Fondazione Pastificio Cerere
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Eligio Paoni
dal 9/4/2008 al 29/5/2008
Lun-Ven 15 - 19

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Fondazione Pastificio Cerere



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Eligio Paoni
Marco De Logu



 
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9/4/2008

Eligio Paoni

Fondazione Pastificio Cerere, Roma

A proposito di normalita'. Una selezione di fotografie. "La vita in Palestina l'artista la vive a pochi centimetri da molte persone, ma con una partecipazione che non ha nessuna retorica del fotogiornalista che mitizza il pericolo." (Marco De Logu)


comunicato stampa

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Eligio parla tanto, parla sempre e ti sta vicino, sempre più vicino, e poi guardi le foto e vedi che lui è così, che è vicino a quello che succede, sempre più vicino. Lui parla e io guardo le sue fotografie e gli chiedo di togliere le poche foto che ha fatto con un teleobiettivo. La vita in Palestina lui la vive a pochi centimetri da molte persone, ma con una partecipazione che non ha nessuna retorica del fotogiornalista che mitizza il pericolo. E’ così che scatta la normalità, è un bisogno, e forse è l’unico modo che lui conosce di stare al mondo: stare sempre vicino in ogni occasione, senza enfasi e nel modo più naturale del mondo. Questo è per me un lavoro di vicinanza fisica e di pensiero. Pezzi di quello che è successo in quegli anni sono in queste immagini, microstorie in una macrostoria, normalità nell’anormalità, ma tutto dura da troppo tempo, e alcuni drammi vengono anche da un passato lontanissimo e da una storia millenaria. Eligio fotografa l’oggi, ma le sue immagini vengono da molto lontano, e noi possiamo vederle oggi e rivederle sempre: questa è la profondità di alcune fotografie, e anche la profondità della normalità.

Marco De Logu

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Eligio talks a lot, he talks to you up close, incessantly, closer and closer; then you look at his photos and see that’s how he is, he’s up close to whatever is going on, closer and closer. He talks and I look at his photos; I ask him to take away the few photos he took with a telephoto lens. He experiences life in Palestine just a few centimetres from the people, but his participation has none of that rhetoric of that mythicizes danger. This is how he captures normality, he needs it - perhaps it is the only way he knows: close to events every time, he highlights nothing, he is as natural as possible. I realise this work involves physical and mental closeness. There are fragments of what has happened over the years in these photographs: the micro stories from a macro story, the normality of abnormality. However, it has all lasted too long. Some of these dramas date back to the distant past, through thousands of years of history. Eligio photographs here and now, but his images come from long ago, we can see them today and look at them again and again: this is the depth of some photographs, it is also the depth of normality.

Marco De Logu

Fondazione Pastificio Cerere
Via degli Ausoni, 7 - Roma
Orario: lun-ven 15-19
Ingresso libero

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