Blank
Torino
via Reggio, 27
011 235140
WEB
Visionair-08
dal 3/12/2008 al 10/12/2008
ore 21

Segnalato da

e/static




 
calendario eventi  :: 




3/12/2008

Visionair-08

Blank, Torino

VIII edizione dell'iniziativa che e/static propone ogni anno, con eventi live e performativi presentati da artisti italiani e internazionali. Per il primo appuntamento e' in programma la performance di Michael Graeve. Tra gli altri protagonisti: Akio Suzuki, Arnold Dreyblatt, Luca Vitone, Loren Chasse, Patrice Carre', Rolf Julius, ecc.


comunicato stampa

a cura di Carlo Fossati per e/static

Visionair-08 è l’ottava edizione di un’iniziativa che e/static propone ogni anno, a partire dal 2001 con EXIT-01, con eventi ‘live’, genericamente performativi, ma di varia specie, presentati da artisti e performers italiani e internazionali. La lista, già lunga, dei partecipanti a questa iniziativa, comprende, tra gli altri, i nomi di: Akio Suzuki, Arnold Dreyblatt, Luca Vitone, Loren Chasse, Patrice Carré, Rolf Julius, Miki Yui, Werner Durand, Dominique Petitgand, Carlos Casas, Giancarlo Toniutti. Quest’anno l’iniziativa vedrà protagonisti l’australiano Michael Graeve, che si esibirà il 4 dicembre 2008, e l’olandese Paul Hendrikse, che farà la sua performance l’11 dicembre 2008.

“Simple Methods for Complex Times” (metodi semplici per tempi complessi) è il titolo del progetto di ‘sound performance’ che Michael Graeve va proponendo già da qualche tempo sulla scena internazionale. Nel corso della performance, egli aiuta la sua orchestra di giradischi ed altoparlanti ‘domestici’ a funzionare: ricche tessiture, ritmi e toni che sono l’effetto di semplici interazioni fra processi meccanici e gesti umani. Ma le macchine non sono DJ ‘gira-piatti’, e non si vedono vinili. Siamo piuttosto invitati ad assistere a una complessa esperienza sonora che promana da dieci giradischi e altrettanti amplificatori, più venti altoparlanti sparsi attraverso la sala. “Sono affascinato dalle intrinseche limitazioni delle macchine, e dal modo in cui queste limitazioni danno origine a complesse possibilità e ad eventi sonori. In queste performances (del tutto improvvisate) io mi diletto nel mettere alla prova la natura imprevedibile e volatile dell’attrezzatura”.

Paul Hendrikse mostrerà a Visionair-08 un nuovo lavoro prodotto per questa occasione. “Multiple exposure“ (esposizione multipla) è il titolo di una serie di lavori che portano l’attenzione su persone realmente esistenti, tutte queste persone hanno in comune il fatto di essere, o di essere state, figure di mediazione. “Multiple exposure #2“, presentato a Torino, tratta della persona di Latif Yahia. Durante gli ultimi 5 anni Paul Hendrikse ha seguito su internet tutti gli spostamenti di Yahia. Ogni anno, in un giorno pre-fissato, ha scaricato tutte le sue immagini che poteva trovare. Yahia era il sosia di Udai, figlio primogenito di Saddam Hussein. Si era sottoposto a un severo allenamento, nonché ad interventi di plastica facciale, per assomigliarli in modo perfetto. Doveva apparire in pubblico quando Udai era all’estero, o in occasioni in cui sarebbe stato troppo pericoloso per lui farlo di persona. Dopo la sua fuga dall’Iraq durante la prima Guerra del Golfo, nel 1991, si rifugiò a Vienna, dove rimase nascosto per parecchi anni. Quando il governo austriaco si rifiutò di concedergli asilo politico, cominciò ad errare attraverso l’Europa per diversi anni. Si stabilì infine in Irlanda, dove cominciò a lavorare come detective privato. Nel 1995 pubblicò il suo primo libro autobiografico. All’epoca della seconda invasione dell’Iraq divenne un personaggio molto intervistato dai media. Durante gli ultimi 18 anni, Yahia ha cambiato un gran numero di identità, e molte di queste corrispondono a figure mediate: a seconda dei contesti egli è stato infatti prima un sosia, poi un detective privato, una figura dei media, uno scrittore e in ultimo ha fatto l’attore. In questo nuovo lavoro Paul Hendrikse parte dalla figura di Yahia per tratteggiare linee più ampie, e toccare quindi temi come l’autenticità, la copia e l’originale, e il ruolo delle ‘immagini mediatiche’ nella nostra società.

Michael Graeve (1971) è un artista di Melbourne (Australia) che pratica sia la dimensione visiva che quella sonora del fare arte. Espone, insegna e si esibisce in performance a livello internazionale. Lavora pratica sia il mezzo pittorico che quello sonoro, realizzando installazioni ‘site-specific’, spesso con l’interazione dei due media, ‘sound performances’ e vere e proprie composizioni.
Fra le sue più recenti performances e installazioni sonore: Happy New Ears a Kortrijk, in Belgio, nel 2008; Tonspur a Vienna, SFX a Seoul, Openport a Chicago e Issue Project Room a New York, tutte nel 2007; Sonambiente a Berlino, nel 2006. Ha conseguito un Master in Belle Arti (MFA Studio) allo School of the Art Institute di Chicago nel 2007), un altro in Arte (MA Media Arts) alla RMIT University di Melbourne nel 2004, un Bachelor of Arts (BA Media Arts) nella stessa università nel 1999, e un Bachelor of Arts (BA Honours Fine Art Painting), ancora nella RMIT di Melbourne, nel 1995. Il suo lavoro è stato recensito da Branden W. Joseph (Artforum International, Marzo 2005), Nicholas Chambers (Eyeline No 50, 2002), Ros Bandt (Sound Sculpture - Intersections in Sound and Sculpture in Australian Artworks, 2001) e Stephen O'Connell (Art/Text No 59, 1997). A Melbourne ha lavorato, come membro fondatore, in spazi espositivi autogestiti da artisti del circuito Grey Area Art Space Inc (1996-1999), poi come Program Manager alla West Space Inc (2002-2004), ed è attualmente ‘board member’ del Liquid Architecture Sound Art Festival.

Paul Hendrikse (Olanda, 1977) vive e lavora a Berlino e ad Antwerp, in Belgio. Ha studiato scultura a ‘s Hertogen-bosch, in Olanda e Architettura ad Antwerp. Recentemente ha completato un dottorato alla Jan van Eyck Academy di Maastricht, in Olanda. Parallelamente alla sua attività artistica è stato curatore dello spazio di ricerca Artis in ‘s-Hertogen-bosch. Hendrikse crea estensioni di realtà artistiche, architettoniche e letterarie pre-esistenti. Collocando un secondo oggetto accanto alla sua ‘matrice’, lo spazio fra i due diventa importante, e all’interno di questo spazio risonante un nuovo significato può emergere ed articolarsi. La sua produzione varia in mezzi e forme; un libro, una performance, una storia, un oggetto o un video possono tutti diventare altrettanti esiti della sua ricerca artistica. Ha collaborato in differenti costellazioni con Martin Nachbar, Alphonso Lingis, Aryan Kaganof, Lilia Mestre, Ashraf Jamal e altri. In anni recenti il suo lavoro è stato mostrato allo Stuk, di Leuven, in Belgio; al Nicc di Antwerp; al W139 di Amsterdam; alla Keith Talent Gallery di Londra; al Kunstlerverein Malkasten di Düsseldorf: al Camden Arts Centre di Londra; all’International Film Festival di Rotterdam; al CAPE di Città del Capo; al Middelheim Museum di Antwerp; ad e/static > blank, Torino.

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via Reggio 27, Torino
date: 4 dicembre 2008 (M. Graeve); 11 dicembre 2008 (P. Hendrikse)
orario d’inizio degli eventi: ore 21 per entrambi

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