore, costituiscono in quel momento una meravigliosa incognita: modellate con l’argilla e conteste di materiali organici come le conchiglie e la stessa cenere che nasce dalla combustione della legna, esse vengono amorevolmente seguite dall’artista, che però solo in parte – mediante l’attenta conduzione del forno - può variare il corso degli eventi. E’ in queste lunghe ore a contatto con il calore, che gli Elementi si trasformano, fondendosi l’uno nell’altro e creando patine lucide e rialzi preziosi di smalto, con quell’infinita variazione di tinte e sfumature che è propria solo della Natura stessa.

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