Palazzo Dogana
Foggia
piazza XX Settembre, 20
0881 774800, 0881 791111 FAX 0881 791216
WEB
Vincenzo Lauriola
dal 29/3/2009 al 3/4/2009
lunedi' - venerdi' 9-19
WEB
Segnalato da

Michele Carmellino




 
calendario eventi  :: 




29/3/2009

Vincenzo Lauriola

Palazzo Dogana, Foggia

Ritratto di un artista assente. Opere (1971-1993). La mostra ripercorre le principali tappe della carriera dell'artista/designer: la fondazione del gruppo Multimediale Syntax Error, la ricerca pittorica d'ispirazione futurista degli anni '80, l'entrata nel gruppo Arteria di Prato e l'ultima fase misticista.


comunicato stampa

a cura di Guido Pensato e Gaetano Cristino

Sarà inaugurata lunedì 30 marzo alle ore 18,30 nella Sala Multimediale di Palazzo Dogana la mostra retrospettiva di Vincenzo Lauriola “Ritratto di un artista assente. Opere (1971-1993)” patrocinata dalla Provincia di Foggia.
La mostra, curata da Guido Pensato e Gaetano Cristino, rimarrà aperta fino al 4 aprile 2009.
Catalogo in sala.

Ecco brevi cenni biografici dell’artista, scomparso prematuramente a Firenze nel 1993:
Vincenzo Lauriola, architetto, grafico e pittore. Nato a Foggia nel 1962, ha vissuto e lavorato soprattutto a Firenze, dove ha partecipato attivamente alla vita artistica della città.

Nel 1984 è tra i fondatori del gruppo multimediale Syntax Error. Sotto questa sigla firma numerosi progetti legati soprattutto al campo del design e della computer graphic segnalati in numerose riviste (Modo, Moda In, Per Lui, Panorama, Interni, ecc.). Nel 1987 progetta insieme a Paola Carallo e Giuseppe di Somma il negozio Poker in largo Alinari a Firenze, celebrato come esempio di arredamento post-moderno in cui si concretizza “l’intento di dare un significato diverso all’ambiente negozio, inteso non solo come luogo d’incontro tra funzionalità ed estetica, ma come spazio dove comunicare sensazioni intime e personali” (v. Giuseppe M. Jonghi Lavarini, Il negozio e la sua vetrina, Milano, Di Baio, 1991).

Si laurea nell’88 a Firenze con una tesi in progettazione architettonica su un’ipotetica “Architettura rupestre per campeggio verticale” nel Gargano. Scioltosi il gruppo S.E., la sua attività progettuale si finalizza all’allestimento di negozi e show-rooms nonché a elementi di arredo per varie ditte (Porada, Steel, CEM).

L’attività pittorica ha costituito per lui sempre una valvola di sfogo ed una attività parallela. Nel 1986 partecipa alla collettiva “Feticci metropolitani/Quadri dell’immaginario”, nella galleria Alchymia di Firenze, nel 1987 è presente a due collettive a Bari, una nel convento di S. Maria dei Maschi e l’altra alla galleria Spazio-Immagine, nel 1988 organizza la sua prima personale “Olio su tela” nel Pronao della villa comunale di Foggia e sempre nel 1988 partecipa alla 3^ Mostra-mercato “Stefanelli” a Troia. Nel 1989 partecipa a Firenze a una collettiva alla Ken’s Art Gallery e alla Grande Notte Surrealista/ Omaggio a Dalì. La sua ricerca pittorica in questo periodo parte da forme geometriche e antropomorfe di vario sapore futurista per arrivare al puro colore, alla pennellata, al puro contrasto acido. Usa infatti sempre i colori primari con le loro sfumature, ma senza mescolanze, facendo in modo che i toni risultino sempre constastati e drammatici.

Nel 1989 entra a far parte del gruppo Arteria di Prato col quale realizza numerose mostre e performance d’arte in vari luoghi: Firenze, Padiglione ex avicolo (L’utopia possibile, 1990), Carrara, Associazione culturale Atelier, Prato, Villa Rucellai e Chiesino di S.Ambrogio (In-colore, tentativo di trasmigrazione artistica del colore), ecc.

“Gli artisti di Arteria – scrive Nicola Nuti - conducono implicitamente, seppure secondo linee ben differenziate ed autonome, un’unica ed ampia ricerca, indirizzata a verificare il linguaggio visivo come “limite iniziale del possibile” (Roland Barthes)…[e] proprio il limite tra l’immagine e la sua scorporazione in luce e colori, costituisce il nucleo espressivo dell’opera di Vincenzo Lauriola. La figura, già concepita in un’essenzialità di volumi, si dissolve in un sciame di pennellate che lascia filtrare bagliori, come un passaggio di energia. Lo spazio viene così spartito in due versanti, che si danno e si costituiscono come soglia di conoscenza, ma è la linea di separazione/congiunzione che contiene la potenzialità evocativa, è questo andare incontro alla dissoluzione che apre le porte dell’immaginario.”

Abbandonate le forme di sapore futurista si tuffa nel misticismo astratto dell’oro e del colore acceso e presenta il suo primo lavoro di questo periodo nel 1991, con una composizione galleggiante sull’Arno, a Firenze, per il “Polittico di S.Giovanni” alla baia di S.Rosa agli Uffizi. Un grande evento internazionale “Trotzem” (Nonostante tutto), ideato da Mario Mariotti che costituì “un omaggio alla città d'arte che, nonostante custodisca uno dei più ricchi patrimoni storici d’Italia, è capace di aprirsi alla contemporaneità seppure a costo di grandi fatiche” (la Repubblica, 25.6.1991, p.11). Muore prematuramente a Firenze nel 1993 ad appena 31 anni.

Della sua ricerca pittorica si sono interessate prestigiose testate giornalistiche, tra cui la Repubblica, La Nazione, Il Tirreno, La Gazzetta del Mezzogiorno.

Inaugurazione lunedì 30 marzo alle ore 18,30

Palazzo Dogana
piazza XX Settembre, 20 - Foggia
Orario: dal lunedi al venerdi ore 9-19
Ingresso libero

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Zahi Issa
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