Caos sensibile. Con la cartapesta l'artista realizza sequenze di bassorilievi che raccolgono le impronte di qualcosa che e' esistito, ma che ha lasciato memoria di se in forma di traccia. Accanto a queste "impressioni" cartacee ci sono le strutture in vetro: il ricordo dell'acqua che scorre. A cura di Gillo Dorfles.
a cura di Gillo Dorfles
Caos sensibile può evocare uno stato d’animo oppure una particolare condizione in cui si verifica
un incontro-scontro di diversità che cercano un punto di contatto.
Giulia Alberti prova entrambe le dimensioni e nel "suo" caos sensibile fa confluire vetro e cellulosa
e, con quel tocco visionario che pochi artisti hanno, li mette a confronto.
La carta perde quell’idea di foglio, di pagina che solitamente evoca per presentarsi nel suo stadio
iniziale di impasto plasmabile tridimensionalmente.
Con la cartapesta Giulia Alberti realizza sequenze di bassorilievi che raccolgono le impronte di
qualcosa che è sì esistito, ma che ha lasciato memoria di sé in forma di traccia.
Accanto a queste "impressioni" cartacee ci sono le strutture in vetro. Il ricordo dell’acqua che
scorre, dell’acqua in movimento si riconosce nelle trasparenze verdi-azzurre di densità variabile:
acqua che è forma primordiale ed espressione di quel caos in cui Novalis percepisce una capacità
ricettiva.
Come la cellulosa ha accolto la forma, così il vetro "imprigiona" l’acqua.
Un processo che porta Gillo Dorfles, curatore del catalogo, ad annotare: "Due materiali opposti: ma
due stati d’animo che derivano da una stessa maturità estetica. Ed è proprio il contrasto tra la soffice
cellulosa delle impronte e la rigida – ma solenne – aulicità e trasparenza del vetro, a dirci come,
spesso, sapersi adattare all’ "anima" vivente d’un materiale in apparenza inerte, possa rilevare e
mettere a nudo anche l’anima nascosta (ma vibrante) dell’artista".
Catalogo in galleria.
Inaugurazione 28 maggio alle ore 18.30
Spaziotemporaneo
Via Solferino, 56 – 20121 Milano
Orari: dal martedì al sabato 16,00-19,30